Circular Fashion Manifesto, perché la sostenibilità non è una moda

Dal Sustainability Lab della Scuola al “Sustainability Pledge” delle Nazioni Unite

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Produttori, distributori e retailer della filiera della moda uniti nel nome della sostenibilità. Un miraggio o una speranza? No, un Manifesto programmatico. È quello stilato dal Monitor for Circular Fashion, iniziativa del Sustainability Lab di SDA Bocconi powered by Enel X, con l’obiettivo di creare una comunità multi-stakeholder tra le principali aziende del settore del tessile-abbigliamento e i vari attori della sua filiera per contribuire alla transizione verso modelli di business circolari.

Quello che viene proposto è appunto il Circular Fashion Manifesto, appena presentato all’UNECE (United Nations Economic Commission for Europe). È la risposta del Sustainability Lab della Scuola al “Sustainability Pledge” della Commissione delle Nazioni Unite che comprende un toolbox dedicato (policy recommendations, implementation guidelines, standard, call to action). L’UNECE invita tutti gli attori dell’industria dell’abbigliamento e delle calzature ad applicare questo toolbox mettendo in campo azioni concrete per la tracciabilità e la trasparenza a favore di una maggiore sostenibilità, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Il Manifesto è una vera è propria chiamata a raccolta dei brand della moda per sottoscrivere congiuntamente un preciso elenco di commitment con l’obiettivo di condividere le informazioni e il know-how necessari a ridurre l’impatto ambientale della filiera, aumentare il livello di circolarità e di sostenibilità nel settore moda attraverso tracciabilità e trasparenza, implementare processi di business circolari lungo tutta la value chain, promuovere la migliore gestione dei rifiuti, contribuire alla sensibilizzazione di tutti gli stakeholder sulla produzione e il consumo sostenibili e collaborare con altre iniziative di circolarità. Infine il Manifesto contiene anche metodi di misurazione degli effetti di tali iniziative. I diversi commitment prevedono infatti degli specifici KPI per valutare concretamente l’efficacia e l’impatto del Sustainability Pledge lungo tutta la catena del valore e la vita del prodotto.

Ecco nello specifico i commitment che le aziende che sottoscrivono il Manifesto si impegnano a rispettare nelle sette attività della catena del valore circolare: 

  1. Eco-design: partecipazione a iniziative multi-stakeholder che puntino a progettare e sviluppare prodotti maggiormente riciclabili, stabilendo degli standard per i capi monomateriali che rendono più facile la scomposizione dei prodotti stessi; misurazione della circolarità dei prodotti adottando i più rigorosi standard internazionali che risultano dalla mappatura in corso di svolgimento nel Monitor for Circular Fashion.
  2. Approvvigionamento delle materie prime: misurazione precisa della tracciabilità con indicatori chiari e pertinenti; promozione della ricerca sui materiali sostenibili; riduzione degli scarti tessili.
  3. Produzione di semilavorati e Produzione di prodotti finiti: rafforzamento degli impegni congiunti sulla tracciabilità; formazione per la produzione responsabile; sostegno agli audit condivisi con altri brand per garantire una maggiore efficienza ai fornitori.
  4. Trasporto e logistica: misurazione dei dati relativi al trasporto nell’ottica della decarbonizzazione.
  5. Distribuzione e vendita al dettaglio: coinvolgimento ed educazione di tutti gli stakeholder sulla tracciabilità e la trasparenza, e rispetto delle linee guida dell’UNECE sulle dichiarazioni di sostenibilità.
  6. Fine del ciclo di vita: impegno a prolungare la vita dei prodotti; impegno a educare l’utilizzatore finale verso l’estensione della vita dei prodotti.

Questi commitment richiedono un processo di graduale trasformazione delle catene del valore: alle aziende non è chiesta la semplice compliance bensì una decisa proattività. Quella richiesta dalla stessa UNECE, che lancia una Call to action alle aziende invitandole entro il 10 settembre 2021, tramite un’apposita piattaforma online (https://form.jotform.com/211244876449059), a proporre azioni concrete per declinare nella pratica il Sustainability Pledge.

“Con questo Manifesto le aziende del Monitor for Circular Fashion hanno presentato a UNECE dei commitment chiari e misurabili, per migliorare la performance di tracciabilità e trasparenza di filiera dell’intero settore”, ha affermato Francesca Romana Rinaldi, Coordinatrice del Monitor for Circular Fashion – Sustainability Lab SDA Bocconi. “È un obiettivo ambizioso ma raggiungibile, grazie a un approccio multistakeholder basato sulla collaborazione, il dialogo e la condivisione delle buone pratiche”.

“Le informazioni per supportare scelte responsabili e claim robusti sono disponibili. Il problema è che sono nascoste e codificate in modo diverso, non garantendo la possibilità di essere scambiate tra gli attori coinvolti nella catena del valore”, aggiunge Maria Teresa Pisani, Economic Affairs Officer, Economic Cooperation and Trade Division, UNECE. “Tracciabilità e trasparenza di filiera sono importanti strumenti per rendere le catene del valore di abbigliamento e calzature più sostenibili e circolari. Per questo motivo abbiamo lanciato una Call to Action a tutti gli attori del settore”.



SDA Bocconi School of Management.

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