Dietro le quinte del luxury fashion

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Il tema della supply chain ha acquisito sempre più rilevanza e popolarità nella letteratura economica e nei media. Tuttavia, la maggior parte dei responsabili del marketing e dei brand del settore della moda non dedica molto tempo alle riflessioni sul sistema delle forniture della propria azienda, il “dietro le quinte”. Le loro marche promettono di offrire il prodotto giusto, nel posto giusto, al momento giusto e, si spera, in modo sostenibile; ma sono solo le caratteristiche e le capacità della supply chain a far sì che i brand siano in grado o meno di mantenere tale promessa, in particolare oggi, considerata la quantità di shock esterni e di vincoli interni che le supply chain della moda subiscono. Una strategia che i marchi stanno adottando per consolidare la loro supply chain è quella di creare partnership più strette con un minor numero di fornitori, rafforzando il modello full-service in cui i fornitori gestiscono l’intero ciclo di produzione.

I fornitori strategici sono quelli in grado di offrire ai loro clienti (i brand del luxury e del fashion) una serie di caratteristiche fondamentali quali gli standard di qualità e di sostenibilità, la capacità tecnica di campionatura e di produzione, la flessibilità produttiva, un’organizzazione e una capacità finanziaria per venire incontro alle esigenze di produzione programmata dei brand gestendo anche singoli stock stagionali, la possibilità di proporre materiali, trattamenti e prodotti innovativi (R&S del fornitore), il rispetto dei tempi di consegna e la riservatezza.

Dietro le quinte di grandi brand internazionali del luxury c’è CIEFFE, un’azienda familiare con sede a Soncino, Cremona, con 35 anni di esperienza nella produzione di moda pret a porter. Grazie a 2 stabilimenti, 200 dipendenti, tra cui 40 modellisti, e una rete qualificata di subfornitori di prossimità che condividono gli stessi valori etici ed estetici, CIEFFE rappresenta una piattaforma produttiva integrata e reattiva.

Durante la visita a CIEFFE gli studenti del MAFED hanno potuto scoprire dalle parole del CEO Marco Panzieri il valore dell’artigianato industriale di un fornitore italiano, dove preziose abilità creative e manuali si sposano con le più recenti tecnologie e l’eccellenza del prodotto si unisce a un servizio ai clienti responsive e personalizzato, dalla ricerca e sviluppo ai servizi logistici. Le ragioni per cui il Made in Italy è ancora un tesoro unico, da rispettare e proteggere.


di Stefania Saviolo


SDA Bocconi School of Management

 

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