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Dal sapere al decidere: il percorso dell’autonomia finanziaria femminile

sapere e decidere

Il divario di genere nella finanza non deriva da differenze innate di competenze o di propensione al rischio, ma da fattori socio-economici, culturali e di fiducia che influenzano l’accesso ai processi decisionali e la partecipazione agli investimenti. Di conseguenza, per ridurre questo gap, oltre all’educazione finanziaria, servono percorsi concreti che rafforzino autonomia, fiducia e inclusione nelle scelte economiche.

È quanto emerge dalla ricerca Value Finance 4 Ladies’ Values, sviluppata da SDA Bocconi School of Management in collaborazione con Zenith Global, con l’obiettivo di indagare il rapporto tra donne e finanza domestica e comprendere come rafforzarne il ruolo economico e decisionale.

La ricerca si basa su un’indagine quantitativa condotta nel mese di novembre 2025 su un campione rappresentativo di 1.000 individui della popolazione italiana adulta (18–65 anni), stratificato per genere, età, area geografica, livello di istruzione e condizione socio-economica. La rilevazione è stata realizzata tramite questionario strutturato online, della durata media di circa 30–35 minuti, articolato in cinque aree tematiche: educazione finanziaria, gestione della ricchezza (wealth management), autonomia economica, propensione al rischio e bisogni emergenti.

Il disegno dell’indagine combina indicatori oggettivi di conoscenza, misurati attraverso domande standard della letteratura internazionale – le cosiddette Big 3 e Big 8 – con variabili soggettive di percezione e fiducia e con indicatori comportamentali relativi alla gestione delle finanze e alle scelte di investimento. L’integrazione tra analisi descrittiva ed econometrica consente di individuare non solo le differenze osservabili nei comportamenti, ma anche i fattori – socio-economici e culturali – che le determinano.

Un divario meno ovvio di quanto sembri

Il dibattito pubblico tende spesso a spiegare il gap finanziario tra uomini e donne come il risultato di minori competenze o di una maggiore avversione al rischio. Tuttavia, i risultati della ricerca raccontano una storia diversa.

L’analisi utilizza i concetti di educazione finanziaria e di competenze finanziarie. L’educazione finanziaria riguarda il patrimonio di conoscenze e esperienze maturate nel tempo, mentre le competenze sono misurate in modo oggettivo attraverso le risposte a domande su concetti chiave come inflazione, tassi di interesse, diversificazione e rischio-rendimento.

L’analisi econometrica evidenzia che le competenze finanziarie dipendono principalmente da istruzione, reddito e fattori culturali, mentre il genere non risulta statisticamente significativo una volta controllate queste variabili.

Questo dato è particolarmente rilevante se si considera che il livello di alfabetizzazione finanziaria è ancora limitato nella popolazione. Il 37% degli intervistati non comprende il concetto di tasso di interesse reale, il 69% non conosce la relazione tra tassi di interesse e prezzi delle obbligazioni e solo il 51% è in grado di rispondere correttamente alle domande sul rapporto tra rischio e rendimento nel lungo periodo.

Il divario osservato tra uomini e donne appare quindi il risultato di differenze educative, socio-economiche e culturali, più che di capacità individuali.

Gestire non significa decidere

Se si passa dalla conoscenza ai comportamenti, emerge un ulteriore elemento di complessità.

All’interno delle famiglie, le donne partecipano alla gestione delle finanze in misura significativa, ma meno frequentemente ricoprono il ruolo di decisore principale. Il 77% degli uomini si dichiara responsabile delle decisioni economiche familiari, contro il 53% delle donne. Questa differenza non riguarda tanto la capacità di gestione quanto il ruolo ricoperto nel processo decisionale. Gestire il denaro non implica necessariamente avere l’ultima parola sulle scelte di investimento o sulla pianificazione finanziaria di lungo periodo.

A parità di condizioni socio-economiche, uomini e donne mostrano comportamenti molto simili nella gestione delle finanze. Il tema centrale diventa quindi quello dell’accesso al processo decisionale e della distribuzione del potere economico all’interno della famiglia.

