Sostenibilità e PMI

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Le sfide globali ambientali e sociali – come il cambiamento climatico, la scarsità delle risorse e il massiccio degrado dell’ecosistema, i diritti umani – richiedono una rapida trasformazione della nostra economia e sono diventate questioni strategiche per le organizzazioni imprenditoriali di tutto il mondo. Queste sfide globali stanno modificando l’arena politica, sociale e competitiva, influenzando le attività commerciali, ma creando anche nuove opportunità di mercato. Manager e leader aziendali devono ripensare al modo in cui fanno affari per riallinearsi fondamentalmente ai confini del pianeta e ridurre l’impronta aziendale. Ciò richiede l’integrazione della sostenibilità nel processo di formulazione della strategia e l’implementazione di modelli di business innovativi e pratiche operative lungo l’intera catena del valore.

Uscito nel luglio del 2022 per Egea, il volume Sostenibilità e PMI. Aspetti strategici, operativi e finanziari, curato da Francesco Perrini, affronta il tema della sostenibilità a tutto tondo, proponendosi come una guida completa su misura per le PMI.

Abbiamo contattato il curatore per farci raccontare alcuni degli aspetti centrali del libro.

Quali sono i principali strumenti da mettere in campo per favorire la transizione sostenibile delle PMI?

Il primo strumento presenta una matrice culturale. La sostenibilità deve essere percepita dalle PMI come un punto di forza, un vero e proprio asset tale da consentire alle imprese di collocarsi sul mercato in modo netto, rafforzando il proprio livello di competitività. Un secondo strumento può sintetizzarsi nel concetto di «corporate compliance integrata», che include anche l’allineamento ai dettami imposti dalla disciplina ESG e che consente alle imprese di essere più resilienti e di restare sul mercato. Il terzo strumento è di carattere finanziario; ci si riferisce, in particolare, al processo di integrazione dei criteri ESG nella valutazione del merito creditizio. Integrare i criteri ESG nel processo di valutazione del merito creditizio è la nuova frontiera della finanza sostenibile. La sostenibilità diventa così sempre più elemento centrale da integrare nelle analisi di rischio e da considerare per creare valore e vantaggio competitivo per l’impresa. Perché detta integrazione si realizzi è necessario che tutti i dati riferiti alla disciplina ESG siano formalizzati, quantificati e standardizzati proprio in ragione della loro estrema eterogeneità.

Un capitolo del volume è dedicato alle green taxation. Di che cosa si tratta esattamente?

La leva fiscale rappresenta un efficace strumento di natura politica che contribuisce al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050 e degli altri obiettivi ambientali stabiliti nel quadro del Green Deal europeo. Infatti, le imposte ambientali forniscono ai produttori, agli utilizzatori e ai consumatori, i giusti segnali di prezzo e i giusti incentivi per promuovere consumi meno inquinanti e favorire la crescita sostenibile. Nel report Taxing Energy Use, pubblicato dall’OCSE nel 2019, vengono indicate le guidelines in grado da orientare le politiche fiscali in materia energetica, nella prospettiva di limitare progressivamente le emissioni di CO2 e i cambiamenti climatici, favorendo l’accesso a energie pulite, anche mediante la strumentazione fiscale. Attraverso la gradazione della leva impositiva gli Stati sono in grado di mitigare gli effetti negativi del climate change, in linea con l’Accordo di Parigi, nella prospettiva di limitare al massimo il riscaldamento globale e di incoraggiare, sotto il profilo fiscale, l’utilizzo di fonti di energia più pulite e sostenibili, per esempio, nel settore idroelettrico, eolico e solare.

Con riferimento ai prodotti energetici, nella comunicazione della Commissione europea dell’11 dicembre 2019, viene proposta, tra le altre azioni, l’imminente revisione della direttiva 2003/96/CE del Consiglio del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità. È pertanto evidente come gli interventi in materia tributaria costituiscano un aspetto fondamentale del Green Deal.

In che modo le tecnologie blockchain possono supportare la creazione di valore e la sostenibilità delle PMI?

La tecnologica blockchain rappresenta uno dei principali ambiti d'innovazione al centro della cosiddetta «digital transformation». Peraltro, ricerca e innovazione identificati da tutti gli Stati membri come driver fondamentali per il potenziamento della competitività dei rispettivi sistemi produttivi, e l’accesso alle risorse finanziarie unionali rappresenta un punto di forza nella disponibilità delle PMI per supportare gli investimenti nello specifico settore e, quindi, nella creazione di valore e nell’innovazione dei processi interni aziendali in senso ecosostenibile, circolare e rigenerativo.

In tema di supply chain management, la decentralizzazione, la trasparenza e l'architettura per blocchi della tecnologia blockchain garantisce la totale tracciabilità delle relazioni commerciali in quanto le informazioni fondamentali per l'intelligenza dei contratti (smart contract) vengono fornite da soggetti terzi appartenenti alla rete, gli «oracoli digitali», che verificano e autenticano l'attendibilità delle informazioni acquisite da fonti esterne.

L'accesso a un unico ledger riferito a uno specifico smart contract consente il monitoraggio, in tempo reale, delle variabili misurabili e digitalizzabili correlate a tutti gli aspetti dello scambio commerciale (provenienza del prodotto, prezzo, tutela del consumatore, condizioni del trasporto, verifica degli adempimenti contrattuali e normativi, logistica ecc.), accresce le efficienze nelle negoziazioni e transazioni generate da smart contract, riduce al minimo i disservizi nelle forniture, incentiva le vendite, minimizza il rischio di frodi, di corruzione ed evasione fiscale.



SDA Bocconi School of Management

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