

Dopo tre anni di ricerca, l’Osservatorio Finanza Agevolata di SDA Bocconi in collaborazione con Golden Group può finalmente affermare che le imprese che la utilizzano considerano la finanza agevolata una leva concreta per realizzare investimenti che altrimenti sarebbero stati rinviati o abbandonati. Nel 77% dei casi le risorse ottenute hanno infatti consentito di avviare progetti di crescita che non sarebbero stati realizzati senza il sostegno pubblico.
Dopo gli anni delle emergenze e delle misure straordinarie legate alla pandemia, il sistema italiano della finanza agevolata sembra aver completato una transizione verso obiettivi più strutturali: sostenibilità, trasformazione digitale, competitività e investimenti produttivi. È un segnale importante perché suggerisce che gli incentivi pubblici stanno tornando a svolgere la funzione per cui erano stati concepiti: sostenere la modernizzazione del tessuto economico e non semplicemente compensare gli effetti di crisi contingenti.
Accanto a questa evoluzione positiva, restano però criticità che attraversano l'intero triennio di osservazione. La proliferazione di piccoli bandi territoriali continua a generare frammentazione, mentre le imprese segnalano difficoltà di orientamento, complessità burocratiche e ritardi nelle erogazioni. Se il sistema appare più maturo dal lato delle finalità, non si può dire altrettanto per quanto riguarda la semplicità di accesso e la capacità di misurare sistematicamente gli impatti generati.
Fonte di risorse finanziarie o di competitività?
La terza edizione dell’Osservatorio conclude un percorso di ricerca avviato nel 2024 con l'obiettivo di comprendere come la finanza agevolata contribuisca allo sviluppo delle imprese italiane e quali condizioni ne determinino l'efficacia.
Le prime due edizioni avevano mostrato che gli incentivi possono generare benefici significativi se sono coerenti con la strategia aziendale, e che si è progressivamente passati da una logica emergenziale a una logica di competitività. Il terzo anno amplia ulteriormente la prospettiva, cercando di rispondere a tre interrogativi:
- Come sta evolvendo il mercato della finanza agevolata in termini di destinatari, finalità e strumenti?
- Quali impatti concreti percepiscono le imprese beneficiarie?
- Esistono ancora ostacoli che limitano l'efficacia degli incentivi pubblici?
Polverizzazione e rumore amministrativo
L'analisi quantitativa ha preso in esame 3.031 bandi pubblicati tra il 2022 e il 2025, escludendo alcuni grandi programmi europei che avrebbero potuto alterare la rappresentazione complessiva del fenomeno. La ricerca è stata affiancata da studi di alcuni casi aziendali e da una survey che ha raccolto 647 risposte valide, prevalentemente provenienti da piccole e medie imprese dei settori manifatturiero, commerciale e dei servizi.
L'analisi conferma innanzitutto una caratteristica già emersa negli anni precedenti: il sistema si muove a due velocità. I bandi territoriali rappresentano l'85% delle iniziative pubblicate nel 2025, ma assorbono soltanto il 15% circa delle risorse disponibili. I bandi nazionali restano numericamente pochi, ma continuano a concentrare la grande maggioranza delle dotazioni finanziarie. Questo squilibrio alimenta il rischio di una crescente polverizzazione degli interventi, con molti piccoli bandi che producono rumore amministrativo senza necessariamente generare impatti proporzionati.
Sul fronte dei destinatari, la finanza agevolata continua a essere fortemente orientata verso micro, piccole e medie imprese se si guarda al numero di bandi. Tuttavia, quando si osserva il valore delle risorse disponibili, anche le grandi imprese mantengono ampie possibilità di accesso. In modo forse controintuitivo, però, le imprese minori sono più efficaci quando si tratta di ricevere realmente le risorse concesse.
Per quanto riguarda gli strumenti utilizzati, il credito d'imposta si conferma la misura dominante dal punto di vista delle imprese, seguito dai contributi a fondo perduto e dai finanziamenti agevolati. Rispetto agli anni precedenti si osserva inoltre una crescente diffusione di formule miste che combinano differenti tipologie di sostegno, segno di una maggiore sofisticazione delle politiche pubbliche.
La survey permette di comprendere come questi strumenti vengano percepiti dalle imprese:
- Il 77,3% dei rispondenti dichiara di aver realizzato investimenti che altrimenti sarebbero stati rinviati o non avviati
- I contributi coprono mediamente circa un terzo dell'investimento complessivo, confermando che raramente sostituiscono le risorse private ma spesso agiscono da acceleratori delle decisioni aziendali.
Gli impatti percepiti si concentrano soprattutto sull'incremento della capacità produttiva, sull'ampliamento dell'offerta, sullo sviluppo di processi innovativi, sulla riduzione dei costi e sull'efficientamento operativo. Effetti positivi emergono anche sullo sviluppo delle competenze e sull'accesso a nuovi mercati. Inoltre, tre imprese su quattro dichiarano di orientare questi investimenti verso obiettivi di medio e lungo periodo, segnalando un utilizzo sempre meno tattico della finanza agevolata.
Permangono però criticità significative. Le imprese indicano come principali ostacoli la complessità delle procedure di accesso, la difficoltà di orientarsi tra i bandi disponibili, l'onerosità della rendicontazione e i ritardi nelle erogazioni. Colpisce inoltre che circa la metà delle aziende non misuri formalmente gli impatti generati dagli investimenti finanziati, evidenziando un limite importante nella capacità di valutare il reale ritorno delle iniziative.
Un acceleratore di investimenti
La sfida per il futuro è migliorare la qualità, la focalizzazione e la semplicità di utilizzo dei bandi. Meno dispersione delle risorse, maggiore continuità degli strumenti e procedure più accessibili potrebbero amplificare gli impatti già osservati.
Per i manager emerge una lezione coerente con quanto osservato lungo l'intero percorso di ricerca. La finanza agevolata genera i risultati migliori quando è integrata nella strategia aziendale. Le imprese che partono da un progetto chiaro e utilizzano i contributi come acceleratori degli investimenti ottengono benefici che vanno ben oltre il semplice vantaggio finanziario.
Gianluca Meloni (a cura di). Il terzo anno di attività . Presentazione dell’ Osservatorio Finanza Agevolata .
Gianluca Meloni , Eleonora Santoli , Andrea Morello . Le evidenze della survey . Presentazione dell’ Osservatorio Finanza Agevolata .
LEGGI GLI ARTICOLI SUI PRIMI DUE ANNI DI RICERCA DELL’OSSERVATORIO:
Meloni - È utile ma… Quando funziona la finanza agevolata .
Meloni - Finanza agevolata, meno emergenze e più investimenti strutturali .



