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Biogen: gestire le sfide della sanità tra complessità e innovazione

L'impatto

Dallo sviluppo di terapie innovative per malattie come la sclerosi multipla fino all’approvazione del primo trattamento per l’atrofia muscolare spinale, Biogen si è resa protagonista di numerose rivoluzioni nel campo delle biotecnologie e della neurologia. Oggi, ad oltre 40 anni dalla sua fondazione, Biogen è un’azienda leader a livello globale nel campo delle biotecnologie e rimane fermamente ancorata ai suoi obiettivi: servire l’umanità attraverso la scienza e promuovere un mondo più sano, sostenibile ed equo.

Dalla collaborazione tra Biogen e SDA Bocconi School of Management, grazie al supporto della Società Italiana di Neurologia (SIN), è nato nel 2020 il NeuroMLab. Il centro, che coinvolge oltre 150 professionisti tra neurologi, farmacisti, infermieri e dirigenti sanitari, eredita l’esperienza e il patrimonio di conoscenze del MSMLab con l’obiettivo di comprendere le trasformazioni in atto nel sistema sanitario e riorientare gli approcci gestionali.

I numeri della storia

Azienda: Biogen

Settore: biotecnologie

Fondazione: 1978

Investimenti in R&D: 4 miliardi di dollari

Paesi: 80+

Dipendenti: circa 8700, di cui 140 in Italia

Mission: «essere pionieri nel campo delle neuroscienze»

La storia

La neurologia rappresenta un campo in costante evoluzione, che intercetta le innovazioni e le sfide al centro dell’intero sistema delle cure. Diverse trasformazioni caratterizzano questo ambito:

 

  • Tecnologie diagnostiche e terapeutiche avanzate: la neurologia è favorita da possibilità di diagnosi sempre più precise e terapie innovative che migliorano le opzioni di cura, persino per malattie tuttora incurabili come l’Alzheimer.

 

  • Crescita della popolazione di pazienti neurologici: l’invecchiamento della popolazione e l’innovazione stessa hanno portato a un aumento della domanda di cure neurologiche.

 

  • Ampliamento delle neuroscienze: il campo delle neuroscienze è in continua espansione, richiedendo una gestione oculata della casistica per preservare e mantenere il sapere accumulato.

 

  • Necessità di una rete di servizi capillare: una rete ben strutturata, anche a livello logistico, è necessaria per garantire l’accesso equo ai pazienti e una corretta aderenza ai percorsi di diagnosi e cura.

 

Intorno al NeuroMLab gravita una community di oltre 150 professionisti, che si riuniscono annualmente in 6 workshop per 10 giorni di aula per discutere i risultati delle ricerche condotte da docenti e ricercatori SDA Bocconi e contribuire a pubblicazioni biennali divulgative, incrociando le diverse prospettive di soggetti operanti nel settore della sanità: Referenti SIN, Direttori generali e sanitari di ASL, Aziende Ospedaliere e IRCCS, neurologi, infermieri e farmacisti.

 

Come dichiarato da Cristina Negrini, Market Access Director di Biogen: «Il NeuroMLab è stato un incubatore di idee e soluzioni volte alla gestione del paziente. Questa possibilità è consentita solamente quando tutto gli attori si mettono a discutere di un problema e formano così un incubatore di idee e soluzioni che possono permettere alla medicina di affrontare le nuove sfide che si trova davanti».

 

I progetti di ricerca affrontano vari aspetti. Il primo fra questi riguarda il ruolo della neurologia nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e si pone l’obiettivo di individuare quali pazienti neurologici e condizioni patologiche possano essere gestiti a livello territoriale all’interno delle nuove articolazioni previste dal PNRR, mettendone in luce opportunità e criticità.

 

Un secondo filone è quello della crescente complessità della neurologia e prende in esame strumenti che permettano di gestire la complessità clinica e l’intensità delle cure per favorire la definizione di un sistema di raccolta e condivisione delle informazioni che coinvolga tutti i setting implicati nel percorso del paziente neurologico.

 

Il posizionamento strategico della neurologia rispetto alle cronicità ad alta complessità rappresenta un ulteriore oggetto di ricerca. In un contesto caratterizzato da processi di trasformazione delle cure che condizionano non solo la presa in carico ma anche i saperi disciplinari, si indaga come preservare gli esiti di salute in contesti organizzativi diversi, come quelli delle patologie croniche complesse come la sclerosi multipla, l’Alzheimer e il Parkinson, che richiedono specifiche strategie e orientamenti.

 

L’aspetto dell’integrazione della filiera dei servizi viene affrontato attraverso l’analisi di un caso aziendale, che offre degli spunti su come costruire team multiprofessionali tra operatori di diverse aziende sanitarie per favorire l’integrazione dei servizi interaziendali anche con il supporto di algoritmi di Population Health Management.

 

Un altro percorso di studi all’interno del NeuroMLab riguarda la valutazione dell’apicalità di genere in neurologia: si studiano le responsabilità organizzative tra neurologi di genere diverso e si analizza la demografia di genere nel settore.

 

Con l’invecchiamento della popolazione e con l’avvento di terapie innovative, il Sistema Sanitario si trova come detto a dover gestire una popolazione crescente di pazienti affetti da Alzheimer: creare nuove formule di servizio e di collaborazione per gestire volumi di attività sempre più importanti rappresenta un’ulteriore sfida da affrontare nel prossimo futuro.

 

Infine, un ultimo aspetto che riguarda il campo della neurologia è quello dell’offerta di servizi digitali per la sclerosi multipla: anche in conseguenza della pandemia, si sono infatti moltiplicati i servizi in formato digitale nati per rispondere ai bisogni non solo sanitari dei pazienti con sclerosi multipla, spesso di giovane età e caratterizzati da esigenze diverse.

 

Tutti questi progetti di ricerca contribuiscono a migliorare la conoscenza della neurologia, adattando il sistema delle cure alle nuove sfide del settore neurologico e consentendo un miglioramento complessivo della qualità della vita dei pazienti affetti da patologie neurologiche.

«La collaborazione con SDA Bocconi è fondamentale per cercare di capire quale deve essere il ruolo della neurologia sul territorio e nell’ambito dei grandi ospedali per migliorare sempre più l’assistenza e porre al centro di tutto ciò il paziente neurologico», ha dichiarato Alfredo Berardelli, Presidente della Società Italiana di Neurologia.

E adesso?

  • Il Sistema Sanitario Nazionale si trova ad affrontare sfide complesse a causa dell’invecchiamento della popolazione e della riduzione delle risorse. L’aumento delle cronicità, in particolare, richiede una riflessione sulla gestione e organizzazione dei percorsi di cura nel futuro imminente.
  • La neurologia è particolarmente coinvolta in questa trasformazione e offre spunti di analisi utili a orientare l’intero sistema delle cure. L’esperienza del NeuroMLab dimostra come dalla partnership pubblico-privato e dalla collaborazione tra i diversi attori del sistema possano emergere nuove prospettive.
  • Le sfide che la neurologia si trova di fronte sono in particolare quelle date da una crescente numerosità e complessità di malattie, che richiedono una migliore continuità assistenziale e un potenziamento della sanità territoriale, anche alla luce degli investimenti previsti dal PNRR. La collaborazione tra ospedale e territorio, l’analisi dei bisogni e la centralità del paziente saranno fondamentali per migliorare i percorsi di cura delle malattie neurologiche complesse.

Biogen: gestire le sfide della sanità tra complessità e innovazione

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