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Opinioni

Misurare ciò che i mercati non riescono a vedere

15 giugno 2026/DiStefano Caselli Veronica Vecchi Fernando Napolitano
Vecchi Caselli Napolitano

Il capitalismo democratico funziona al meglio quando le sue istituzioni operano secondo la loro finalità più alta: quando i mercati sono ben informati, la governance si fonda su una conoscenza reale e lo spazio tra imprese, accademia, governo e media viene attivamente coltivato, non lasciato a sé stesso. Sono queste le voci che modellano le condizioni per la creazione di valore nel lungo periodo.

È in questo contesto che nasce l’IRG CEO Monitor di SDA Bocconi School of Management: per offrire a queste voci una casa, un metodo e continuità, e per inserirle in una nuova architettura di dialogo informato, evidenza rigorosa e cooperazione istituzionale.

Un divario strutturale, misurato per la prima volta

Su un campione di 352 aziende globali che rappresentano più di 59mila miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, un’analisi semantica basata sull’intelligenza artificiale di 2,17 milioni di documenti pubblici — tra cui copertura mediatica, documenti regolatori, paper di policy e contenuti dei media — rivela un dato sorprendente: nessuna azienda supera la soglia oltre la quale il proprio valore incorporato inizia a essere pienamente riconosciuto dai mercati e la propria conoscenza operativa riesce a raggiungere in modo significativo il più ampio dibattito istituzionale. La media globale è pari a 13,74 su 30.

L’analisi deriva dal framework Influence, Relevance, Growth (IRG), il sistema di intelligenza semantica basato sull’AI progettato per misurare quanto la conoscenza di un’azienda diventi visibile e comprensibile all’interno dei mercati, delle istituzioni e degli ecosistemi mediatici.

Delle dieci dimensioni valutate dal framework, le più deboli sono Industry Power, Media Power e Thought Leadership: proprio quelle che distinguono la leadership dall’esecuzione. Non si tratta di un problema di comunicazione. È un problema strutturale.

Il doppio costo della conoscenza che rimane interna

I leader d’impresa possiedono conoscenze preziose, ma una parte eccessiva di esse non esce mai dall’azienda.

Quando ciò accade, i mercati sottovalutano ciò che non riescono a vedere pienamente. I decisori pubblici regolano sulla base di informazioni incomplete. Il dibattito pubblico evolve senza il contributo di coloro che comprendono meglio la realtà industriale.

Il primo costo è finanziario. I dati IRG mostrano una relazione statisticamente significativa tra il punteggio di un’azienda e il suo multiplo prezzo/utili: ogni punto IRG aggiuntivo corrisponde a un premio sul P/E di circa il 6%.

Il secondo costo è sistemico. Molti dei leader più qualificati per spiegare il cambiamento tecnologico, la transizione industriale e gli investimenti di lungo periodo si sono ritirati quasi completamente nella sola dimensione esecutiva. Allo stesso tempo, il mondo accademico fatica a mantenere il proprio ruolo di istituzione capace di collegare la conoscenza alla pratica e di garantirne la continuità tra le generazioni di leader. Il vuoto viene sempre più colmato dalla polarizzazione, da politiche reattive e da narrazioni di breve periodo. Questi due costi sono collegati. Le stesse condizioni che migliorano il riconoscimento da parte dei mercati migliorano anche la qualità dell’ambiente in cui i mercati operano. Questo è il fondamento strategico dell’engagement, sia come forma di cittadinanza d’impresa sia come scelta economicamente razionale.

Ciò che oggi viene realmente richiesto ai CEO

Poiché spiegare la realtà industriale a investitori, istituzioni e società è una componente fondamentale della leadership, i CEO dovrebbero contribuire al dibattito istituzionale e pubblico mettendo a disposizione la propria competenza industriale in modo disciplinato, basato sui dati e non partitico. Questo non significa entrare in politica.

