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Il dramma bellico delle ultime settimane insieme a quello dei due anni passati in emergenza sanitaria hanno portato le imprese e chi li guida a dover confrontarsi in poco tempo con due “cigni neri” ovvero con due situazioni imprevedibili le cui conseguenze hanno un enorme impatto economico, politico e sociale.

Stante queste turbolenze quale potrebbe essere un approccio salvifico per un piccolo imprenditore? Come porsi e che atteggiamento avere di fronte a questi cataclismi?

Avere un doppio focus è uno dei punti fermi da tenere. Come in natura esistono persone che possono utilizzare un occhio solo per vedere da vicino e l’altro solo per vedere da lontano e sfruttano questa loro anomalia in modo funzionale, così gli imprenditori devono restare concentrati con il loro “occhio sinistro” sulla gestione delle emergenze, sui rincari assurdi delle materie prime, sulla loro difficile reperibilità, sul continuo rifacimento dei listini prezzi e, in parallelo, il “destro” deve saper guardare in profondità. Sull'utilizzo del primo occhio gli imprenditori italiani mostrano spesso una destrezza e una abilità sopra la media. Lo sappiamo: si sanno arrangiare molto bene. Non altrettanto pronti appaiono nell'utilizzo del secondo faro, quello che permette di mantenere “la barra del timone” sulla massimizzazione del risultato economico nel medio-lungo periodo, indipendentemente da tutto. Questa affermazione necessita un breve approfondimento. Innanzitutto, la componente più rilevante di questo assioma è da rintracciare proprio nella dimensione temporale: si tratta di dare all’iniziativa imprenditoriale un’impronta di lungo periodo e di avere uno sguardo capace di andare oltre il limite e i vincoli contingenti. Senza questa prospettiva non si riesce a procedere correttamente: non si cammina granchè bene stando con la testa rivolta verso la punta dei piedi....

Si tratta di possedere una visione tale, ad esempio, da pensare alla vita dell’azienda come ad un periodo che vada oltre la stessa esperienza del fondatore o della generazione oggi al comando, per cui ci si pone naturalmente il problema di dare all’impresa una continuità nel tempo. Ciò può conseguire quasi esclusivamente da una concezione dell’azienda come istituto che serva a realizzare l’idea imprenditoriale, quella delle origini ed anche le variazioni che possano rendersi necessarie nel corso del tempo anche per via di eventi imprevisti.

Occorre precisare inoltre che, se il traguardo dell’impresa deve essere quello della massimizzazione del risultato economico nel medio-lungo periodo, l’utile del singolo esercizio risentirà di attente valutazioni in ordine al futuro dell’azienda in termini di investimenti tecnologici, immobiliari e in capitale umano. Questi, comportando costi, possono ridurre la portata del risultato economico del singolo anno senza però alterare minimamente l’ottenimento dell’obiettivo complessivo. Non si tratta, infatti, di perseguire una massimizzazione in senso assoluto, ma relativa alla capacità di dotarsi da parte dell’impresa dei mezzi che ne facilitino il proseguimento nel tempo in condizioni di economicità. Anche il pareggio di bilancio e perfino una perdita economica in periodi come questi possono significare il raggiungimento dell’obiettivo dichiarato se tali risultati, di per sé poco soddisfacenti, sono limitati nel tempo e dovuti a politiche di investimento mirate a difendersi e ad anticipare specifici problemi e, in generale, a garantire maggior capacità di tenuta nel tempo dell’azienda.

Le imprese più forti, in momenti come questi, sono quelle che riescono ad affrontare con fermezza l’operatività ma anche a ritagliarsi degli spazi di confronto dentro o fuori l’azienda per riflettere e ragionare sulle possibili evoluzioni di scenario, con la possibilità di delineare percorsi alternativi sotto diverse circostanze. 

Si può trattare di momenti di formazione, durante i quali il tempo passato in aula con i docenti e gli altri partecipanti diventa occasione per concentrarsi sul futuro, occasione altrimenti soffocata dagli imprevisti del periodo. Altrimenti si può ricorrere alla costituzione di momenti ad hoc come comitati o consigli strategici, ambiti di lavoro comunque aperti a persone esterne all’azienda in grado di portare una visione alternativa e dialettizzante, tali da forzare l’imprenditore a dedicare tempo al medio lungo termine. La formazione o l’utilizzo di consiglieri esterni diventano strumenti utili per esercitare l’altro occhio, l’unico che può vedere oltre il limite del quotidiano, riuscendo a mantenere così il doppio focus indispensabile per procedere nell'incertezza.