Stefano Del Punta (Intesa Sanpaolo): finanza per l’inclusione degli stakeholder nella creazione di valore

EMF - Executive Master in Finance CFO Series

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Premiato nel 2023 per la settima volta consecutiva come miglior Chief Financial Officer europeo da Institutional Investor, Stefano Del Punta, CFO di Intesa Sanpaolo, ha incontrato i partecipanti di EMF - Executive Master in Finance, diretto da Andrea Beltratti, Academic Director e Alessia Bezzecchi, Program Director, ponendo l’accento su un aspetto meno tecnico del suo lavoro, vale a dire lo sforzo per assicurare uguali opportunità e inclusione, per cui pure è stato recentemente premiato. Si tratta di un elemento di grande importanza in un momento in cui corporate e financial institutions si distinguono nell’impegno globale verso la massimizzazione del valore per tutti gli stakeholder senza nulla togliere ai diritti legittimi dei loro proprietari.

 

L’economia italiana e internazionale: “Negli ultimi tre anni l’economia italiana ha attraversato la pandemia, due guerre internazionali, lo shock inflazionistico e il più rapido aumento dei tassi di interesse della storia. Come ne valuti la performance?”. “L’Italia si è dimostrata più resiliente del previsto, con un livello di Prodotto Interno Lordo che supera del 3,5% il livello pre-pandemico. Il motivo è legato alla presenza di due elementi che hanno, da sempre, costituito punti di debolezza, ma che ci hanno consentito di essere forti in questi ultimi anni. In primo luogo, il nanismo del nostro sistema industriale rappresenta per molti versi un limite ma ci ha consentito di sfruttare una catena del valore corta e flessibile che ha risentito meno di altri degli shock al commercio internazionale. Il secondo elemento è l’alto costo dell’energia che in modo strutturale ci ha caratterizzato e ci ha portato ad essere sempre più efficienti nell’uso della stessa. Infine, c’è stato un buon supporto dal punto di vista della politica fiscale. Restano comunque importanti sfide all’orizzonte, evidenti dalla previsione di ritorno della crescita allo 0,7% per il 2024. Anche la politica monetaria si è rivelata alla fine un elemento virtuoso, favorendo una riduzione relativamente rapida dell’inflazione senza aumentare in maniera importante il rischio di una recessione nell’ambito di quelle che erano le più ottimistiche speranze di soft landing. Io ritenevo che la Banca Centrale Europea dovesse aumentare i tassi in maniera più graduale di quanto fatto per tenere conto della specificità europea associata alla forte sensibilità allo shock di prezzo delle materie prime, ma occorre riconoscere che i risultati della politica monetaria sono stati positivi”. “Quali sono gli elementi di rischio?” Il CFO risponde: “Per l’Italia la principale nota negativa riguarda la politica fiscale, dato che il PNRR purtroppo non è stato sino a questo momento quell’elemento propulsore con le caratteristiche desiderate. Speriamo che lo possa diventare dopo la revisione che si è appena conclusa. La sfida maggiore dell’Italia riguarda comunque la (de)crescita della popolazione, che penalizza i meccanismi di produzione, i consumi e gli investimenti. A livello internazionale, il maggior fattore di rischio è rappresentato dalle tensioni tra Stati Uniti e Cina, pur nell’ambito di un inizio di dialogo.”

 

La sostenibilità: “Negli ultimi 18 mesi, specie negli Stati Uniti, c’è stato un maggior dibattito in merito agli aspetti di sostenibilità misurati da elementi ambientali, sociali e di governance (ESG). Che cosa pensi di tali discussioni?” “A mio parere il cammino è tracciato, e difficilmente si tornerà indietro. Le aziende continueranno a dare importanza agli elementi ESG perché così vogliono la maggior parte dei loro clienti. Peraltro, il dibattito a cui si è accennato ha avuto luogo soprattutto negli Stati Uniti, mentre in Europa non ci sono grandi discussioni in atto. Non dobbiamo però pensare che gli Stai Uniti abbiano avuto un ripensamento e stiano riducendo il loro impegno in questo campo: per certi aspetti gli Stati Uniti sono più progrediti dell’Europa, particolarmente grazie alle misure attuate nell’Inflation Reduction Act promulgato durante la presidenza di Biden. Dobbiamo peraltro notare le sfide di fronte a noi, soprattutto relative al sistema di reportistica che in vari casi non può essere applicato per mancanza di dati. Le banche sono primariamente interessate alla sostenibilità anche nel caso in cui perseguano in primo luogo l’interesse degli azionisti. Un debitore sostenibile è un’azienda che ha meno rischi di altri di non onorare i propri debiti. Ed infatti gli elementi ESG stanno trovando sempre più spazio nei modelli di rating delle aziende, anche di quelle piccole e medie, che peraltro sono interessate alla sostenibilità sia per i requisiti di reportistica precedentemente ricordati (ad esempio sulle emissioni di CO2) sia per perseguire i loro obiettivi sociali. Anche in tema di sostenibilità peraltro occorre ampliare l’orizzonte e ricordare le esigenze dei paesi più poveri del mondo, che non possono essere lasciati soli nello sforzo di ridurre le emissioni di CO2 proprio in una fase in cui devono aumentare il reddito delle proprie popolazioni”.

 

Competenze e skill: l’Academic Director chiude lo Special Seminar con un’ultima domanda relativa alle competenze rilevanti e ai suggerimenti per i partecipanti. “Le competenze tecniche devono essere approfondite e sempre aggiornate, occorre continuare a investire studiando, anche interessandosi di discipline laterali rispetto a economia e finanza, ad esempio scienza e tecnologia. Io stesso dopo la laurea a Roma ho affrontato un periodo di studio alla New York University proprio per migliorare le mie competenze tecniche, beneficiando di una metodologia di insegnamento estremamente applicata e meno teorica di quella predominante in quei tempi nel nostro paese. Tra l’altro, la dinamica di trasformazione dell’economia e della società è oggi accelerata rispetto a quando ero studente, e ciò ha profonde implicazioni per il proprio bagaglio professionale: il mondo cambia sempre più velocemente ed è cruciale mantenere la flessibilità sulla base di una ampia visione di quello che succede. Anche le soft skill sono sempre più importanti. Un consiglio che posso dare riguarda il lungo periodo della propria vita professionale, in cui è di cruciale importanza mantenere coerenza e trasparenza, con la massima onestà intellettuale. Nel mio ruolo di CFO si tratta di una caratteristica la cui importanza è cresciuta nel corso del tempo: le valutazioni della performance delle aziende quotate sono meno basate sui rating e maggiormente legate a valutazioni interne e all’interazione con il management, che deve essere in grado di spiegare in modo chiaro gli obiettivi e le azioni intraprese per il loro raggiungimento. E in tale contesto, i leader delle banche devono sempre ricordare quanto è importante lavorare nell’ambito delle comunità, sia quelle delle persone che lavorano in azienda sia quelle che rappresentano gli stakeholder, per la creazione di valore privato e pubblico”.

 

SDA Bocconi School of Management

 

 

 

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