I dati IRG suggeriscono qualcosa che molti dirigenti comprendono intuitivamente ma raramente esprimono apertamente: gli stessi comportamenti che migliorano il riconoscimento da parte dei mercati possono anche migliorare la qualità della regolamentazione e del dibattito pubblico. Non si tratta di obiettivi in competizione tra loro.

L’IRG Intelligence engine

Il framework IRG Intelligence elabora, attraverso l’AI semantica, segnali pubblicamente disponibili e produce un punteggio diagnostico articolato in dieci pilastri, con valori compresi tra 0 e 30. I pilastri comprendono dimensioni quali Thought Leadership, Media Power, Policy Influence, Governance Transparency, CEO Creativity e Stakeholder Trust. Il framework attinge a cinque consolidate tradizioni di ricerca (investor relations e valorizzazione della visibilità, narrative economics, visibilità mediatica dei CEO, valutazione degli asset immateriali e microstruttura dei mercati dei capitali), integrandole nel primo strumento diagnostico capace di agire simultaneamente su tutte e cinque. Il punteggio è stato concepito per essere operativo. Consente di identificare la posizione di un’azienda e le aree in cui un miglioramento mirato produce il maggiore ritorno. Il risultato è una diagnosi strutturata e una roadmap di priorità: il punto di partenza per qualsiasi organizzazione che desideri ridurre la distanza tra il valore che crea e il valore che il mondo riesce a vedere.

L’IRG CEO Monitor

Il divario tra ciò che le aziende sanno e ciò che mercati, istituzioni e società comprendono è diventato troppo ampio per essere ignorato. L’IRG CEO Monitor, ospitato presso SDA Bocconi School of Management, è stato creato per contribuire a ridurlo.

Colmare questo divario richiede che quattro forme di capacità operino insieme all’interno di una stessa architettura. I leader d’impresa generano conoscenza industriale. Le organizzazioni mediatiche la distribuiscono e la amplificano. L’accademia, vincolata alla propria missione di rigore, indipendenza e trasmissione intergenerazionale, la codifica, la valida e la trasforma in forme capaci di orientare le politiche pubbliche e di durare oltre i cicli della leadership. Le organizzazioni leader forniscono la capacità di aggregazione trasversale tra Paesi e settori che conferisce al sistema la scala necessaria. Questi attori plasmano ogni giorno mercati e istituzioni, eppure raramente operano all’interno di un quadro comune progettato per connettere competenza industriale, riconoscimento di mercato e comprensione istituzionale.

Lungi dall’essere un semplice forum di networking, si tratta di un’iniziativa strutturata attorno a un problema misurabile, a una metodologia empirica e a una visione di lungo periodo della leadership nel capitalismo contemporaneo. È una pratica, non una discussione. Un laboratorio, non un’aula.

L’IRG CEO Monitor riunirà una coorte altamente selezionata di CEO internazionali, promuoverà dialoghi strategici riservati e transnazionali, produrrà briefing analitici curati, condividerà risultati di ricerca, organizzerà un appuntamento annuale e pubblicherà un rapporto annuale di riferimento sull’evoluzione del ruolo dell’impresa nei mercati e nelle istituzioni.

In collaborazione con l’Aspen Institute, e con CNBC e Class CNBC come partner media, SDA Bocconi e IRG hanno progressivamente incubato e sviluppato questo progetto di leadership attraverso le IRG Conference tenutesi a New York nel 2023 e a Milano nel 2024 e nel 2025, in dialogo con alcuni dei principali leader di pensiero a livello mondiale.

Intendiamo consolidare e approfondire queste alleanze, poiché il coinvolgimento di istituzioni di primo piano e di autorevoli piattaforme mediatiche è essenziale per orientare, sostenere e guidare un cambiamento significativo. Su queste basi, ci avviamo ora verso un percorso più solido e più visionario, all’altezza delle responsabilità che la leadership nel capitalismo contemporaneo richiede.