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Opinioni

Non salveremo il SSN con la nostalgia: 20 proposte per cambiare subito

Borgonovi Longo

Ogni volta che si parla di riformare il Servizio sanitario nazionale (SSN) si alza immediatamente una barriera difensiva. Qualunque proposta di cambiamento viene interpretata come un tentativo di smantellare uno dei pilastri dello Stato sociale. È un riflesso comprensibile, ma oggi rischia di diventare il principale ostacolo alla sopravvivenza del SSN.

Difendere il SSN, oggi, significa renderlo capace di garantire, anche tra vent'anni, quel diritto alla salute che la Costituzione affida alla Repubblica.

Continuare a fare finta che nulla sia cambiato significa tradire proprio quel principio di universalismo che diciamo di voler difendere.

L'Italia del 1978, quando nacque il SSN, non esiste più. Viviamo più a lungo, conviviamo per decenni con malattie croniche (28 anni in media), la non autosufficienza è diventata una questione di massa (4 milioni di persone), la tecnologia ha rivoluzionato diagnosi e cure, mentre la demografia rende inevitabilmente più difficile finanziare un welfare costruito quando il rapporto tra popolazione attiva e anziani era completamente diverso (oggi gli anziani sono due volte i bambini). Non possiamo affrontare problemi nuovi con un'organizzazione pensata per un altro Paese. Per questo, insieme agli studiosi del SSN di quindici università, un buon numero di dirigenti della Sanità e due fondazioni, abbiamo avanzato una proposta di riforma , che rivede il modo stesso in cui concepiamo la tutela della salute.

Il primo cambiamento riguarda la prevenzione. Oggi continuiamo a concentrare risorse, competenze e organizzazione sulla cura delle malattie quando ormai sappiamo che una parte rilevante della salute si costruisce molto prima dell'ingresso in ospedale. Ambiente, istruzione, lavoro, alimentazione, qualità delle città, condizioni sociali sono tra le più importanti determinanti della salute. Per questo proponiamo che ogni grande decisione pubblica venga valutata anche per il suo impatto sanitario, adottando realmente l'approccio "Salute in tutte le politiche".

Il secondo cambiamento riguarda il significato dell'universalismo. Nell’impossibilità di garantire tutto a tutti, riteniamo che universalismo, oggi, significhi garantire a ciascuno ciò di cui ha realmente bisogno. Oggi il sistema produce un razionamento implicito: sulla carta tutti hanno gli stessi diritti, nella pratica chi dispone di reddito, istruzione e competenze riesce ad accedere alle cure molto più facilmente degli altri. Le liste d'attesa, la frammentazione dei percorsi, la difficoltà di orientarsi tra servizi diversi stanno già creando una sanità diseguale.

La vera equità consiste nel costruire servizi diversi per bisogni diversi, prendendo in carico soprattutto le persone più fragili e quelle meno capaci di trasformare il bisogno in domanda di assistenza.

È per questo che proponiamo di promettere solo ciò che il sistema è davvero in grado di garantire.

Un diritto esiste soltanto se è concretamente esigibile. Continuare ad ampliare formalmente i Livelli essenziali di assistenza (LEA) senza garantire le risorse, i professionisti e l'organizzazione necessari significa alimentare aspettative che inevitabilmente si trasformano in delusione, rinuncia alle cure e disuguaglianze. Questo richiede anche un'assunzione di responsabilità politica. I LEA, il loro finanziamento e i livelli di copertura dei bisogni devono essere definiti insieme. Ogni promessa deve avere le risorse necessarie per essere mantenuta. Ogni scelta di priorità deve essere esplicita e trasparente. La politica deve avere il coraggio di spiegare ai cittadini come vengono utilizzate risorse che, inevitabilmente, rimarranno limitate.

Naturalmente tutto questo richiede anche maggiori investimenti pubblici. Da anni l'Italia destina alla sanità una quota di PIL inferiore rispetto a molti grandi Paesi europei. È necessario riallineare progressivamente il finanziamento alla media dell'Unione Europea.

Ma sarebbe illusorio pensare che bastino più risorse. Occorre governare meglio il sistema, rafforzare la programmazione nazionale e regionale, valorizzare le competenze manageriali, integrare finalmente ospedale, territorio e assistenza sociale, utilizzare in modo intelligente il patrimonio informativo oggi disperso, investire nelle professioni sanitarie, nella ricerca e nell'innovazione.

Significa anche riconoscere che la tutela della salute coinvolge una pluralità di soggetti. Il SSN resta il cardine del sistema, ma opera all'interno di un ecosistema più ampio fatto di ricerca, università, imprese delle life sciences, enti del Terzo settore, fondi integrativi e soggetti privati. Ignorare questa realtà riduce la capacità di governare il sistema.

