Papakonstantinou: l’Europa e la Grecia possono imparare dai loro errori

Full-Time MBA: “Populism and the Economy”

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Milano, 11 ottobre 2019
L’uragano è ormai alle spalle, si sono contati i danni, è stata avviata la ricostruzione e la normalità – una nuova normalità – sta finalmente riprendendo il suo corso. Quello che resta ora alla Grecia e a tutta l’Eurozona è il compito più difficile: imparare la lezione per evitare che tutto ciò possa accadere di nuovo. Lo afferma la persona che forse più di ogni altra ha il titolo e la ragione per farlo: è Giorgos Papakonstantinou, Ministro delle Finanze greco nel governo di Papandreou, “il lavoro più difficile in Europa” come ha ricordato Tito Boeri presentandolo all’aula del Full-Time MBA nel ciclo di incontri “Populism and the Economy”. È toccato a lui infatti nel 2010 annunciare alla UE l’insolvenza della Grecia e aprire la lunga stagione dei bailout, dei default incombenti, dei bracci di ferro estenuanti con la Troika e dei tagli lacrime e sangue.

 

A dieci anni di distanza, Papakonstantinou ha cercato di estrarre da quella lunga stagione alcuni insegnamenti per il futuro e anche alcune chiavi di lettura dei fenomeni politici che ne sono derivati, primo fra tutti l’ascesa del populismo in Europa. “La Grecia ha dovuto fare il più grosso taglio del debito della storia: 100 miliardi di euro. Difficile pensare che una cosa del genere non abbia ricadute sugli equilibri politici di un paese”. E non solo di un paese. “La Grecia”, sottolinea l’ex ministro, “è stato il ‘canarino nella miniera’ dell’Eurozona, la spia di un’aria che stava diventando irrespirabile”. E questo ha alimentato nelle diverse aree d’Europa l’opposta vulgata populista: quella dell’”Europa dei banchieri” piegata agli interessi della Germania e quella dei “greci pigri e inetti, da abbandonare al loro destino – che vendano l’Acropoli per ripagare i debiti”. In questo clima “i politici più moderati ci hanno messo molto per arrivare a sostenere con forza, e contro gli stessi limiti imposti dal Trattato europeo, che salvare la Grecia significava salvare l’euro”.

 

Che cosa si può imparare oggi dall’esperienza greca? Innanzitutto che quando è in gioco la sopravvivenza economica di un paese condurre le negoziazioni con il “gioco del coniglio” – quello in cui vince chi sterza per ultimo prima del dirupo – è un grosso errore: “Varoufakis, il Ministro delle Finanze del governo Tsipras, ha adottato questa strategia con l’Europa per sei mesi: ma in una situazione del genere il fattore tempo ha un costo troppo alto. E soprattutto non si può fare il gioco del coniglio se uno guida una Vespa e l’altro un camion”. Il rischio è che il camion europeo non sterzi in tempo (trascinando peraltro con sé anche la Vespa greca). “Tant’è”, prosegue il politico greco, “che poi Tsipras ha dovuto accettare il Memorandum di austerity piegando il risultato del referendum da lui stesso voluto”.

 

Da qui si può ricavare un’altra importante lezione sulla tenuta dei populismi nella crisi economica. Secondo Papakonstantinou il governo Tsipras non ha considerato che l’Unione Europea, come tutte le organizzazioni internazionali complesse, si fonda sull’equilibrio tra potere, regole e procedure, e ignorare gli ultimi due fattori produce spesso esiti opposti a quelli desiderati. Tsipras ha fatto la cosa giusta ma ha pagato un prezzo alto: “è una questione che va oltre l’economia e riguarda la politica: bisogna trovare il modo di fare la cosa giusta, e farla senza perdere i voti di chi ti aveva eletto la prima volta”. E in qualità di politico che ha attraversato il decennio più tormentato della storia recente del suo paese conclude: “Alla fine siamo stati puniti perche il governo attuale, eletto il mese scorso, è sostenuto dallo stesso partito politico che portò il Paese nelle condizioni iniziali”. Al di là del rischio (per ora improbabile) di ritrovarsi nella situazione del 2009, il paradosso dimostra quanto è alto il prezzo elettorale dell’austerity per i governi che devono attuarla dopo averla a lungo osteggiata.

 

SDA Bocconi School of Management

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