Massimo La Pietra (EMMAP5), neo-dirigente della Sala Operativa Unificata della Croce Rossa Italiana (CRI), era in ufficio anche di domenica lo scorso fine settimana. Ma non è una novità del nuovo ruolo, né dell’emergenza CoViD19. Infatti, Massimo si occupa di emergenze da sempre e per oltre quindici anni ha lavorato al Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio nel servizio Volontariato, che negli ultimi anni ha anche diretto. Una caratteristica peculiare del nostro Sistema Nazionale di Protezione Civile è proprio la sua natura reticolare e collaborativa, che vede le istituzioni pubbliche centrali e locali lavorare attivamente col mondo del terzo settore e del volontariato nelle attività di previsione, prevenzione, gestione e superamento delle crisi di protezione civile. Come dirigente del Servizio Volontariato, Massimo era spesso in giro per l’Italia per lavorare al fianco delle mille realtà locali e nazionali impegnate nelle attività di protezione civile, come comunicazione sul territorio a fini di prevenzione o formazione e addestramento agli operatori: quasi sempre nel weekend, per venire incontro alle esigenze dei volontari. Dopo anni al fianco del Terzo Settore e del Volontariato impegnato nelle emergenze, il passaggio in Croce Rossa Italiana è stato naturale.
“La CRI mi ha proposto un progetto bellissimo, in cui credo molto: lavorare alla fusione e interoperabilità delle preesistenti sale operative, come la Sala C.R.I. per le Persone, la Sala Operativa Nazionale – a cui si raccorda l’attività presso la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile – e le Sale Operative Regionali, per assicurare un’unica centrale di risposta, in grado di poter soddisfare le esigenze provenienti dai cittadini, dal territorio, dalle strutture periferiche dell’Associazione, come i Comitati Regionali e Territoriali, oltre che dalle altre Direzioni e Aree del Comitato Nazionale”.