26 marzo 2026

Values that Matter: diversità, creatività e finanza in SDA Bocconi

Dall’idea alla pratica: una conversazione sul ruolo dei valori nella leadership e nelle organizzazioni.

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In SDA Bocconi, l’evento “Values that Matter: Diversity, Creativity and Finance” ha riunito esponenti del mondo imprenditoriale, accademico e creativo per un dibattito sul ruolo dei valori nelle organizzazioni e su come questi influenzino la leadership e il processo decisionale. Promosso dal Proud in Business Club di SDA Bocconi e dalla Fondazione Sozzani, l’evento si è concentrato su una domanda ben precisa: in che modo i valori generano un impatto concreto?

Dopo l’introduzione di Emily Fisher, MBA51 e Board Member del Proud in Business Club, il discorso di apertura di Clio Gressani, Professor of Business Ethics and Diversity, Equity and Inclusion di SDA Bocconi, ha inquadrato l’inclusione come motore di innovazione, responsabilità e performance sostenibile. Francisco Barbosa de Azevedo, MBA51 e Presidente del Proud in Business Club, ha poi delineato il contesto più ampio dell’evento, richiamando l’attenzione sul ruolo che i leader svolgono nel plasmare ambienti in cui le persone possano contribuire al meglio delle loro possibilità e in piena sicurezza.

Sara Sozzani Maino, Direttrice Creativa della Fondazione Sozzani, ha riportato la discussione sulla responsabilità personale e istituzionale. Parlando dal punto di vista della Fondazione, ha sottolineato l’importanza di creare spazi in cui le persone possano essere viste, ascoltate e abbiano l’opportunità di esprimersi. Le sue osservazioni hanno ruotato attorno a un’idea chiara: i valori sono ciò che sostiene le persone nel tempo e dovrebbero rimanere sempre intatti, anche quando la vita richiede dei compromessi.

Il discorso di apertura di Carlos Renato Castaneda, Global Transfer Pricing and International Tax Manager di Chanel, ha conferito una dimensione altamente professionale alla serata. In dialogo con Mariana Aguirre Andrade, MBA51 e Board Member del Proud in Business Club, ha riflettuto su una carriera plasmata dal passaggio da un Paese all’altro, da una cultura all’altra e da un settore all’altro. Il suo racconto ha messo in luce il ruolo della disciplina, dell’adattabilità e della mentorship nello sviluppo professionale, nonché il valore dell’esperienza acquisita in differenti contesti. Ne è emersa una visione della finanza caratterizzata da rigore tecnico, visione, consapevolezza e capacità di costruire relazioni anche in ambiti diversi.

A seguire, un confronto più informale ha approfondito questi temi. Castaneda ha parlato di come l’esperienza internazionale affini le competenze trasversali, ampli la consapevolezza di sé e cambi il modo in cui le persone lavorano con gli altri. Ha anche sottolineato l’importanza di mantenere la concentrazione nel tempo, trovare i mentor giusti e lasciare che l’ambizione professionale si sviluppi senza perdere di vista il proprio percorso.

La tavola rotonda, moderata da Azevedo, ha poi spostato il dibattito verso pratiche organizzative concrete. Luca Condosta, VP HR - Head of Leadership Learning Community & LGBTQ+ Program di ABB, si è concentrato sull’implementazione di modelli efficaci, sostenendo che la diversità esiste già all’interno delle aziende e che il vero lavoro consiste nel creare le condizioni che le consentano di funzionare. Le policy, la disciplina della leadership e l’execution sono tutti elementi fondamentali, perché la cultura diventa reale solo quando si traduce in sistemi e comportamenti quotidiani.

Caterina Micolano, Presidente della Cooperativa Alice, ha offerto la prospettiva dell’impresa sociale, descrivendo il lavoro con le donne in carcere e in situazioni di fragilità. Il suo contributo si è concentrato sull’artigianalità, la dignità e l’identità professionale. La qualità del lavoro, ha spiegato, sposta l’attenzione verso la competenza, l’impegno e il contributo individuale: l’inclusione richiede precisione, trasparenza e strutture che sostengano una trasformazione a lungo termine.

Edoardo Di Luzio, CEO e Co-Founder di Underscore District, ha affrontato la questione dal punto di vista della moda e dell’imprenditorialità. Ha parlato del mantenersi coerenti anche sotto pressione e dei rischi che sorgono quando le organizzazioni perdono di vista i propri valori fondanti. La coerenza, ha osservato, deve rimanere visibile nei prodotti, nelle decisioni e nelle supply chain, specialmente quando i mercati diventano più instabili.

Sozzani Maino è poi tornata sul tema con un chiaro monito contro gli approcci puramente formali. L’inclusione, a suo avviso, non può essere ridotta a un semplice esercizio burocratico né trattata come un obbligo: essa cresce laddove vi sono autentica apertura, ascolto e la volontà di lasciare che le persone si esprimano pienamente. Condosta ha rafforzato questo concetto da una prospettiva organizzativa, tracciando una netta distinzione tra presenza e pratica. La diversità nelle grandi organizzazioni, ha osservato, esiste già. È l’inclusione che le permette di funzionare. Senza strutture, policy e stili di leadership efficaci, il potenziale rimane inattivo. Ha usato un’analogia semplice quanto potente: come una macchina del caffè, tutto può essere al suo posto, ma senza connessione e attivazione, non succede nulla. Micolano ha chiuso la discussione lanciando una sfida pratica ai leader: “rallentate. Ascoltate le prospettive che normalmente trascurereste. Portatele nel processo decisionale”. L’inclusione, ha sottolineato, si costruisce attraverso la ripetizione e la pratica quotidiana.

La conclusione di Luca Finotti, ideatore dell’evento e Alumnus dell’Executive Master in Finance (EMF), ha portato la serata a una riflessione più personale sul ruolo della formazione come spazio in cui nuove direzioni prendono forma e momenti di chiarezza possono trasformarsi in decisioni. Il suo messaggio è stato semplice: riconoscere quei momenti e agire di conseguenza.

In chiusura dell’evento, Enzo Baglieri, Associate Dean Master Division di SDA Bocconi, ha ringraziato i relatori e il Proud in Business Club, inserendo la discussione in una prospettiva più ampia e sottolineando la responsabilità della Scuola nel formare leader capaci di tradurre i principi in azioni e di promuovere una cultura in cui diversità, creatività e innovazione trovino concreta applicazione.

“Il dialogo non finisce qui. Continua nel modo in cui le persone esercitano la leadership, prendono decisioni e le mettono in pratica.”

Nel corso della serata è emerso con grande chiarezza un messaggio: i valori contano quando indirizzano l’azione. È da lì che nasce l’impatto.

 

SDA Bocconi School of Management