Il SEE Lab nel nuovo consorzio spaziale europeo

Luna, la nuova frontiera delle materie prime

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Oggi in molti (ri)vogliono la luna. Dopo essere stato escluso per molti anni dalle priorità dei governi e delle agenzie internazionali, il tema dell’esplorazione spaziale e dell’utilizzo delle risorse del nostro satellite sta tornando di grande interesse. Lo dimostrano le numerose recenti iniziative private, mosse da obiettivi economici e commerciali, che promuovono missioni esplorative oltre l’orbita terrestre e il riacceso interesse verso questo settore dei grandi capitali: basti pensare che il patrimonio cumulato dei primi dieci investitori al mondo nel settore spaziale, secondo la rivista Forbes, supera i 543 miliardi di dollari.

In SDA Bocconi il tema però non è nuovo. Il SEE Lab, il Laboratorio di ricerca multidisciplinare sull’evoluzione dell’economia dello spazio guidato da Andrea Sommariva, Associate Professor of Practice, studia da anni gli impatti dello sfruttamento commerciale dello spazio, in particolare quelli dello space mining. Come tutti i “pionieri”, ha dovuto spesso confrontarsi con un certo scetticismo di vari soggetti pubblici e privati, ma ora può legittimamente vantare una posizione d’avanguardia su questi temi.

Lo conferma il fatto che il SEE Lab sia stato selezionato per partecipare al consorzio guidato da Telespazio per studiare i servizi di telecomunicazione e navigazione per la Luna (Lunar Communication and Navigation Services - LCNS). Lo studio rientra nell’iniziativa Moonlight dell’ESA al termine del quale l’Agenzia selezionerà l’operatore per la gestione del sistema LCNS e dei relativi servizi. Questa infrastruttura sarà determinante per lo sviluppo di molte attività sulla superficie lunare. Il compito del SEE Lab è quello di analizzare la domanda di servizi di telecomunicazione e navigazione, condurre uno studio preliminare di fattibilità del progetto, una volta che il consorzio avrà fornito l’architettura tecnica e i relativi costi, e analizzare la migliore forma di partenariato pubblico-privato per la successiva realizzazione.

I segnali di rinnovato interesse per l’esplorazione lunare arrivano da più parti. Gli Stati Uniti hanno recentemente proposto gli “Artemis Accords”, un accordo che la NASA ha esteso a partner come il Canada, il Giappone, alucni Paesi europei, tra cui l’Italia, e gli Emirati Arabi Uniti. La cooperazione internazionale è una condizione necessaria per l’esplorazione dello spazio, che richiede risorse finanziarie troppo consistenti per un singolo paese.

Sta nascendo una nuova forma di collaborazione pubblico-privato, in cui i governi forniranno un sostegno iniziale all’esplorazione delle risorse lunari, allo sviluppo delle tecnologie essenziali (telecomunicazioni e navigazione luna-terra) e alla costruzione di infrastrutture spaziali (progetto Gateway e soluzioni abitative sul suolo lunare). Il settore privato subentrerebbe poi nella creazione di nuovi mercati e nell’espansione della presenza umana nello spazio.

La luna offre ghiaccio, il “petrolio dello spazio” necessario per la produzione di propellente per i veicoli spaziali con una significativa riduzione dei costi di trasporto, nonché ossigeno e acqua per la permanenza nella futura stazione spaziale intorno alla Luna (il progetto Gateway). Il trasporto di macchinari per l’estrazione di ghiaccio dalla superficie lunare avverrà entro al fine di questo decennio. Un futuro al quale SDA Bocconi si sta preparando da tempo.





SDA Bocconi School of Management.

 

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