25 febbraio 2026
Chi guida l’innovazione? Leadership femminile tra AI, governance e potere decisionale

All’evento flagship del Women in Business Club di SDA Bocconi, confronto tra leader e docenti su come l’innovazione prenda forma attraverso decisioni consapevoli, responsabilità e la capacità di costruire influenza.
L’innovazione raramente nasce nell’ isolamento. Prende forma quando chi guida si assume la responsabilità della direzione, stabilisce priorità in momenti di scelte difficili e decide non solo cosa portare avanti, ma anche cosa lasciare andare.
L’evento si è aperto con i saluti introduttivi di Megan Burkhardt (MBA 51), seguiti dal keynote di Paola Profeta, Dean per Diversity, Inclusion and Sustainability all’Università Bocconi, dedicato al rapporto tra donne, innovazione e intelligenza artificiale. Profeta ha evidenziato come l’AI sia ormai parte integrante del lavoro quotidiano e dei processi decisionali, sottolineando che i risultati non sono predeterminati: dipendono dalla progettazione istituzionale, dalla governance e dalle scelte di leadership.
Nel fireside chat, Ebru Özdemir (Chair, Limak Group) ha dialogato con Irmak Ozbek (MBA 51), Presidente del Women in Business Club, sul passaggio dalla visibilità alla reale capacità decisionale. Il suo messaggio è stato chiaro: essere “al tavolo” non è più sufficiente — ciò che conta è essere tra le persone che prendono le decisioni. Özdemir ha inoltre richiamato il ruolo della fiducia in sé e della “sorellanza” come leve concrete in contesti in cui le reti informali influenzano ancora l’accesso ai board e ai ruoli executive.
Il secondo panel, moderato da Aleksandra Pancic (MBA 51), ha spostato l’attenzione dall’innovazione come concetto astratto all’innovazione come capacità di esercitare influenza. Milana Glisic (Managing Director, Amazon Ads Italy & Spain), Silvia Cappelli (Chief of Staff Smart Glasses, EssilorLuxottica) e Chiara Bacilieri (Marketing, Communications & Innovation Director, Mindwork) hanno discusso come le leader possano costruire influenza anche in assenza di autorità formale. È emerso un punto ricorrente: l’influenza nasce dalla fiducia, conquistata con risultati rapidi e visibili e rafforzata nel tempo attraverso relazioni autentiche e l’allineamento con gli stakeholder.
Le panelist hanno inoltre evidenziato comportamenti che rendono l’influenza duratura: condividere il contesto in modo trasparente, costruire proposte realmente condivise, riconoscere i meriti e rendere visibili i progressi anche oltre i confini dei team. Autorità e ruolo possono imporre compliance, ma è una visione comune — una chiara “stella polare” — a creare impegno nel lungo periodo.
Trasversalmente ai diversi interventi è emerso un filo conduttore: l’innovazione non riguarda solo il progresso tecnologico, ma il modo in cui valore e risultati vengono generati e distribuiti. In questo senso, la leadership inclusiva non è un elemento accessorio, ma una condizione strategica per la trasformazione.
SDA Bocconi School of Management

