Luna, il futuro delle risorse naturali è alle porte

SEE Lab, Space Economy Evolution Lab

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Chiedere la luna non è più velleitario. Parola del SEE Lab di SDA Bocconi, che con l’Agenzia Spaziale del Lussemburgo e l’Ambasciata italiana nel Paese ha organizzato, il 28 settembre scorso in Lussemburgo, un workshop dal titolo “Mining the Moon for Profit: A Case Study in Space Resource Utilization”.

 

Il tema centrale è appunto quello della possibilità effettiva e dell’utilità economica di sfruttamento di alcune risorse naturali del nostro satellite. Andrea Sommariva del SEE Lab ha offerto una panoramica sullo stato della conoscenza delle risorse disponibili sulla luna e della loro domanda e Mattia Pianorsi ha aggiunto un quadro di riferimento per l’estrazione mineraria: il modello di business e la valutazione quantitativa. Clelia Iacomino, sempre del SEE Lab, ha affrontato invece la prospettiva legale e normativa definita dal diritto spaziale internazionale.

 

Le risorse spaziali sono un mezzo, non un fine. Lo sviluppo di una catena del valore molto interessante legata alle risorse spaziali dipende sia dall’eventuale carenza di quelle risorse sulla Terra sia dall’utilizzo delle risorse disponibili nello spazio per risolvere problemi e limiti delle operazioni spaziali convenzionali. Il ghiaccio per la produzione di propellente, per esempio, è stato identificato come una risorsa per la quale esiste già una domanda potenziale, riducendo notevolmente i costi del trasporto spaziale.

 

Dopo aver identificato la potenziale domanda di risorse lunari, il SEE Lab ha valutato due modelli di business – privato e pubblico-privato – attraverso un’analisi del valore attuale netto (NPV), sia deterministico che probabilistico, dei due modelli. Con un NPV negativo, il modello privato è uscito perdente contro il partenariato pubblico-privato che produce un NPV positivo, a condizione che venga portata a termine con successo una missione esplorativa di iniziativa pubblica.

 

Infine, il SEE Lab ha fornito un’analisi dell’utilizzo delle risorse spaziali in prospettiva politica e legale. Lo studio ha identificato diverse problematiche internazionali presenti nel Trattato sullo Spazio Esterno e negli Accordi Artemis. Ne è emerso che un PPP transnazionale potrebbe essere uno degli strumenti per gestire in modo efficiente i diversi soggetti coinvolti nelle attività minerarie spaziali. Questo PPP transnazionale porterebbe diversi vantaggi agli attori pubblici e privati: un aumento delle entrate fiscali previste, maggiore occupazione e crescita, più efficienza e un maggiore ritorno degli investimenti, nonché l’introduzione di innovazioni e l’avviamento di nuovi business.

 

SDA Bocconi School of Management

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