Programmare e gestire i fondi comunitari

SDA Bocconi Insight - Scaffale - V. Vecchi, N. Cusumano

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Da circa vent’anni SDA Bocconi School of Management si occupa dello sviluppo delle competenze di management per la programmazione e gestione strategica dei fondi comunitari. Nel farlo, ha sempre utilizzato un approccio basato sull’applicazione di logiche di management, e in particolare di public management, ai fondi comunitari, quali fonti esterne sia per i paesi membri e le loro articolazioni con competenza programmatoria (regioni e ministeri/agenzie nazionali) sia per i beneficiari (enti pubblici, imprese, associazioni e organizzazioni del terzo settore, per citare i più rappresentativi), soggetti attuatori e destinatari finali.

Il risultato più maturo di questa pluriennale esperienza è il recente libro di Veronica Vecchi e Niccolò Cusumano, Finanziamenti comunitari 2021-2027. Strategie e strumenti per autorità, pubblicato da Egea nell’agosto 2022.

Perché adottare un approccio di management ai fondi comunitari?

I fondi comunitari rappresentano non solo una fonte di finanziamento esterna alle amministrazioni e alle imprese – profit e non profit – ma rappresentano in primis un’azione politica volta a sostenere lo sviluppo sostenibile nelle sue tre dimensioni (economica, sociale e ambientale), e in grado di contrastare il cambiamento climatico e favorire la transizione energetica, l’innovazione, l’equità. Un approccio di management è dunque essenziale per realizzare una programmazione dei fondi, a livello nazionale e regionale, in grado di conseguire efficacemente questi obiettivi di policy e, a livello locale, per realizzare e gestire progettualità di sistema volte a generare un reale cambiamento. Per fare questo serve conoscere non solo le regole dei fondi, ma anche e soprattutto adottare principi di managment. Il libro vuole stimolare dunque un reale cambio di passo, affinché i fondi comunitari non siano visti come una mera fonte di finanziamento da sfruttare opportunisticamente navigando un insieme di rigide procedure amministrative. I fondi sono molto di più.

Quali sono i principali strumenti per gestire in modo strategico le opportunità offerte dalla programmazione comunitaria?

Due sono gli strumenti cardine dell’approccio strategico. Si tratta, in primis, della matrice di finanziabilità, strumento che ha l’obiettivo di stimolare e facilitare il superamento di una logica contingente ai fondi comunitari e di favorirne un utilizzo in modo integrato con altre fonti di finanziamento, proprio secondo lo spirito dell’addizionalità voluto dalla Commissione Europea.

Un secondo strumento, o meglio approccio, è la buona proposta progettuale, basata su logiche di teoria del cambiamento e project management, che consente di organizzare le attività relative alla richiesta di un finanziamento e di disegnare la logica di intervento del progetto.

Queste metodologie e strumenti hanno una validità trasversale rispetto ai vari programmi e consentono non solo di cogliere le opportunità, ma anche di rendere ordinario l’accesso ai fondi, anziché straordinario e, conseguentemente, poco capace di contribuire a obiettivi di cambiamento e di generare leva finanziaria e addizionalità. Tra l’altro, quando la modalità di attivazione e utilizzo dei fondi diventano ordinari e parte integrante della programmazione strategica, finanziaria e operativa di una organizzazione, le possibilità di utilizzare con successo le risorse aumentano, ma soprattutto i fondi diventano l’opportunità per innovare. Si tratta poi di strumenti la cui validità va anche oltre i fondi comunitari.

Si tratta della terza edizione del volume, quali sono le novità principali di quest’ultima edizione?

Il libro oltre a fornire un quadro aggiornato delle principali politiche (coesione e ricerca e innovazione), dedica un nuovo capitolo al tema del Blending Finance e degli strumenti finanziari. Non è certamente una novità la possibilità di superare la logica di allocazione dei fondi comunitari secondo il principio del fondo perduto. Tuttavia, in un momento storico in cui assistiamo a una grande convergenza tra pubblico e privato per il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità e in cui la liquidità privata disponibile per investimenti sostenibili e a impatto supera i budget pubblici, l’utilizzo dei fondi comunitari per generare addizionalità finanziaria e facilitare gli investimenti privati deve rappresentare una priorità. Questo richiede non tanto in competenze tecniche quanto lo sviluppo di una nuova visione strategica da parte delle amministrazioni coinvolte nella programmazione dei fondi. Ma non possiamo certamente perdere questa opportunità. Il libro si conclude con alcune considerazioni in merito al PNRR che sicuramente rappresenta una novità nel panorama dei fondi anche grazie all'intreccio molto stretto tra riforme e investimenti.

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