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The Italian code

Il ciclismo come eccellenza nascosta del Made in Italy: il caso Colnago

"The Italian code" è un blog dedicato al Made in Italy e alle industrie ad alta intensità simbolica, coordinato da Gabriella Lojacono

15 giugno 2026/DiGabriella Lojacono
The italian code

Dalla focalizzazione estrema alla leadership culturale, un marchio storico sta dimostrando che la crescita può nascere dall'approfondimento della propria identità, non dalla sua estensione

Un settore che vale più dei suoi volumi

Manolo Bertocchi, Head of Strategy and Marketing, e Nicola Rosin, CEO di Colnago Quando si parla di Made in Italy, il pensiero corre immediatamente alla moda, al design, all'automotive o all'enogastronomia. Più raramente il ciclismo viene considerato una delle espressioni più significative dell'eccellenza industriale italiana. Eppure, pochi settori rappresentano con altrettanta efficacia la capacità del nostro Paese di combinare manifattura specializzata, innovazione tecnologica, design e cultura.
Secondo i dati ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), il mercato italiano della bicicletta ha registrato nel 2025 una contrazione dei volumi, con circa 596 mila biciclette vendute (-9,4% rispetto all'anno precedente). Allo stesso tempo, però, la produzione nazionale di biciclette tradizionali è cresciuta del 6%, le esportazioni sono aumentate dell'11% e la bilancia commerciale del settore è rimasta ampiamente positiva.
Questa apparente contraddizione racconta una storia diversa da quella di un semplice mercato in difficoltà. Suggerisce piuttosto una progressiva trasformazione del settore, dove il valore conta sempre più dei volumi e dove la competitività si misura sulla capacità di creare prodotti desiderabili e distintivi.
Si tratta di una dinamica che accomuna molte delle eccellenze italiane contemporanee. In mercati sempre più globalizzati e competitivi, la differenza non viene più determinata esclusivamente dalla capacità produttiva, ma dalla capacità di costruire significato attorno ai prodotti. 

Nella foto: Manolo Bertocchi, Head of Strategy and Marketing, e Nicola Rosin, CEO di Colnago

Dal prodotto alla desiderabilità

Osservando l'evoluzione della domanda emergono segnali ancora più interessanti. Le categorie più vicine all'utilizzo quotidiano hanno subito una riduzione delle vendite, mentre i segmenti legati alla performance e all'esperienza hanno mostrato una maggiore resilienza.
I dati ANCMA mostrano come il ciclismo italiano stia progressivamente spostandosi verso segmenti a maggior valore aggiunto. Le biciclette da corsa e gravel rappresentano oggi oltre un quinto delle biciclette tradizionali vendute nel Paese. Ancora più significativo è il posizionamento di prezzo: il 60% delle gravel viene venduto sopra i 1.500 euro, mentre per le biciclette da corsa il 60% supera i 2.000 euro e il 16% supera i 6.000 euro.
Il ciclismo sta quindi seguendo una traiettoria già osservata nella moda, nel design e nell'automotive di alta gamma. Il prodotto non viene scelto soltanto per ciò che fa, ma per ciò che rappresenta. La competizione si sposta progressivamente dal prezzo al valore percepito, dall'utilità alla desiderabilità.
In altre parole, il successo dipende sempre meno dalla capacità di produrre di più e sempre più dalla capacità di costruire identità, autorevolezza e rilevanza culturale.

Il caso Colnago

È in questo contesto che il caso Colnago assume particolare interesse.
Fondata nel 1954 da Ernesto Colnago a Cambiago, alle porte di Milano, l'azienda ha accompagnato alcune delle più importanti trasformazioni tecnologiche e sportive del ciclismo moderno. Dall'acciaio al carbonio, dalle prime innovazioni strutturali alle più recenti vittorie ai massimi livelli del ciclismo professionistico, il marchio ha saputo evolversi mantenendo una forte identità.
Nel 2020 la famiglia Colnago ha ceduto il controllo dell'azienda a investitori internazionali provenienti da Abu Dhabi. Oggi il marchio fa parte del portfolio di Aurora Vision Group, holding guidata da Melissa Moncada.
Per molti marchi storici, l'ingresso di capitale internazionale rappresenta un rischio di omologazione. Nel caso Colnago è avvenuto il contrario: il nuovo assetto proprietario ha scelto di rafforzare gli elementi distintivi del marchio — italianità, artigianalità, performance e cultura — dimostrando come capitale globale e identità locale possano non solo coesistere, ma amplificarsi reciprocamente.
Al termine del primo piano industriale sviluppato sotto la nuova proprietà (2021-2025), Colnago ha superato i 76 milioni di euro di fatturato, raggiungendo livelli di redditività operativa comparabili a quelli dei marchi più esclusivi del lusso e consolidando ulteriormente la propria presenza internazionale. Più che una semplice crescita, il caso Colnago rappresenta un esempio interessante di come capitale globale e identità locale possano trasformarsi in un vantaggio competitivo sostenibile.

