26 ottobre 2026
Antonio Picca Piccon e il ruolo della finanza nella crescita di Ferrari - EMF – Executive Master in Finance CFO Series

Conoscere il business, individuare problemi e opportunità e saper convincere le persone della direzione da seguire. È il ruolo della finanza emerso dall’incontro con Antonio Picca Piccon, CFO del Gruppo Ferrari della classe X dell’Executive Master in Finance di SDA Bocconi School of Management diretto dalla prof.ssa Alessia Bezzecchi, EMF Director. In un contesto internazionale frammentato e in rapido cambiamento, la competenza tecnica è un prerequisito: la differenza sta nella capacità di interpretare i numeri e tradurli in decisioni. Al Museo Ferrari di Maranello, il dialogo condotto dal professor Andrea Beltratti, Academic Founder di EMF e Professore al Dipartimento di Finanza dell’Università Bocconi, ha affrontato le trasformazioni dell’automotive, le specificità del modello Ferrari e il rapporto con i mercati.
La giornata a Maranello. La giornata EMF CFO Series & Company Visit Ferrari si è aperta con gli interventi di Dennis De Munck, Head of Employer Branding and University Relations, e Antonella Contini, Head of Lifestyle Finance. Al confronto con il CFO si è affiancato un approfondimento sulla gestione finanziaria delle attività Lifestyle. Il programma ha incluso la visita al Museo Ferrari di Maranello, portando i partecipanti a contatto con la storia e i prodotti dell’azienda.
Il percorso professionale. Laureato in Economia e Commercio all’Università di Torino, con un MPhil in Economics a Cambridge, Picca Piccon ha ripercorso una carriera che lo ha portato dalla banca all’industria. Dopo nove anni in Sanpaolo IMI, l’esperienza nel Gruppo Fiat gli ha consentito di applicare la finanza a business molto diversi, dalle cartolarizzazioni dei portafogli delle società di servizi finanziari del Gruppo agli incarichi di CFO in Iveco e di Tesoriere del Gruppo Fiat Chrysler. È poi passato in Ariston, realtà imprenditoriale della famiglia Merloni, prima di arrivare in Ferrari nel 2018.
Nella finanza strutturata ha trovato un’importante dimensione di problem solving: il rigore del calcolo e l’utilizzo delle opzioni diventano strumenti per prendere decisioni e costruire operazioni. Una sensibilità che si accompagna al suo definirsi un umanista e all’interesse per le persone e per la comprensione del business.

Flessibilità e razionalità nelle decisioni. Come affrontare l’instabilità geopolitica? L’esempio dei nuovi dazi rende concreta la risposta: conoscere le leve dell’impresa ed essere in grado di attivarle rapidamente. Entrata in vigore e successive variazioni delle misure richiedono simulazioni tempestive, per comprendere gli effetti sui margini e valutare come gestirli senza trasferirli automaticamente sul cliente.
La finanza contribuisce con la creazione di scenari e ragionamenti strutturati, da discutere con le funzioni commerciali e operative. È parte del business e deve conoscerne i meccanismi. Nelle fasi di maggiore tensione, il suo contributo è portare razionalità nel confronto, rendere leggibili le alternative e sostenere decisioni rapide.

Un settore globale con mercati sempre più diversi. Per l’automotive proseguono e si intensificano trasformazioni già in corso. Il paradigma di un settore globale, con traiettorie tecnologiche relativamente omogenee e guidate dai produttori occidentali, si è modificato. Nella ricostruzione proposta durante l’incontro, la scelta dell’elettrico ha dato centralità alla Cina nella filiera; oggi il Paese è anche un concorrente diretto sul prodotto finito e sulla tecnologia.
Le differenze tra Europa, Stati Uniti e Cina, insieme alla velocità con cui cambiano le regole, complicano le scelte industriali. Servono capitali ingenti e vendite su scala globale per sostenere gli investimenti, mentre i mercati richiedono soluzioni diverse. Anche Ferrari, pur operando con volumi limitati e in una nicchia di mercato meno esposta, deve affrontare queste complessità.
Scarsità e nuove generazioni di clienti. L’effetto scarsità e l’esclusività del prodotto sono elementi essenziali del modello Ferrari. La vettura può essere conservata, collezionata e affiancata da nuovi modelli, anziché sostituita. Le motivazioni d’acquisto sono diverse e possono sovrapporsi: la costruzione di una collezione, la passione per la guida e le attività in pista, oppure il desiderio di celebrare un traguardo professionale. Per alcuni collezionisti conta anche la dimensione patrimoniale, con un’attenzione al valore nel tempo simile a quella riservata alle opere d’arte.
La longevità del marchio richiede la capacità di interessare continuamente nuovi clienti. La stabilità dell’età media richiamata nell’intervento è stata letta in relazione a questo ricambio generazionale. L’analisi del mercato secondario offre un ulteriore osservatorio sulla desiderabilità dei modelli e sulla loro tenuta di valore.

