Serra: la leadership del “walk-the-talk”

EMF - Executive Master in Finance - Leader Series

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Non ci può essere leadership senza esempio. Non si può chiedere agli altri di comportarsi in maniera diversa da come il leader si comporta. In azienda e in famiglia. E si deve lottare per la propria libertà, un bene ereditato dalle generazioni precedenti che deve essere preservato per quelle future. Questi sono alcuni dei messaggi importanti emersi dalla Leader Series di Davide Serra, Founder e CEO di Algebris, uno degli asset manager indipendenti più noti a livello internazionale, che ha incontrato i partecipanti di EMF - Executive Master in Finance, diretto da Andrea Beltratti, EMF Academic Director e Alessia Bezzecchi, EMF Program Director in occasione della EMF Leader Series.

Il background professionale. “Come tradizione, chiediamo una Tua presentazione che si soffermi maggiormente sugli aspetti di carattere personale e che ci possa consentire di conoscere il leader aldilà del CV” inizia Beltratti. “Ero indeciso tra continuare la strada sportiva avendo praticato la pallavolo a livello agonistico ad alti livelli, e studiare materie diverse come filosofia e scienze bancarie. Non avevo in mente la finanza. Alla fine, ho optato per economia aziendale alla Bocconi, apprezzando moltissimo il servizio complessivo offerto dall’Università in particolare per quanto riguarda elementi come gli scambi internazionali. Nel corso degli studi ho sempre perseguito il profilo internazionale, caratteristica che ha poi contraddistinto tutta la mia vita professionale, iniziando dal primo scambio a Bergen in Norvegia e poi seguendo il Master CEMS a Louvain la Neuve in Belgio”. “E gli inizi professionali?”. Ho iniziato a lavorare prima della laurea a Londra, come research analyst a SG Warburg, una banca che mi era piaciuta per le persone che avevo incontrato e per il processo di selezione. Sono rimasto a Warburg per cinque anni occupandomi di ricerca sui titoli azionari. La mia prima call rilevante? Studiando il Banco Ambrosiano, mi accorsi che il titolo valeva cinque volte la capitalizzazione di mercato. Molti investitori internazionali seguirono il mio suggerimento e guadagnarono molto su quel titolo. Anche in seguito a quella call approdai a Morgan Stanley, diventandone il più giovane MD in Equity Research a 31 anni.  In quegli anni ebbi la fortuna di conoscere i più grandi investitori del mondo, tra cui George Soros e Sir Chris Hohn con cui io stesso investii il mio patrimonio”.  

Il sogno imprenditoriale. “Come è nata Algebris?”. “Iniziai nel periodo a Morgan Stanley a creare un indice che selezionava Equity in Global Financials nei paesi del G20, e che produsse un rendimento molto elevato sopra all’indice. Mi convinsi che il talento per l’analisi finanziaria poteva essere messo al servizio degli investitori. Iniziai dal classico business plan in excel, ma non ne seguii le implicazioni. La mia analisi indicava la scarsa razionalità di abbandonare quello che facevo con successo per intraprendere una strada nuova e rischiosa. Ma mi guardai allo specchio, e decisi che non avrei mai più potuto guardarmi allo stesso modo se non avessi perseguito il mio sogno.  Anche grazie alla fiducia di persone che avevano lavorato con me negli anni, tra cui Sir Chris Hohn e Don Emilio Botin del Santander, riuscii a ottenere 700 milioni da investire nel primo giorno di raccolta. Nel complesso, ci vollero sei mesi per passare dal progetto alla realizzazione. Il nome Algebris fa riferimento alle quattro operazioni elementari dell’algebra e fanno riferimento a quella che io penso sia l’essenza dell’investimento, vale a dire la semplicità. Non penso che sia utile guardare a miliardi di dati con modelli matematici complessi. I grandi investimenti avvengono su presupposti semplici. Nel tempo Algebris è cresciuta a un CAGR del 39% e impiega oggi 160 persone di 20 diverse nazionalità con una età media di 35 anni, di cui il 50% di genere femminile”. 

Le qualità delle persone nel team di lavoro. “Quali persone cerchi per lavorare assieme a te in Algebris?” chiede l’Academic Director di EMF. “In primo luogo, ci vuole completa integrità professionale/morale. Poi devono essere persone positive, con una visione di crescita della vita professionale e personale, persone con cui mi piace passare il tempo. Devono mettere i loro soldi dov’è la loro parola, e quindi devono investire nell’azienda. E naturalmente devono avere talento e saperlo evidenziare contribuendo al dibattito in azienda. La cultura di Algebris è quella del dialogo, senza eccessivi livelli gerarchici. Ogni responsabile sceglie le persone che fanno parte del suo team e interagisce continuamente con loro. Naturalmente questo non esclude la meritocrazia: le persone sanno di dover produrre risultati e sono valutate anche sulla base degli stessi. Mi piace lo spirito imprenditoriale, fa parte del mio piacere per creare cose nuove in campo profit e anche in campo no profit”.

