
Molestie di strada: aiutando le donne si migliorano anche gli uomini

Gli effetti più positivi dell’introduzione di un’app per la sicurezza sono quelli meno attesi e coinvolgono gli uomini almeno quanto le donne.
Un esperimento randomizzato condotto su studenti dell’Università Bocconi mostra che parlare di sicurezza, anche solo invitando a scaricare un’app, non produce risultati uniformi, ma genera cambiamenti differenziati e in parte sorprendenti: può aumentare la consapevolezza del rischio, rendere più cauti alcuni gruppi, rassicurarne altri e, soprattutto, indebolire tra gli uomini l’adesione a norme tradizionali di mascolinità, legittimando la vulnerabilità.
È proprio questa eterogeneità il risultato centrale della ricerca: implementare una soluzione è utile, ma non sufficiente. Senza misurazione sistematica degli effetti, segmentazione dei destinatari e capacità di calibrare gli interventi, anche l’iniziativa di inclusione con le migliori intenzioni rischia di produrre impatti inattesi.
App e sicurezza percepita
Le molestie di strada rappresentano un fenomeno pervasivo a livello globale. Oltre la metà delle donne nel mondo ha subito molestie in luoghi pubblici; in Italia il 52% delle donne dichiara di sentirsi insicura camminando da sola di notte. Nonostante un crescente impegno normativo internazionale, il tema resta caratterizzato da sotto-denuncia, scarsità di dati in tempo reale e difficoltà di misurazione, soprattutto quando si tratta di sicurezza percepita.
La letteratura ha finora prodotto evidenze limitate sugli effetti concreti degli strumenti tecnologici per la sicurezza, anche per via di vincoli etici evidenti: non è possibile randomizzare l’esposizione al rischio.
Da qui le domande della ricerca, che ha randomizzato non il rischio, ma l’invito a scaricare due app di sicurezza:
- Quanto si sentono sicure e sicuri studentesse e studenti negli spazi pubblici?
- Le app per la sicurezza influenzano la sicurezza percepita, l'ansia, la mobilità, e le norme di genere?
- Qual è la rilevanza della sicurezza rispetto a salario e flessibilità?
- Quali indicazioni emergono per le imprese?
L’obiettivo è comprendere come la tecnologia ridefinisca atteggiamenti, comportamenti e norme sociali.
Forti differenze di genere
Lo studio si basa su un esperimento controllato randomizzato condotto tra ottobre e novembre 2025 su studenti e studentesse dell’Università Bocconi. I partecipanti sono stati assegnati casualmente a tre gruppi: il primo è stato invitato a scaricare un’app istituzionale per le emergenze; il secondo un’app sviluppata da una NGO e focalizzata sulla sicurezza delle donne, mentre il terzo gruppo è servito di controllo: a loro sono stati solo somministrati due questionari a distanza di due mesi, senza che nel frattempo fossero stati invitati a scaricare un’app.
Il campione iniziale comprendeva 1.972 partecipanti (46% donne); il campione che ha compilato entrambi i questionari 991 (48% donne), senza differenze significative nell’abbandono tra gruppi.
La fotografia iniziale restituisce un quadro di forte preoccupazione: il 53% del campione non si sente sicuro a camminare da solo di notte, il 70% mostra segnali di ansia e il 51,6% ha vissuto o osservato molestie di strada nell’ultimo mese.
Le differenze di genere sono marcate: il 78% delle donne non si sente sicura di notte (contro il 31% degli uomini), l’84% ha subito molestie sessuali nei luoghi pubblici (contro il 24% degli uomini) e l’83% mostra segni di ansia, contro il 55% degli uomini.
Effetti eterogenei e valore economico
In media, l’invito a scaricare un’app non migliora la sicurezza percepita; anzi, nel percorso casa–campus la riduce leggermente (−0,14 su scala a 5 punti). L’effetto è più forte per le donne (fino a −0,37). Si avverte, però, una forte eterogeneità.
- Per chi si sentiva meno sicura, l’effetto è nullo o leggermente positivo: diminuiscono le tattiche di evitamento, con un leggero incremento delle uscite serali.
- Per chi si sentiva moderatamente sicura, l’effetto è il calo della sicurezza percepita, l’aumento dell’ansia e la riduzione delle uscite dopo le 22. Le app redistribuiscono la consapevolezza del rischio.
Anche gli effetti sull’ansia sono eterogenei. Nel campione invitato a scaricare l’app si osserva una lieve diminuzione dei livelli di ansia; tra chi scarica effettivamente l’app focalizzata sulla sicurezza femminile, l’ansia notturna cresce in modo significativo. Ancora una volta, l’effetto dipende dal punto di partenza: per chi era già spaventata, l’app può rassicurare; per chi si sentiva sicura, aumenta la salienza del rischio.
L’intervento non modifica la frequenza delle uscite serali, ma aumenta la probabilità di non uscire dopo le 22 (+3,6 punti percentuali), soprattutto tra le donne. Anche qui, il pattern segue quello di ansia e percezione.
Un risultato inatteso e interessante riguarda le norme di genere. L’accesso alle informazioni sulle app di sicurezza riduce l’adesione a norme tradizionali di mascolinità, soprattutto tra gli uomini. Questi diventano più propensi a considerare accettabile parlare di ansia tra pari, si riconoscono meno in frasi come “gli uomini devono mostrarsi forti”, “mi dà fastidio chiedere aiuto” e “vincere è la cosa più importante”.
Attraverso una conjoint analysis su offerte di lavoro ipotetiche, emerge che studenti e studentesse attribuiscono un valore economico elevato alla sicurezza del percorso casa-lavoro. A parità di ogni altra condizione, gli intervistati sarebbero disposti a rinunciare a:
- ~270 euro/mese per una sede sicura e facilmente raggiungibile.
- ~240 euro/mese per flessibilità oraria.
- ~60 euro/mese per benefit come rimborso taxi o app di sicurezza.
La sicurezza della sede e la flessibilità hanno un peso comparabile per uomini e donne.
Monitoraggio e segmentazione
La ricerca ha implicazioni importanti per i manager che vogliono introdurre misure di inclusione e sicurezza. I risultati non offrono soluzioni univoche e “magiche”. Come già osservato con altre prassi di inclusione (dalla flessibilità ai congedi), lo studio ribadisce la necessità di monitorare e misurare il cambiamento generato, in un’ottica di miglioramento e aggiustamento continuo.
La segmentazione è, inoltre, fondamentale. Gli interventi non hanno effetti uniformi. Chi si sente più insicura può trarne qualche miglioramento in termini di percezione di sicurezza e di ansia; tra chi si sente al sicuro, la percezione di sicurezza diminuisce e può registrarsi un lieve aumento dell’ansia. La comunicazione deve essere calibrata.
La sicurezza è una leva di attrazione e retention dei talenti. Il valore attribuito a una sede sicura è economicamente significativo, al pari della flessibilità.
Infine, c’è un effetto culturale. Gli interventi sulla sicurezza possono indebolire le norme di mascolinità rigide e legittimizzare la vulnerabilità, soprattutto tra gli uomini. Quando un’organizzazione interviene sulla violenza di genere, contribuisce a ridefinire ciò che è socialmente accettabile.
I risultati della ricerca contribuiscono a definire gli insegnamenti del programma Leadership inclusiva e strumenti manageriali. Creare valore per imprese e persone.
Silvia Barbareschi, Clio Gressani, Maria Ventura, con la supervisione scientifica di Paola Profeta e Francesco Perrini. Molestie di strada e il potenziale degli strumenti tecnologici. Ricerca del knowledge group Strategy and Operations, SDA Bocconi School of Management.
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