Il divario di genere emerge in modo più evidente quando si passa dalla gestione del denaro alla partecipazione ai mercati finanziari. Le donne risultano meno presenti negli investimenti, in particolare negli strumenti più complessi. Tuttavia, questa minore partecipazione non può essere spiegata semplicemente con una maggiore avversione al rischio, anche perché l’analisi econometrica conferma che la propensione al rischio dipende soprattutto da educazione finanziaria, condizioni economiche, fiducia nelle proprie competenze e stereotipi sociali, e non dal genere in sé.

Il vero punto di discontinuità si colloca quindi nel passaggio dal risparmio all’investimento, dove entrano in gioco fiducia, norme sociali e modelli culturali.

 

Le competenze finanziarie degli italiani

  • 37% non comprende il tasso di interesse reale
  • 69% non conosce la relazione tra tassi e obbligazioni
  • 51% comprende il rapporto rischio–rendimento
  • 77% uomini vs 53% donne si dichiarano decisori economici in famiglia
  • 10% elevata propensione al rischio (6% donne, 13% uomini)
  • 64% indica la salute come principale bisogno finanziario
  • 32% non interessato all’educazione finanziaria

Fonte: SDA Bocconi School of Management, Value Finance 4 Ladies’ Values.



Le competenze finanziarie incidono anche sulla percezione di sicurezza. Una maggiore alfabetizzazione finanziaria è associata a una riduzione dell’ansia economica e a una maggiore capacità di far fronte a spese impreviste. Le donne, in particolare, si dichiarano meno sicure di riuscire a fronteggiare emergenze finanziarie nel breve periodo, evidenziando un tema di fiducia più che di capacità. La finanza si configura quindi come uno strumento concreto di autonomia individuale.

La ricerca evidenzia come i bisogni finanziari siano strettamente legati alle diverse fasi della vita. Le principali aree di supporto richieste riguardano la salute e la prevenzione (64%), l’istruzione (52%) e la maternità e genitorialità (34%). Le donne segnalano più frequentemente esigenze legate alle attività di cura, riflettendo il ruolo che continuano a ricoprire nella gestione delle responsabilità familiari.

Dall’interesse all’azione: un percorso da ripensare

Nonostante una crescente attenzione verso i temi finanziari, emerge un divario tra interesse e comportamento. Il 32% degli intervistati dichiara di non essere interessato ad approfondire questi temi, quota che sale al 37% tra le donne. Anche tra coloro che dichiarano interesse, questo non sempre si traduce in un coinvolgimento attivo e continuativo. La sfida principale diventa quindi accompagnare le persone lungo un percorso concreto che trasformi la conoscenza in decisione.

Nel loro insieme, i risultati delineano un percorso progressivo che collega competenze, fiducia, gestione attiva e partecipazione agli investimenti. È lungo questo percorso che si costruisce l’autonomia finanziaria, ed è proprio nel passaggio finale che si concentra il divario di genere. Promuovere l’educazione finanziaria, dunque, significa soprattutto accompagnare le persone nel processo decisionale.

Favorire una maggiore partecipazione femminile agli investimenti contribuisce a una distribuzione più equa delle opportunità economiche, rafforza la resilienza delle famiglie e sostiene la crescita del sistema economico. In questo senso, l’educazione finanziaria rappresenta una vera e propria infrastruttura sociale.

Per colmare il divario tra interesse e azione, è fondamentale rendere l’educazione finanziaria accessibile e fruibile.

Nell’ambito della survey, i partecipanti hanno la possibilità di accedere gratuitamente a contenuti formativi dedicati all’educazione finanziaria, progettati per accompagnare le persone nello sviluppo delle proprie competenze. È possibile accedere alla piattaforma di educazione finanziaria al seguente link: Financial Education Lab (FEL) dell’Università Bocconi.

Promuovere strumenti concreti e accessibili rappresenta un passo essenziale per trasformare la conoscenza in decisione e la finanza in una leva di autonomia reale.

PER LA CRONACA DELL’EVENTO DI PRESENTAZIONE, LEGGI LA NEWS: Value Finance 4 Ladies’ Values: educazione finanziaria e investimenti al centro del confronto tra accademia, imprese e istituzioni.

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