Tecnologie diverse e una stessa emozione. La programmazione di lungo periodo, con un orizzonte al 2030 e una prospettiva estesa al 2035, si accompagna alla scelta della neutralità tecnologica. Il criterio è il valore che il cliente riconosce nel prodotto. La parola centrale è emozione: anche il modello elettrico deve offrire un coinvolgimento alla guida analogo a quello delle altre Ferrari, preservando l’identità dell’esperienza.

Il Lifestyle e la crescita attraverso la diversificazione. L’intervento di Antonella Contini sul Lifestyle ha mostrato come modelli di business diversi richiedano indicatori specifici all’interno di una visione finanziaria comune. Nel retail contano le vendite per metro quadrato, il margine del negozio e il tempo di recupero degli investimenti. Gli scenari si costruiscono con la funzione commerciale; il monitoraggio successivo confronta i risultati con le ipotesi iniziali, considerando persone, immobili e fattori esterni.
Nel prodotto, sviluppo creativo e prototipazione anticipano la conoscenza della domanda effettiva. Il rischio di stock resta ineliminabile: dati storici, rotazione e andamento delle vendite servono a orientare le decisioni e correggere i riassortimenti. Per licenze e parchi il presidio riguarda affidabilità dei partner, royalty, minimi garantiti e puntualità dei pagamenti. Nell’e-commerce pesano acquisizione dei clienti, logistica e resi, da leggere attraverso il margine per ordine. Nei musei, caratterizzati da elevati costi fissi, si monitorano visitatori, biglietto medio e ricavi delle esperienze offerte.
Una piramide di prodotto che va dal cappellino alle proposte più esclusive permette di raggiungere pubblici diversi. La crescita attraverso la diversificazione richiede di scegliere dove, come e quanto investire, testando le iniziative e imparando dalla risposta del mercato. L’energia di una start-up trova così spazio in un’azienda consolidata: processi chiari e controlli rendono sostenibile la sperimentazione e consentono di ampliare le iniziative che funzionano.

Il legame con il territorio. La riflessione sull’impatto locale ha richiamato il valore del distretto e della filiera. Al contributo diretto di Ferrari si aggiungono l’attività dei fornitori e l’indotto. Il rapporto con il territorio comprende inoltre la circolazione di competenze, la formazione e la capacità di attrarre persone e investimenti: elementi che contribuiscono alla continuità dell’ecosistema produttivo.

Il mercato come osservatorio e l’autonomia strategica. La quotazione – in Italia e negli Stati Uniti per Ferrari – è stata descritta come un’occasione di confronto e miglioramento, anche laddove non vi sia finalità di raccolta di capitali. Il mercato offre un osservatorio sulle aspettative e sulla valutazione delle scelte aziendali. Il rischio da evitare è quello di diventare compiacenti, cercando l’approvazione immediata degli investitori.
La risposta è mantenere autonomia strategica e rigore finanziario. Occorre costruire ragionamenti solidi su dove andare, allocare le risorse in modo coerente e verificare i risultati. La fiducia è che la validità delle scelte venga riconosciuta nel tempo. Ascoltare il mercato rimane utile, senza trasformarne ogni reazione in una guida per la gestione.

Le competenze del CFO e i consigli agli Executive Master in Finance. La sfida del CFO è riconoscere dove si trovano problemi e opportunità e saper coinvolgere gli altri nelle decisioni. Presentare dati senza conoscere il business è un errore: bisogna spiegarne le cause e le implicazioni, usando un linguaggio comprensibile anche a chi non si occupa di finanza. All’esterno, l’evoluzione degli strumenti di comunicazione richiede di adattare modalità e linguaggio, mantenendo coerenza e chiarezza.
Il consiglio ai partecipanti EMF parte dalla curiosità e dalla voglia di sapere. La carriera non segue necessariamente una progressione lineare: coltivare la curiosità, mettersi alla prova e dimostrare proattività permette di cogliere occasioni diverse. A questo si accompagna il senso di responsabilità, che impone di decidere sempre esclusivamente nell’interesse dell’impresa, che investe il CFO di uno speciale ruolo fiduciario. Antonio Picca Piccon: il leader della finanza autentica, responsabile e rigorosa in partnership con il business.












