17 aprile 2026

Value Finance 4 Ladies’ Values: educazione finanziaria e investimenti al centro del confronto tra accademia, imprese e istituzioni

Finance and accounting
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Milano, 15 aprile 2026 – Qual è il vero nodo del divario di genere in finanza? E quali leve possono rafforzare l’autonomia economica femminile? Sono queste le domande al centro del Value Finance 4 Ladies’ Values Forum, promosso da SDA Bocconi School of Management in collaborazione con Zenith Global, che ha riunito presso il campus di Milano esponenti del mondo accademico, istituzionale e finanziario.

L’iniziativa rappresenta il momento conclusivo del progetto di ricerca Value Finance 4 Ladies’ Values, diretto scientificamente da Andrea Beltratti, Full Professor del Dipartimento di Finanza dell’Università Bocconi, e Alessia Bezzecchi, Associate Professor of Practice di Corporate Finance & Real Estate SDA Bocconi.

Apertura dei lavori: autonomia economica e consapevolezza

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Paola Cillo, Associate Dean for Research di SDA Bocconi, e Umberto Rasori, CEO di Zenith Global. 
Nel suo intervento, Paola Cillo ha sottolineato come l’educazione finanziaria rappresenti una dimensione centrale della libertà individuale: “L’autonomia economica è una condizione necessaria per la libertà di scelta. Quando viene limitata, anche in forme meno visibili, si riduce lo spazio decisionale delle persone e la possibilità di costruire il proprio futuro. La creazione di consapevolezza e di educazione sono condizioni necessarie per favorire un cambiamento concreto e di impatto sociale.”

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A sua volta, Umberto Rasori, Ceo di Zenith Global, ha richiamato la continuità tra la campagna avviata l’8 marzo e la presentazione dei risultati della ricerca:
“Questo progetto nasce dalla volontà di trasformare una riflessione in azione concreta: promuovere una cultura finanziaria più inclusiva significa contribuire in modo diretto all’indipendenza economica e alla piena partecipazione delle donne alla vita economica. In Zenith Global abbiamo intrapreso un percorso volto a garantire una reale parità di genere all’interno della nostra organizzazione. Un percorso fatto di momenti formativi, modelli di governance e politiche di welfare volto a realizzare una solida cultura aziendale e che ci ha portato ad ottenere la certificazione sulla parità di genere. Oggi Zenith Global rappresenta un unicum nel panorama finanziario italiano con oltre il 63% della popolazione aziendale e l’80% del management rappresentato da figure femminili”.

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La ricerca: il divario si crea nel passaggio all’investimento

I risultati della ricerca, a cura di Andrea Beltratti, Alessia Bezzecchi e Alessia Sconti SDA Fellow, hanno evidenziato un punto chiave: il divario di genere non nasce principalmente nelle competenze o nella propensione al rischio, ma emerge nel passaggio dalla gestione del denaro alla partecipazione agli investimenti.

Questo risultato introduce una lettura più articolata del fenomeno, che coinvolge fiducia, ruolo decisionale e accesso agli strumenti finanziari.

“Se solo il 53% delle donne si considera decisore economico in famiglia, contro il 77% degli uomini, il tema non è la capacità ma l’accesso, la fiducia e il contesto. L’educazione finanziaria rappresenta la leva chiave per trasformare la conoscenza in autonomia e accompagnare le donne verso una piena partecipazione alle decisioni di investimento.” — hanno dichiarato Andrea Beltrattie Alessia Bezzecchidirettori scientifici del progetto di ricerca.

 

Educazione finanziaria e autonomia: il primo forum

Il primo panel, moderato da Elisa Piazza, Giornalista Class CNBC, ha visto il confronto tra:

  • Bernadette Bevacqua, CEO, Naturalia Tantum
  • Darya Majidi, Presidente, UN Women Italy
  • Ana Mazzeo, Managing Director, WOBI Italia
  • Anna Scavuzzo, Vicesindaco, Comune di Milano

Il dibattito ha messo in luce come l’autonomia finanziaria non sia solo una questione di conoscenze, ma di legittimazione al ruolo decisionale.

Dalle testimonianze è emerso che:

  • competenza oggettiva e fiducia soggettiva non sempre coincidono anche a causa degli stereotipi
  • il coinvolgimento di tutti gli stakeholder familiari e delle infrastrutture sociali (e.g asili nido) sono fattori abilitanti per l’accompagnamento alla crescita volte a ridurre le discriminazioni economiche e culturali
  • la capacità di prendere decisioni economiche si costruisce progressivamente
  • il ruolo professionale e il reddito incidono sulla percezione di legittimità
  • l’autonomia economica è abilitante la libertà ma bisogna ben ponderare le scelte di breve termine (orientante al guadagno per l’autonomia immediata) rispetto a quelle di lungo periodo che possono avere impatto determinante sull’evoluzione professionale

Particolare attenzione è stata dedicata al tema del gap retributivo e alle sue possibili soluzioni. L’aumento degli stipendi viene considerato una leva concreta non solo per una redistribuzione economica responsabile ma anche per attuare una riflessione di sistema sul coinvolgimento delle donne sul mercato del lavoro (in Italia 1 sue donne non lavorano contro una media europea del 70%).

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Donne e sistema finanziario: accesso, partecipazione e prodotti

Il secondo panel, sempre moderato da Elisa Piazza, ha coinvolto:

  • Simona Colombi, Chief Financial Officer & Director, Zenith Global
  • Carla Ferrari, Chief Executive Officer, Equiter S.p.A.
  • Cristina Finocchi Mahne, Economist and Board Member, Maire Group e De’ Longhi Group
  • Maria Luisa Gota, Amministratore Delegato, Eurizon Capital
  • Alessandra Perrazzelli, Direttore Scientifico, Center for Digital Regulation Strategy

Il confronto ha evidenziato come il divario negli investimenti sia multidimensionale:

  • economico, legato a reddito e stabilità delle carriere
  • istituzionale, in termini di accesso agli strumenti e ai ruoli decisionali con evidenza del ruolo determinante di “responsabili abilitanti” nell’accompagnamento alla trasformazione
  • comportamentale, legato alla fiducia e alla partecipazione attiva

È emerso inoltre che la minore partecipazione femminile agli investimenti non è un problema di offerta, in quanto esistono prodotti finanziari flessibili (e.g. PAC Piani d accumulo) ma di autonomia e abitudini a prendere decisioni in campo finanziario.
È necessario investire nella formazione continua (le competenze sono date per scontate) soprattutto su contenuti digitali oltre che economico-finanziari.

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Educazione finanziaria come infrastruttura di autonomia

Gli interventi hanno trovato come minimo comun denominatore un punto: l’educazione finanziaria rappresenta una vera e propria infrastruttura sociale.
Non solo competenza tecnica, ma leva per:

  • ridurre l’ansia finanziaria
  • rafforzare la fiducia nelle proprie capacità
  • favorire una maggiore partecipazione economica

 

Conclusioni: dalla conoscenza all’azione

In chiusura, Andrea Beltratti e Umberto Rasori hanno ribadito la necessità di superare una visione limitata al tema delle competenze.
Il vero passaggio chiave è quello che porta dalla conoscenza all’azione, dalla gestione del denaro alla partecipazione agli investimenti.
In questa prospettiva, la finanza si configura sempre più come uno strumento di libertà, autonomia e inclusione, capace di incidere concretamente sulle traiettorie di vita delle persone.

 

SDA Bocconi School of Management