Tutte le strade portano a Roma: impatti e legacy della Ryder Cup 2023

Il trofeo in SDA Bocconi per rievocare e ispirare i valori dell’evento golfistico più seguito al mondo

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“Tutte le strade portano a Roma: impatti e legacy della Ryder Cup 2023” è il titolo della conferenza tenutosi il 29 maggio nell’auditorium di SDA Bocconi School of Management. L’evento è stato organizzato dal Topic Sport della Bocconi Alumni Community, dalla Federazione Italiana Golf e dalla Ryder Cup Europe insieme all’Academic Team dell’Executive Master in Business of Events (EMBE) di SDA Bocconi. A fare gli onori di casa Stefano Caselli, Dean di SDA Bocconi School of Management, Dino Ruta, Professore in Sports and Events Business di SDA Bocconi School of Management ed EMBE Academic Director, e Frank Leenders, Leader del Topic Sport, che hanno aperto l’evento nella bellissima cornice del nuovo campus. È stata un’occasione per riunire esperti dell’industria sportiva (e non solo), pronti a scoprire la complessità manageriale del prestigioso torneo di golf. I partecipanti all’evento hanno potuto ammirare e fotografare il trofeo giunto appositamente in Bocconi per l’iniziativa.

 

È proprio Roma ad aver vinto nel 2015 la candidatura per ospitare la Ryder Cup, il terzo evento sportivo più seguito al mondo dopo le Olimpiadi e i mondiali di calcio. Per la terza volta il prestigioso torneo di golf che si disputa ogni due anni – una volta in Europa e una volta in USA – verrà giocato fuori dalla Gran Bretagna per l’edizione europea. Oneri e onori, quindi, per il Marco Simone Golf & Country Club, che ha intrapreso un progetto di trasformazione profonda diventando uno dei campi da golf più belli d’Italia.

 

Gian Paolo Montali, Direttore Generale del Progetto Ryder Cup 2023, ha evidenziato: “La Federazione - guidata dal Presidente Franco Chimenti che ha avuto l’intuizione vincente di candidare la nostra nazione a ospitare il terzo evento mediatico al mondo - ha intrapreso molteplici iniziative che indubbiamente arricchiranno Roma e l’intera Italia, la sua community di riferimento e l’intero ecosistema golf, anche e soprattutto dopo l’evento. 100 tornei internazionali disputati nel nostro paese, “Progetto Golf a Scuola”, “Progetto Golf è Donna”, “Progetto Golf4Autism”, “Road to Rome 2023” e tante altre iniziative sono state presentate nel solido e innovativo piano di candidatura presentato nel 2015 e poi implementate, per garantire una vera e propria legacy multidimensionale.”

Gli impatti saranno diversi, di natura economica, infrastrutturale, sportiva, turistica e sul made in Italy per una vera legacy che l’evento lascerà a molteplici portatori di interesse. Gian Paolo Montali ha poi continuato: “Gli eventi sportivi devono lasciare qualcosa che cambi il territorio, e questo è stato il motivo per cui abbiamo vinto la candidatura: il nostro, che non è un paese di profilo golfistico, ha saputo interpretare nel progetto Ryder Cup un’occasione unica per creare valore per l’intero territorio italiano, da nord a sud”.

 

L’evento ha dato ampio spazio alla leggenda italiana del Golf Costantino Rocca, che ha al suo attivo tre partecipazioni alla Ryder Cup (nel 1993, 1995 e 1997), con la vittoria nelle ultime due ed una vittoria personale decisiva contro Tiger Woods nel 1997. Rocca sottolinea: “Ryder Cup arriva in Italia nel momento giusto e ha il potenziale di coltivare una nuova generazione sportiva ispirata ai campioni di oggi.”

Altri contributi sono arrivati da James White (Ryder Cup Country Manager Italy), Maria Elena Rossi (Marketing and Promotion Director presso ENIT) e Mirco Vassallo (Director Global Direct Sales presso Costa Crociere). Hanno approfondito gli impatti di Ryder Cup da diverse prospettive: diritti media, turismo e partnership commerciali.

 

Di fronte a queste premesse, il Prof. Dino Ruta, Academic Director di EMBE, ha sottolineato la complessità manageriale della Ryder Cup: “Gli eventi hanno impatti sempre più ampi e diversificati, divenendo peraltro parte integrante dell'agenda politica di paesi ed organizzazioni internazionali. Con la crescita dell’industria, è ormai una pratica comune per gli organizzatori quella di misurare gli impatti, non solo economici, per dimostrare come i loro eventi abbiano generato valore per più stakeholder”.

 

Roya Derakhshan, Program Director di EMBE, ha sottolineato: “Esiste una necessità di sviluppo di competenze in tema di business of events al fine di comprendere le dinamiche di una industria così affascinante e complessa, che si intreccia tra sport, intrattenimento ed exhibition in una prospettiva sempre più internazionale.

Dino Ruta ha evidenziato quindi il ruolo dell’education: “La formazione in tema di eventi risponde ad una sempre più crescente domanda di professionalità manageriali e imprenditoriali, fornendo prospettive su diversi mercati: dallo sport allo spettacolo, dalla musica alle esposizioni fieristiche, diffondendo una cultura degli eventi a tutto campo.”

 

In conclusione dell’iniziativa, pensando al lato sportivo della Ryder Cup, sono stati fatti diversi pronostici, il più convinto quello di Costantino Rocca, che di fronte alla domanda “Chi vincerà la Ryder Cup 2023?” ha risposto: “Certamente Roma!”, a dimostrazione che tutte le strade portano a Roma e che la legacy dell’evento andrà ben oltre la competizione sportiva.

SDA Bocconi School of Management

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