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Buen Camino! Esperienza, Viaggio e...Cammino

18 luglio 2022/DiMaria Carmela Ostillio
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La maggior parte dei blog che ho modo di leggere mi appaiono un po’ come dei diari a cui uno o più autori si dedicano, trasferendo conoscenze, esperienze e…viaggi. Per rappresentare appieno tali intenti, questo pezzo è dedicato ad un recente e rinnovato Cammino – stricto sensu, benché assuma nel suo significato profondo un latu sensu molto più ampio - cui mi sono dedicata nell’ultima settimana, aggiungendoci un “pezzo” a quanto già svolto alcuni anni fa.

Premetto, non è un diario di viaggio sul Cammino di Santiago. Rimando agli innumerevoli autori ed escursionisti nel mondo – certamente più esperti di me – che si sono dedicati al Cammino e di cui è facile rintracciare le sapienti narrazioni in giro per la rete o nelle numerose guide ad esso dedicate. Ad essi, ultimamente, si è aggiunto il portale, con virtual tour, realizzato dal Governo regionale della Galizia che, assieme a Google Arts & Culture, ha reso percorribile online il “cammino per eccellenza”, corredandolo di storie e curiosità su origini, arte, cultura e natura di questa rete di itinerari.

 

 

Al solito, vi propongo un modo per “osservare e pensare” all’esperienza, al viaggio, al cammino.

Decidere la partenza: l’esperienza

Chissà quanti, in fase decisionale o a seguito della decisione, parlando con amici, parenti, colleghi o semplici conoscenti della imminente o possibile partenza per il Cammino di Santiago, si sono sentiti dire:

“Ma cosa è, com’è? Ne ho sentito parlare ma non ho mai approfondito”, “E’ tanto che ci penso, vorrei farlo anch’io”, “Ma quanti chilometri fai? Quando torni, dimmi come è andata!”, “La prossima volta, se lo fai…dimmelo, che vengo con te“, “Ma è faticoso, ti sei preparata?” “Quanto tempo ci vuole?”, “Ma sei credente?”, “Con chi parti?”….

Sono solo alcune delle richieste e delle reazioni immediate e usuali tra chi non ha mai approcciato questo viaggio ed anche tra chi non lo conosce o non si è mai informato. Ma rappresentano anche le domande che ciascuno si pone in fase decisionale cercando di soddisfare motivazioni e benefici ricercati, affatto personali, per il “suo” Cammino.

Qualunque sia il motivo che spinge ad intraprendere il Cammino di Santiago di Compostola si inizia con l’immaginarlo…alimentando quell’esperienza "del Camino" che è e rimane affatto personale, benché possa essere svolta in gruppo.

Come per tutte le experience è a livello personale che si devono ricercare motivazioni e risposte e, queste ultime, soprattutto, mai all’inizio ma sempre alla fine dell’esperienza o della journey intrapresa!

 Ciò vale anche per il “proprio” Cammino.

La capacità di influenza per il viaggio

A tutto ciò si aggiungono anche gli scambi con chi questo viaggio l’ha già svolto!

“Pensa, per me è stato fondamentale”, “Il Cammino di Santiago è stato catartico…in quel momento della mia vita ne avevo proprio bisogno”, “L’ho fatto da solo/a ed è indimenticabile”, “Ho incontrato tante persone, di tutte le età”, “L’ho fatto in un mese”, “L’ho fatto tutto, un pezzo alla volta…ed ogni volta è stato diverso”, “Eravamo in gruppo, con zaino in spalla; alcuni di noi lo hanno spedito da ostello ad ostello”, “Non ho mai prenotato dove dormire…ho trovato sempre posto” e così via!

Se poi si interpellano i pellegrini (chi ha già svolto il Cammino in toto o in parte), nella loro “vulgata": il Francese è magico, il Norte è lungo, la Plata è caldo, il Primitivo è duro, l’Inglese è bello perché non ci va nessuno!

Per quanto mi riguarda, giusto per inserirlo tra il novero delle esperienze personali, mio marito aveva intrapreso un pezzo del Cammino Francese nel luglio 2014 e rientrato - con la barba, effetto Robinson Crusoe! – me ne ha parlato entusiasta ma, come spesso capita, non gli ho dato il peso “dovuto”! Un paio di anni dopo, in febbraio, guardando il film “Il cammino per Santiago”, con Martin Sheen, ne sono rimasta folgorata…!

Il mio primo viaggio (2016), in compagnia di due amiche (che ancora lo ricordano!), è sato il Cammino Francese; itinerario: partenza da Sarria e arrivo in Santiago e, a seguire, tappa a Finisterre e Muxia. Che dire: indimenticabile!

Il secondo viaggio intrapreso quest’anno, sempre in compagnia di due amiche, è sato il Cammino Inglese; itinerario: partenza da Ferrol e arrivo in Santiago. Diverso dal precedente, un viaggio immerso in un patrimonio naturalistico e in assoluto silenzio.

Buen Camino! L’augurio che accompagna il viaggio.

Nato come meta di pellegrinaggio, da dodici secoli tale percorso viene intrapreso ogni anno da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, per un viaggio immerso in un patrimonio naturalistico, storico e culturale dalle origini antichissime, tanto che una parte degli itinerari (le strade francesi e spagnole) è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Sono attualmente 281 i Cammini registrati, che contano più di 83.000 km di itinerari attraverso 29 nazioni e che vanno a culminare nella Cattedrale di Santiago di Compostela, in Galizia, dove risiedono le reliquie dell’Apostolo San Giacomo il Maggiore. Santiago, con Roma e Gerusalemme rappresenta uno dei tre grandi centri di pellegrinaggio.

Di fatto, c’è chi parte per credo religioso, chi per ritrovare sé stesso, chi per cogliere una nuova sfida, chi per evolvere e crescere, chi per osservare il mondo con occhi diversi al suono di “ultreya” (andare avanti), seguendo il significato di questo Cammino.

La meta è il cammino stesso. Ed è proprio di questo che ci si rende conto con l’arrivo (a Santiago).

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