Cavaggioni, la sfida della leadership “delocalizzata” ai tempi del Covid

Un incontro con i partecipanti GEMBA ed EMBA

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È una questione di stile, non di geografia. Si potrebbe riassumere così il curriculum di Alberto Cavaggioni, Vice President per il Nord America di Palfinger, multinazionale austriaca leader nei sistemi di sollevamento industriale. La geografia è quella che ha fatto da sfondo alla sua carriera di top manager internazionale in diverse aree del pianeta e diversi comparti industriali. Lo stile invece è quello di una leadership che ha saputo superare i confini, valorizzare le differenze culturali, attuare strategie globali e locali di successo, e che ora non si arresta davanti ai limiti “fisici” imposti dalla pandemia. Con un’energia e una determinazione che arriva direttamente anche alla platea dei partecipanti GEMBA – Global Executive MBA – ed EMBA di SDA Bocconi alla quale Cavaggioni ha parlato delle grandi sfide manageriali affrontate e di quella forse più difficile, al tempo del Covid.

Una storia che parte da lontano e che nell’ultimo decennio ha attraversato alcuni dei brand più prestigiosi dell’automotive – “una mia passione da sempre”, confessa Cavaggioni. Accompagnato dalle domande di Ferdinando Pennarola, direttore del GEMBA, il manager ripercorre le tappe principali della sua carriera, che inizia proprio da quelle aule: ex bocconiano, dopo varie esperienze in altri comparti industriali e un Executive Master in Marketing & Sales in SDA Bocconi, approda in FCA nel 2012 come Direttore Marketing in Iveco, per passare due anni dopo in Alfa Romeo come Brand Manager per rivitalizzare lo storico marchio automobilistico. Nel 2015 è in Maserati con l’obiettivo di portare il brand fuori dalla sua nicchia, verso il più ampio mercato delle luxury car, coperto al 50% dai SUV. Nasce così Levante, il SUV Maserati: l’obiettivo è la conquista del mercato cinese, la nuova frontiera del lusso. È un salto culturale anche per le strategie di marketing: “nel marzo 2016 abbiamo raggiunto il record di 100 auto vendute su Alibaba in 18 secondi!”. Nel 2019 la sfida continua di nuovo in Alfa Romeo, dove diventa responsabile EMEA.

Infine, nel 2020, l’approdo in Palfinger: “Passavo da una delle principali case automobilistiche a un’organizzazione più piccola ma molto dinamica. I pro erano soprattutto lavorare negli Stati Uniti e assumere la responsabilità di una regione in ampia crescita tramite acquisizioni”. Ma Cavaggioni non poteva sapere ciò che sarebbe successo. “Ho firmato prima della pandemia, avevo già il volo prenotato ma è scattato il lockdown. Il mio capo mi ha detto che era sicuro che avrei potuto fare il mio lavoro anche da casa. Dovevo creare Palfinger Nord America, una nuova azienda sotto un unico brand con un headquarter a Chicago tutto da inventare. Il tutto senza aver mai visto di persona nessuno della mia nuova organizzazione”.

Inizia così la nuova sfida. “La mattina studiavo, approfittando della differenza di fuso orario, poi in call fino all’una di notte. Prima gli staff meeting – erano figure provenienti da aziende diverse che non si conoscevano tra di loro – poi le review con le altre persone, 200 della struttura commerciale e 700 nei due stabilimenti: voglio far capire loro che mi interessa ciò che fanno, far leva su ciò che sanno fare meglio”. Ma il contatto diretto resta fondamentale: “Ho bisogno di ‘fiutare’ l’ambiente, così appena ho potuto sono andato almeno all’HQ di Salisburgo e nel nostro ufficio italiano di Modena”.

E così anche nell’annus horribilis della pandemia i risultati cominciano ad arrivare: per l’azienda perdite ridotte nel 2020 (-12% contro il -30% del mercato) e previsioni di crescita a doppia cifra nel 2021. “Ho uno stile di leadership molto esigente”, ammette Cavaggioni, “vado ‘a tavoletta’, punto su prestazioni sempre più rapide, chiedo più cose. Ho capito che abbiamo ancora un potenziale inespresso, occorre stimolarlo. Quando si cominciano a superare le previsioni si crea un effetto domino positivo”. Per le persone, sottolinea il manager, “è essenziale essere visibili e capire di avere una funzione importante in un progetto aziendale”.

È forse questa la principale lezione di leadership che arriva dalla pandemia (e non solo): “Non abbandonare mai la tua gente. Hanno bisogno di sapere che possono fidarsi e contare su di te. E viceversa”. Ma non è una cosa che si costruisce da un giorno all’altro: “Ci vuole tempo per far capire alle persone la tua ‘ricetta’. E il ‘tocco umano’ dato dalla vicinanza fisica resta sempre fondamentale”. Sbarcare di persona negli USA resta un must per Cavaggioni.

E poi bisogna imparare sempre più a lavorare nell’incertezza. “In certe condizioni si può imparare solo facendo. Devi assumere dei rischi ma devono essere rischi calcolati, devi sapere quanto costerebbero. Sono cose che dovremmo avere già imparato dopo il 2008-9”. Potremmo definirla un’audacia equilibrata. “Amo quello che faccio e amo le sfide”, conclude Cavaggioni davanti alla platea GEMBA ed EMBA, “cerco sempre cose nuove. La curiosità è la chiave”. Serve ad andare oltre i propri limiti anche nei tempi più difficili, ogni giorno.




SDA Bocconi School of Management

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