L’Italia. “Seguo attivamente le vicende italiane, paese in cui sono recentemente tornato dopo trent’anni di lavoro internazionale, dove ho girato tutti i paesi del mondo, incontrato grandi investitori e conosciuto alcuni dei maggiori leader mondiali. Penso che l’Italia abbia in questo momento una grande possibilità. È guidata da Mario Draghi, un top player noto a livello mondiale, e sta iniziando una strada di riforme, tra cui le più rilevanti sono quella della giustizia e della riduzione della burocrazia. Gli imprenditori italiani hanno ricominciato a investire in Italia, altro elemento molto positivo specialmente dopo la enorme selezione fatta dal 2007 ad oggi. L’Italia perse un quarto delle sue aziende nella Global Financial Crisis del 2007-2008, e quelle sopravvissute dovettero superare molte altre crisi, da quella dei peripheral europei sino a quelle recenti della pandemia e della crisi in Ucraina. Il risultato è che l’Italia ha le migliori piccole-medie imprese del mondo. Infine, ulteriore elemento positivo, gli italiani hanno toccato con mano i problemi associati al populismo, e possono oggi meglio distinguere tra i partiti politici e scegliere la crescita e la stabilità, del tutto necessarie dopo un ventennio di crescita piatta”. “E la crisi attuale in Ucraina?”. È un disastro umano e sociale. Dal punto di vista economico Illustra l’importanza delle interdipendenze tra i paesi di tutto il mondo, dove è però importante in primo luogo la difesa dei principi e della democrazia, che devono venire prima delle possibilità di business”.

Sostenibilità e indicatori ESG. “La sostenibilità è importante nell’attività di investimento?”. “È di fondamentale importanza. Le banche e gli asset manager possono esercitare un grande influsso sulle portfolio company sia intervenendo direttamente con la gestione attiva sia influenzando il costo del capitale. Si tratta di un dovere per gli intermediari finanziari. Ci sono stati già due episodi di mass extinction sul nostro pianeta legati alla variazione della temperatura media e dobbiamo fare il possibile per ridurre le probabilità di un terzo episodio che sarebbe fatalità per l’umanità. Algebris si è impegnata nella net zero alliance, e svolge studi per quantificare le proprie emissioni di CO2 e piantare alberi in grado di compensare tali emissioni. L’analisi della catena del valore è complessa, e occorre studiare tutti gli aspetti rilevanti al fine di evitare il greenwashing anche involontario. Peraltro, anche le scelte di consumo sono importanti: il turismo spaziale è altamente nocivo per l’emissione di gas-serra dato che ogni viaggio emette tanto CO2 quanto un miliardo di persone. Dobbiamo però agire anche tenendo conto degli aspetti sociali, non solo quelli ambientali, in particolare per quanto riguarda la parità di genere.”

Management, leadership in finance e consigli per gli EMF. “Quali competenze sono importanti per la finanza?”. “Ci sono tante skill diverse ugualmente utili, che è bene imparare tramite le esperienze di vita. Io ho imparato a gestire le emergenze nei boy-scout e a gestire i team praticando la pallavolo. Occorre anche avere la capacità di saper imparare delle persone intelligenti in particolare dai maestri che ognuno di noi incontra nel corso della sua vita. Peraltro, non c’è un mix ideale di competenze ma occorre sapersi adattare al contesto e allo specifico compito che si deve affrontare”. “E la leadership?” “È molto semplice: la leadership si basa in maniera fondamentale sul dare l’esempio, walk the talk. Ad esempio, l’asset manager deve investire il proprio patrimonio sui prodotti che propone ai clienti”. L’Academic Director formula un’altra domanda di rito prima di lasciare il campo al dibattito diretto con i partecipanti, che tocca temi rilevanti e disparati come la parità di genere, la situazione politica internazionale, l’organizzazione aziendale, la mission: “Che consigli vuoi dare ai partecipanti di Executive Master in Finance?”. “In primo luogo, voglio fare loro i complimenti per la loro scelta di studiare continuando a lavorare grazie alla formula week-end. Questa scelta sposa completamente la mia filosofia: ritengo che studiare sia la condizione necessaria per avere la libertà. Chi segue un Master come questo mostra di avere tutte le carte in regola per diventare un leader della finanza, perché investe sul proprio futuro, il miglior esempio di walk the talk. Suggerisco anche di mantenere uno stile di vita rigoroso, che comprende elementi come la spiritualità e l’esercizio fisico quotidiano. Io ho capito la mia mission a quarant’anni parlando con George Soros: per lasciare il segno occorre impegnarsi su più fronti: la famiglia, il proprio lavoro, e l’aspetto sociale sia dal punto di vista politico sia da quello educativo”. La Leader Series si chiude con uno dei messaggi più toccanti, legato ai tanti aspetti personali condivisi dal CEO di Algebris, e relativo a una frase che gli ripeteva suo nonno: “Ho lottato per la libertà. Fanne buon uso e proteggila”. Un messaggio che risuona quanto mai attuale nell’attuale situazione politica internazionale.


SDA Bocconi School of Management

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