

Il pezzo è tratto da un intervento di Luca Parmitano, astronauta dell’ESA e pilota designato della missione Artemis III, all’Annual Conference 2026 dello Space Economy Evolution Lab (SEE Lab) di SDA Bocconi.
Tornare sulla Luna significa affrontare problemi che richiedono soluzioni tecnologiche nuove e questa necessità di spingerci oltre i limiti delle nostre conoscenze rende l'esplorazione spaziale un motore di sviluppo scientifico e tecnologico.
Quando parliamo di lunar economy, possiamo attribuire a questa espressione significati diversi a seconda della prospettiva da cui la osserviamo. Per chi, come me, fa l’astronauta, il suo significato è strettamente legato a tre attività profondamente interconnesse: la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e l'esplorazione. Ciascuna alimenta le altre e contribuisce a generare valore, anche quando questo valore è difficile da tradurre immediatamente in termini monetari.
La conoscenza scientifica possiede un valore intrinseco. Cercare di comprendere l'universo di cui facciamo parte è una delle attività che definiscono la nostra natura umana. Ma la ricerca produce anche conseguenze molto concrete, perché ogni nuova conoscenza può aprire la strada a una tecnologia e ogni nuova tecnologia permette di approfondire la ricerca scientifica. È un circolo virtuoso, nel quale le nostre capacità continuano ad ampliarsi.
Negli anni Sessanta e Settanta, la NASA riuscì a portare dodici esseri umani sulla superficie lunare. Fu un'impresa straordinaria, i cui risultati scientifici e tecnologici hanno continuato a influenzare la nostra vita per decenni. Eppure, per comprendere le opportunità economiche che abbiamo davanti, dobbiamo riconoscere una differenza fondamentale tra quella stagione e la nuova esplorazione lunare. Il programma Apollo portò per la prima volta esseri umani sulla Luna, mentre oggi vogliamo sviluppare un'esplorazione sostenibile e continuativa della superficie lunare. Questa differenza cambia la natura della sfida tecnologica. Per realizzare il nuovo programma di esplorazione abbiamo bisogno di tecnologie che vengono sviluppate oggi e che dovranno essere sperimentate nelle prossime missioni.
Il programma Artemis è parte di questo percorso. Nella missione Artemis III, alla quale sono chiamato a partecipare come pilota, uno degli obiettivi tecnologici riguarda le operazioni di avvicinamento, incontro e attracco tra veicoli spaziali, fino al trasferimento dell'equipaggio verso il sistema destinato alla discesa lunare.
La nuova esplorazione lunare introduce anche un'altra dimensione: la cooperazione internazionale. La Stazione spaziale internazionale ha già dimostrato quanto sia possibile ottenere quando Paesi diversi mettono in comune risorse, conoscenze e competenze. L'esplorazione della Luna richiede un livello ulteriore di collaborazione. Gli accordi Artemis rappresentano la dimensione politica di questa cooperazione. Sul piano operativo ed economico, la NASA lavora con l'Agenzia spaziale europea, quella canadese e quella giapponese per sviluppare le capacità necessarie alle future missioni. Questa collaborazione permette ai partner di contribuire all'esplorazione e di ottenere accesso alla superficie lunare. Il Giappone, per esempio, sta sviluppando un rover destinato a operare sulla superficie della Luna. L'Europa coltiva l'ambizione di creare un servizio capace di trasportare carichi utili sulla superficie lunare e, successivamente, riportarli in orbita, dove potranno essere trasferiti su altri veicoli e ricondotti sulla Terra.
È una capacità che non abbiamo ancora realizzato e che richiederà nuove tecnologie, nuove competenze ingegneristiche e nuove professionalità. Il suo sviluppo contribuirà a migliorare le nostre conoscenze e le nostre capacità tecnologiche, comprese quelle nel campo del software. L'esplorazione genera attività di sviluppo tecnologico, richiede competenze specialistiche e contribuisce alla crescita delle capacità industriali dei Paesi coinvolti.
Come italiano, guardo con particolare orgoglio all'ambizione del nostro Paese di contribuire allo sviluppo di habitat per la superficie lunare. Si tratta di strutture mobili, progettate per consentire agli astronauti di vivere e operare sulla Luna per periodi prolungati, disponendo degli spazi e delle risorse necessarie. Anche questo programma richiede lo sviluppo di tecnologie e soluzioni ingegneristiche che contribuiranno ad ampliare le nostre capacità. L'Italia e l'Europa sono quindi parte attiva della nuova stagione dell'esplorazione lunare, con progetti che coinvolgono direttamente le rispettive competenze scientifiche e industriali. Per cogliere le opportunità che ne derivano, è importante che il sistema economico sostenga questo impegno e sappia trarre vantaggio dalle sfide tecnologiche e dalle difficoltà che dovremo affrontare.
La Luna rappresenta una destinazione e, allo stesso tempo, un punto di partenza. Le tecnologie che svilupperemo per raggiungerla ed esplorarla ci permetteranno di estendere ulteriormente la presenza umana nello spazio, oltre l'orbita terrestre e oltre il sistema Terra-Luna.
Per noi astronauti, l'esplorazione significa continuare ad ampliare le nostre conoscenze e le nostre capacità, preparando il terreno per raggiungere destinazioni sempre più lontane. È in questa relazione tra conoscenza, tecnologia ed esplorazione che si trova una parte fondamentale del valore della futura economia lunare.

