Grasso: per andare lontano servono preparazione, etica e istinto

Il CEO di Maserati a un incontro per la Leadership Series dell’MBA

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“Un percorso improbabile”. Se a dirlo è un manager al vertice di un’azienda storica e di uno dei brand italiani più famosi nel mondo c’è da credergli. Davide Grasso, CEO di Maserati dal 2019, non ha reticenze nel ripercorrere la strada che lo ha portato dov’è adesso: “Non vengo da una famiglia abbiente, non avevo i ‘contatti giusti’. Ma mi sono state date delle opportunità e io ho dato dei risultati”. Il segreto? “Creare valore. E per sapere dove è possibile farlo bisogna conoscere sé stessi ed essere sé stessi. E fare quello che ci piace, il resto verrà di conseguenza”. Una consapevolezza che viene dal profondo: “Per avere successo preservate la vostra voce interiore. È la diversità che vi rende unici e preziosi. Aggiungete valore per quello che siete”.

È una partenza bruciante – è il caso di dirlo – quella del CEO di Maserati di fronte alla platea del Full-Time MBA di SDA Bocconi per una sessione della Leadership Series. Sono gli studenti il fulcro dell’incontro, sottolinea. Un pubblico perfetto, persone “tripla L” (life-long learner) che hanno saputo scommettere su sé stesse in un momento rischioso. Grasso lo sa per esperienza personale: “Sono stato anch’io al vostro posto (e i tempi non erano facili), ora sono soltanto uno che è po’ più avanti. Finito l’MBA, andai a lavorare in Nike ad Amsterdam come Product Line Manager. Quello che non dissi a famigliari e amici prima di partire era che si trattava di un contratto di un anno per una posizione che non richiedeva nemmeno una laurea, figurarsi un MBA. E che avevo rifiutato offerte da una delle tre maggiori strategic firm e da una grande merchant bank”. È come nello sport, sostiene: seguire la passione e correre dei rischi sono i requisiti del successo. “Sentivo che non era il mio posto. Se impariamo ad ascoltarlo, l’istinto sa dirci cose interessanti”.

E infatti la scommessa si è rivelata vincente: “Mi presi delle responsabilità, ebbi successo, fui ricompensato”. È da lì che ha preso avvio una carriera di “riparatore” di situazioni difficili che lo ha portato a occuparsi dei mercati in cinque continenti ai massimi livelli di Nike e Converse, prima di approdare a Modena.

Ma ogni strada verso il successo ha i suoi “cartelli indicatori”. Primo, non c’è divieto di accesso per chi non è uno squalo, afferma citando Richard Branson, fondatore di Virgin: la direzione la indicano i valori, un’etica del lavoro condivisa. Certo, non mancheranno curve pericolose e caduta massi, ma “non datela mai per persa e non datevi mai per vinti”. I bravi manager vengono chiamati quando serve una svolta e “se siete convinti che una cosa si possa fare, la cosa verrà fatta. Pensatela come una maratona, non uno sprint sui 100 metri”.

Anche perché il leader è leader con l’esempio, lo rispetti e lo segui perché lo vuoi, non perché devi (quello è il capo). Il leader fa di tutto per mettere le persone in grado di lavorare al meglio, “innescando anche un po’ di competizione, sul livello di preparazione – il più grande talento del basket di tutti i tempi, Michael Jordan, riteneva che la preparazione fosse il cardine del suo successo. E non abbiate timore di assumere persone che sono meglio di voi: la forza del vostro team è la vostra forza”.

Non solo leader di pensiero. Le grandi idee sono certamente necessarie, ma è l’esecuzione che fa la differenza. “Fate in modo che le cose vengano fatte”, sottolinea Grasso. “Semplificate e via. Non perdetevi in schemi mentali. Gli obiettivi, le priorità possono essere una o due, massimo tre”. Il resto è saper tenere la rotta: “Siete voi che avete in mano la barra del timone. Non si può controllare il vento ma si può pilotare la barca. Resilienza e focus sono le chiavi per affrontare la realtà”.

E l’orizzonte del viaggio sono sempre le persone, siano esse i clienti, i dipendenti o gli stakeholder. Con un ribaltamento di prospettiva: non si tratta, ad esempio, di fidelizzare i clienti, è il brand che deve essere fedele ai clienti, alle loro esigenze, se vuole creare valore sul lungo termine. E anche il leader non deve dimenticare per chi lavora: “Io lavoro in primis per le famiglie cui Maserati dà da vivere”. È il modo più responsabile di essere leader: costruire il futuro per le prossime generazioni.

SDA Bocconi School of Management

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