Lunedì, 20 Ottobre 2014

Intel Business Challenge Europe premia un’alumna Misa e la sua startup d'avanguardia

Si parte da un'idea semplice come spesso sono le idee geniali. Un'idea che si trasforma in un progetto d'avanguardia e in un anno di vita fa incetta di riconoscimenti, ultimo dei quali il prestigioso Intel Business Challenge Europe dedicato alla startup innovative. Una storia in cui il MISA, Master in Imprenditorialità e Strategia di SDA Bocconi ha una parte di rilievo. Ce la racconta una delle protagoniste, Mary Franzese, ex partecipante MISA e co-fondatrice di Neuron Guard.

Il secondo posto all'Intel Business Challenge Europe è solo l'ultima tappa, in ordine di tempo di una storia di successo. Puoi raccontarcela dall'inizio e spiegare a noi "non addetti" cos'è Neuron Guard?
Neuron Guard è una start-up innovativa del settore biomedicale, con sede a Modena, nata l'anno scorso da un'idea di un medico anestesista dell'ospedale di Reggio Emilia, Enrico Giuliani. L'idea nasce dall'esperienza sul campo: Enrico è stato per diversi anni medico volontario della Croce Rossa.”. In quel contesto ha capito l'importanza di un intervento tempestivo, direttamente sul luogo dell'evento, per prevenire il danno cerebrale acuto (ABD, acute brain damage) in caso di arresto cardiaco, trauma cranico e ictus. Da qui l'idea di un collare refrigerante che si basa sul principio dell'ipotermia terapeutica: è testato che il freddo riduce gli effetti dannosi al cervello dell'evento traumatico. Combinato con un sistema di infusione sedativa e neuro-protettiva e di monitoraggio, il collare rappresenta una soluzione d'emergenza facilmente trasportabile, innovativa ed efficace.
L'idea si sviluppa all'interno di SeedLab, un incubatore per start-up innovative, dove, in occasione di uno stage, ho avuto occasione di conoscere Enrico e di seguire la parte di sviluppo strategico del business. La nostra collaborazione ha dato vita a Neuron Guard, la società di cui Enrico ed io siamo co-fondatori. Da parte mia ho cercato di trasformare l'alto potenziale di questa idea in numeri. È chiaro che in questa fase c'è la necessità di finanziare la ricerca. Al momento, oltre al nostro investimento personale, il sostegno principale viene dal Bando Startup Innovative della Regione Emilia Romagna che finanzia a fondo perduto il 60% del progetto. Un notevole aiuto viene anche dai diversi premi vinti in quest'anno di attività – dal Premio Gaetano Marzotto "Dall'idea all'impresa" all'UniCredit Start Lab, solo per citarne alcuni, fino all'ultimo IBCE – che rappresentano un modo per far conoscere il progetto e fare fund-raising, ma anche di incontrare interlocutori di primaria importanza per lo sviluppo del business.

Quindi questi premi non servono solo a comporre il prestigioso palmarès di una startup ma hanno anche un'incidenza positiva sul successo del business?
Assolutamente sì. Innanzitutto forniscono molti feedback utili per le competenze specifiche e lo sviluppo dell'attività. In secondo luogo, danno una visibilità che riesce ad attirare gli investitori esterni, risorsa quanto mai necessaria in questa fase. Ma oltre a consolidare la nostra affidabilità sul mercato, la partecipazione a questi contest ci dà anche modo di capire meglio quali sono le risorse di cui abbiamo bisogno.

È d'obbligo a questo punto una domanda all'alumna del MISA, il nostro Master in Imprenditorialità e Strategia. Che peso ha avuto nella tua scelta imprenditoriale? Ci sono competenze che hai trovato particolarmente utili alla luce dei tuoi successi?
Un peso fondamentale. Faccio un passo indietro: dopo la laurea in Economia e un'esperienza di studio all'estero, decisi di avviare un'attività imprenditoriale a Napoli, la mia città di origine, con una cooperativa che erogava servizi a latere ai centri riabilitativi. Ma dopo due anni di attività mi resi conto che mi mancava un "plus" per dare una svolta alla mia vita professionale. Decisi di iscrivermi al MISA con questa aspettativa. Durante il Master, oltre ad approfondire competenze specifiche, ho avuto la possibilità di confrontarmi col team di lavoro e ho fatto l'esperienza dello stage presso SeedLab e questo è stato il punto di svolta della mia carriera. Qui ho incontrato Enrico, qui è partita l'idea, qui ho cominciato a mettere a frutto la competenza e anche la sicurezza acquisita durante il Master. Come mi piace dire, è stata una sorta di serendipity, ho incontrato tutto ciò per cui mi ero preparata fino a quel momento. Al MISA devo soprattutto questa nuova consapevolezza e la capacità di mettermi in discussione per andare oltre.

E ora programmi, ambizioni, speranze?
La prossima tappa, dal punto di vista delle competition, è l'Intel Global Challenge che si terrà a Berkeley dal 3 al 7 novembre. Portare a casa un risultato è sicuramente importante dal punto di vista del funding – ci sono premi in denaro – ma puntiamo molto anche sulle possibilità di incontrare advisor o mentor che possano esser integrati nel nostro team, perché la multidisciplinarità e l'apporto di nuove energie per noi è importante. L'ambizione, e anche la speranza, è quella di vedere il prototipo trasformarsi in un prodotto vero e proprio, in un dispositivo medicale da distribuire alle ambulanze e i servizi di emergenza. Vogliamo portare il kit Neuron Guard in tutti i luoghi pubblici al fianco del defibrillatore automatico. I casi di ABD sono 5 milioni all'anno, rappresentano la prima causa di invalidità permanente e la seconda causa di morte per i pazienti over 50, comportano una spesa di 330 miliardi di dollari all'anno: ridurre queste cifre sarebbe il nostro successo principale.

Fonte: SDA Bocconi School of Management

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