Imprenditorialità interna: come cambiare coltivando i “propri” talenti naturali

MISA, Master in Imprenditorialità e Strategia Aziendale

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Qual è la prima immagine che vi appare se pensate alla parola “imprenditore”? Se ponete questa domanda a un campione di persone, con tutta probabilità riceverete le risposte più disparate. Forse pochi altri “mestieri” come quello dell’imprenditore evocano nell’immaginario collettivo un campionario di figure così variegato. Si va dal grande capitano d’industria che siede ai piani alti della sua corporation al proprietario della piccola azienda manifatturiera di provincia che conosce per nome tutti i suoi dipendenti; dall’anziano patriarca che conduce ancora con polso fermo l’azienda di famiglia al giovane startupper che dà vita alla sua nuova idea di business in un seminterrato.

 

È un universo eterogeneo ma con un importante comun denominatore: ognuna di queste figure guida la sua impresa. Ma esiste anche un’imprenditorialità interna a realtà più grandi, quella di soggetti che non posseggono aziende ma possono comunque trasformarle. Basta spostare l’attenzione dal ruolo istituzionale all’attitudine e alle capacità dei singoli. Si può scoprire, ad esempio, che in molte società lavorano, e soprattutto pensano, dei veri imprenditori capaci di innovare e di dare una marcia in più al business.

 

“Aziende come Google, Amazon e 3M hanno scoperto che nei processi di innovazione non serve solo una buona idea”, dice Mikkel Draebye, Direttore del MISA - Master in Imprenditorialità e Strategia Aziendale di SDA Bocconi, “serve anche passione e ownership nell’execution”. Sono due caratteristiche essenziali di qualsiasi imprenditore “di mestiere”, ma anche di chi, in altri ruoli, fa dell’imprenditorialità il proprio modo di agire e contribuire al lavoro comune. Non è un caso che molte aziende abbiano cominciato a riconoscere e coltivare questi talenti interni.

 

Sono aziende – continua Draebye – che “stanno formando delle persone e stanno mettendo a loro disposizione del tempo per lavorare, all’interno dell’azienda, con la logica e l’energia degli startupper. Questo sta diventando un fattore di successo nei processi di innovazione”. Ciò dimostra non solo che l’attitudine imprenditoriale si può consolidare e sviluppare – uno dei fondamenti del lavoro di formazione svolto al MISA –, ma anche che si può esprimere in ambiti diversi e inconsueti. Insomma, imprenditori si può diventare anche dove meno ce lo aspettiamo.

 

SDA Bocconi School of Management

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