Il SSN rimane una delle più grandi conquiste della Repubblica e proprio per questo merita una riforma all'altezza delle trasformazioni demografiche, epidemiologiche, tecnologiche e sociali che abbiamo davanti. Se vogliamo che il diritto alla salute non si trasformi in una finzione, dobbiamo avere il coraggio di ripensare gli strumenti con cui lo realizziamo. Rinviare ancora questa discussione significa lasciare che il Servizio sanitario nazionale si indebolisca ogni anno di più, fino a quando saranno i fatti, e non le riforme, a decretarne il cambiamento.

Clicca qui per leggere le 20 proposte .


I firmatari:

Adinolfi Paola , Professoressa Ordinaria Dipartimento di Scienze Aziendali - Management & Innovation Systems dell’Università degli Studi di Salerno e Direttrice CIRPA.

Anessi Pessina Eugenio , Professore Ordinario Dipartimento di Scienze dell’Economia e della Gestione Aziendale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Barresi Gustavo , Professore Ordinario Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Messina.

Benvenuto Marco , Professore Associato Dipartimento di Scienze dell’Economia dell’Università del Salento.

Borgonovi Elio , Professore Emerito Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Bocconi, fondatore e Presidente CERGAS – SDA Bocconi.

Botti Antonio , Professore Ordinario Dipartimento di Scienze Aziendali - Management & Innovation Systems dell’Università degli Studi di Salerno.

Brignoli Ovidio , Medico di Medicina Generale e Presidente della Fondazione SIMG .

Campostrini Stefano , Professore Ordinario Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia .

Cepiku Denita , Professoressa Ordinaria Dipartimento di Management e Diritto dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Costa Giuseppe , Professore Emerito Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università di Torino.

D’Angela Daniela , Docente Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Responsabile Ricerca e area HTA, Dispositivi medici e PDTA di C.R.E.A. Sanità.

Derrico Pietro , Fondatore e Amministratore Unico ConsulHTA Srl .

Draghici Tudor , Direttore UOC Direzione Medica di Presidio ASST Pini CTO .

Frittelli Tiziana , Commissario straordinario GOM Reggio Calabria.

Giordano Filippo , Professore Ordinario di Economia Aziendale dell’Università LUMSA di Roma.

Gonzato Ornella , Fondatrice e Presidente della Fondazione Paola Gonzato ETS.

Gori Cristiano , Professore Ordinario Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento.

Landi Stefano , Professore Associato Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università degli Studi di Verona.

Longo Francesco , Professore Associato Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Bocconi e Direttore dell’Osservatorio OASI del CERGAS - SDA Bocconi.

Maino Franca , Professoressa Associata Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano e Direttrice Scientifica di Percorsi di Secondo Welfare.

Marsilio Marta , Professoressa Ordinaria Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’Università degli Studi di Milano.

Marzulli Michele , Professore Associato Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

Masella Cristina , Professoressa Ordinaria Dipartimento Ingegneria Gestionale Politecnico di Milano, Responsabile Scientifico Osservatorio Sanità Digitale.

Mauro Marianna , Professoressa Ordinaria Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università di Catanzaro Magna Graecia.

Monchiero Giovanni , già Direttore Generale Ospedale Molinette e Presidente FIASO.

Montefiori Marcello , Professore Ordinario Dipartimento di Economia dell’Università di Genova.

Noto Guido , Professore Ordinario Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Messina.

Nuti Sabina , Professoressa Ordinaria di Economia e Gestione delle Imprese del Centro Interdisciplinare Health Science, fondatrice del Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Petralia Paolo , Direttore Generale dell’AOUI di Verona.

Pignataro Giacomo , Professore Ordinario Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania.

Polistena Barbara , Docente Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Responsabile di Ricerca C.R.E.A. Sanità.

Reina Rocco , Professore Ordinario Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia - Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro.

Ricciardi Walter , Professore Ordinario Dipartimento Scienze della Vita e Sanità Pubblica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Romiti Anna , Ricercatrice Dipartimento di Scienze per l’Economia e l’Impresa dell’Università degli Studi di Firenze.

Schiavone Francesco , Professore Ordinario Dipartimento di Studi Aziendali e Quantitativi dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope .

Spandonaro Federico , Professore Aggregato Dipartimento di Economia e Finanza dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e Presidente del Comitato Scientifico di C.R.E.A. Sanità.

Vagnoni Emidia , Professoressa Ordinaria di Economia Aziendale e Direttrice del Centro di Ricerca Economia Sanitaria, Università degli Studi di Ferrara.

Vainieri Milena , Professoressa Ordinaria in Management e Direttrice del Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

Venturini Alessandra , Professoressa Ordinaria Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino.

Fondazione Giovanni Lorenzini Medical Foundation.

Fondazione Paola Gonzato ETS.