Zero Gradi Nord: il valore della focalizzazione

Uno degli aspetti più distintivi della strategia recente di Colnago è la scelta di concentrarsi su un territorio estremamente definito. L'azienda produce esclusivamente biciclette muscolari con manubrio drop-bar, posizionate nella fascia alta e altissima del mercato. Nessuna mountain bike. Nessuna city bike. Nessuna e-bike.
Una filosofia che il CEO Nicola Rosin sintetizza con l'espressione “Zero Gradi Nord”: presidiare un territorio ristretto ma altamente distintivo, rinunciando deliberatamente a opportunità di espansione non coerenti con l'identità del marchio.
È una strategia che richiama il principio del less is more. Invece di ampliare continuamente la gamma, Colnago concentra i propri investimenti su poche piattaforme prodotto ad alto contenuto tecnologico e simbolico.
Nel 2026 la Colnago Steelnovo è stata insignita del Compasso d'Oro ADI. Il premio assume un significato che va oltre il singolo prodotto e testimonia come il ciclismo possa oggi essere interpretato come una disciplina di design a pieno titolo.
“La nostra storia nasce a Cambiago, ma non appartiene soltanto al passato. Ogni bicicletta Colnago è il risultato di una visione che unisce tecnica, design ed eleganza in un'unica idea di performance. Ma c'è un elemento ancora più importante: la verità. Verità nel prodotto, nei processi, nelle persone e nel modo in cui raccontiamo ciò che facciamo. Crediamo che un marchio possa diventare autorevole soltanto quando esiste una piena coerenza tra ciò che realizza, ciò che comunica e ciò che rappresenta,” dice Rosin.

Quando la performance diventa cultura

Il riferimento alla verità introduce una riflessione che va oltre il prodotto. Una delle caratteristiche distintive delle eccellenze italiane più longeve è infatti la capacità di mantenere una coerenza profonda tra ciò che producono e ciò che rappresentano.

Quando questa coerenza si consolida nel tempo, il valore del marchio smette di derivare esclusivamente dalla qualità dei suoi prodotti e inizia a trasformarsi in patrimonio culturale.
Anche in questo caso Colnago offre un esempio interessante attraverso Colnago Cultura, una piattaforma dedicata alla valorizzazione della storia, dell'innovazione e dell'identità del marchio.

Dalla brand extension alla brand expansion

La strategia culturale di Colnago suggerisce anche una possibile evoluzione del concetto di crescita per i marchi premium. Per decenni la crescita è stata associata alla brand extension, ovvero all'espansione verso nuove categorie di prodotto. Sempre più spesso, tuttavia, alcuni marchi sembrano perseguire una logica differente: non estendere il perimetro merceologico, ma ampliare l'universo culturale ed esperienziale associato alla categoria originaria.
In questa prospettiva, il valore non nasce dall'ingresso in nuovi mercati, ma dalla capacità di creare nuovi modi di vivere e interpretare il significato del marchio.
“Per molti anni la crescita dei marchi premium è stata associata alla brand extension, cioè all'ingresso in nuove categorie di prodotto. Noi crediamo sempre di più in un concetto diverso, che definiamo brand expansion. Invece di allontanarci dalla nostra categoria, cerchiamo di amplificarla. Libri, film, mostre, viaggi ed esperienze non rappresentano un'estensione del marchio: rappresentano nuovi modi di vivere il ciclismo e di entrare in relazione con ciò che Colnago rappresenta. Non allarghiamo il territorio del brand. Ne approfondiamo il significato,” afferma Manolo Bertocchi, Head of Strategy and Marketing.
I tour sviluppati da Colnago in collaborazione con DuVine rappresentano un esempio significativo di questa evoluzione. Il prodotto diventa il punto di accesso a un ecosistema più ampio fatto di territorio, cultura, gastronomia, ospitalità e relazioni. In questo contesto lo storytelling lascia progressivamente spazio allo storyliving.

Dalla leadership di prodotto alla leadership culturale

Questa evoluzione riflette un cambiamento più ampio, che interessa numerose eccellenze italiane. I marchi più forti non si limitano a produrre beni di qualità; diventano punti di riferimento culturali all'interno delle rispettive categorie.
Per molti anni il Made in Italy ha costruito il proprio vantaggio competitivo attraverso la qualità dei prodotti. Oggi, in un'economia sempre più orientata all'esperienza e al significato, la sfida sembra diversa: trasformare quella qualità in autorevolezza culturale.
Il caso Colnago suggerisce che il futuro delle eccellenze italiane potrebbe non risiedere nell'espansione verso nuovi territori, ma nella capacità di approfondire e valorizzare quelli che già presidiano. Non crescere allontanandosi dalla propria identità, ma crescere entrando più profondamente in essa.
In questa prospettiva, il ciclismo non rappresenta soltanto un'eccellenza industriale del Made in Italy. Rappresenta un laboratorio privilegiato per comprendere come i marchi italiani possano continuare a competere a livello globale: non esportando soltanto prodotti, ma esportando cultura, significati ed esperienze. È forse questa la forma più avanzata di Made in Italy contemporaneo.


Passo Giau, Colnago al Giro d’Italia
Passo Giau, Colnago al Giro d’Italia
 

Il modello Colnago

Fondazione: 1954 
Sede: Cambiago (Milano) 

Gamma principale
• Racing: V5Rs, V4, Y1Rs
• Serie C: C72
• Gravel: G4-X
• Heritage: Steelnovo, Master

Posizionamento
• Esclusivamente biciclette muscolari con manubrio drop-bar
• Nessuna MTB
• Nessuna city bike
• Nessuna e-bike

Modello produttivo
• 70% assembly-to-order
• 30% made-to-stock
• Lead time medio: circa 3 mesi

Artigianalità
• C72 hand-built in Italy
• Steelnovo hand-built in Italy

Personalizzazione
• Colnago Customizator
• Personalizzazione colori per C72 e Steelnovo

Sviluppo prodotto
• Nuova piattaforma: circa 24 mesi
• Evoluzione piattaforma esistente: circa 18 mesi

Distribuzione
• 1 monobrand store (Abu Dhabi)
• Circa 10 shop-in-shop

Performance economica
• Ricavi 2025: oltre €76 milioni
• Redditività operativa ai livelli dei marchi più esclusivi del lusso