SDA Bocconi Insight Logo
Knowledge

Manutenzione straordinaria per l'ascensore sociale: il ruolo dei servizi scolastici

il ruolo dei servizi scolastici

A parità di fiducia nelle proprie capacità scolastiche, uno studente con background migratorio ha meno probabilità di scegliere il liceo rispetto a un coetaneo di origine italiana. È questo uno dei risultati che mergono dal progetto di ricerca MIRROR (Making Educational Services Representative to Foster Inclusive Communities) , sviluppato da SDA Bocconi e dall'Università degli Studi di Milano con il sostegno di Fondazione Cariplo.

La ricerca mostra che, per molti ragazzi, il percorso verso la scuola superiore è influenzato, più ancora che dal rendimento e dal merito, da fattori familiari, sociali, economici e organizzativi che possono limitare le opportunità, anche quando il potenziale è lo stesso.

Il risultato assume un valore ancora maggiore perché emerge da un progetto che non si limita a fotografare le disuguaglianze, ma prova a capire come progettare servizi scolastici capaci di rappresentare realmente i bisogni di studenti molto diversi tra loro.

Quando l’offerta scolastica è “rappresentativa”

Una scuola è davvero inclusiva quando la sua organizzazione riesce ad adattarsi ai bisogni delle persone che serve, anziché offrire lo stesso servizio a tutti indistintamente. I ricercatori definiscono questa caratteristica “rappresentatività” del servizio scolastico: la capacità di far corrispondere la configurazione dell'offerta alle caratteristiche della popolazione studentesca.

La ricerca prende le mosse da un contesto in rapido cambiamento. L'area metropolitana di Milano rappresenta un laboratorio particolarmente interessante perché combina forte attrattività economica, crescente polarizzazione sociale e una popolazione scolastica sempre più eterogenea dal punto di vista culturale e socioeconomico. Qui la scuola può diventare un potente motore di mobilità sociale oppure, al contrario, contribuire a consolidare le disuguaglianze esistenti.

Le domande di ricerca sono quindi tre.

  • La prima riguarda le disuguaglianze : in che modo i fattori sociali, economici e culturali influenzano la partecipazione e le scelte educative degli studenti?
  • La seconda cerca di individuare quali caratteristiche dell'organizzazione scolastica rendano i servizi più inclusivi, considerando non solo la didattica, ma anche il clima della scuola, la leadership, i servizi di supporto e il rapporto con il territorio.
  • La terza guarda alle implicazioni pratiche: quali strategie possono adottare dirigenti scolastici e policy maker per costruire scuole più inclusive?

L’inclusione è una questione di gruppo

La ricerca è partita con una revisione sistematica della letteratura internazionale, dalla quale è stato costruito un framework che considera l'inclusione come il risultato dell'interazione tra molteplici fattori: caratteristiche degli studenti e delle famiglie, organizzazione dei servizi, leadership scolastica, personale, ambiente territoriale ed esperienza vissuta dagli utenti.

Successivamente i ricercatori sono entrati in quattro istituti comprensivi dell'area metropolitana milanese — due a Milano, uno a Rozzano e uno a Sesto San Giovanni — realizzando interviste approfondite con dirigenti scolastici, docenti, personale ATA, studenti e famiglie. Da questa fase qualitativa è emerso un quadro molto ricco delle determinanti dell'inclusione. Le aspirazioni degli studenti risultano fortemente influenzate dal contesto familiare. Nelle famiglie più fragili prevalgono aspettative scolastiche più prudenti e orientate a percorsi professionalizzanti, mentre la presenza di reti sociali, attività extrascolastiche e un clima familiare positivo contribuisce ad ampliare le opportunità percepite. Anche la scuola svolge un ruolo importante: disponibilità di mediatori culturali, qualità degli spazi, stabilità del personale, leadership del dirigente e rapporto con il territorio incidono significativamente sull'esperienza educativa.

La fase quantitativa ha coinvolto 622 studenti delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado , attraverso un questionario somministrato tra marzo e aprile 2026. Il campione comprendeva il 46,3% di ragazze e il 50,8% di ragazzi; nel 32,2% dei casi entrambi i genitori erano di origine non italiana, mentre nel 9,8% uno solo dei due genitori aveva un background migratorio. Il questionario ha misurato dieci dimensioni dell'esperienza scolastica, tra cui qualità degli spazi, clima della classe, relazioni tra studenti, rapporto con gli insegnanti, ascolto, soddisfazione, inclusione, orientamento e autovalutazione dei risultati scolastici.

Tra gli studenti italiani, la probabilità di scegliere il liceo cresce all'aumentare della percezione di ottenere buoni risultati scolastici. Tra gli studenti con background migratorio, invece, questa relazione è molto più debole: anche quando si aspettano voti elevati, la probabilità di scegliere il liceo rimane inferiore rispetto ai coetanei italiani. La ricerca suggerisce quindi che, oltre al rendimento, intervengano altri elementi (aspettative familiari, condizioni economiche, orientamento ricevuto e capitale sociale) che influenzano la decisione.

L'indagine mette inoltre in luce un secondo risultato rilevante. La percezione di inclusione dipende soprattutto dalla qualità delle relazioni tra pari: è questo il fattore che presenta l'associazione più forte con il sentirsi parte della comunità scolastica. Seguono le caratteristiche personali degli studenti, la qualità degli spazi e il supporto ricevuto durante l'apprendimento.

Svolge un ruolo importante anche la relazione emotiva con gli insegnanti. I questionari, infatti, mostrano che gli studenti riconoscono loro una forte competenza didattica, ma molto meno una funzione di supporto personale. Quando sono agitati, in ansia o hanno bisogno di essere confortati, dichiarano raramente di rivolgersi ai propri docenti. Nelle interviste chiedono invece maggiore ascolto, più empatia e una relazione meno giudicante.

Interventi locali e di sistema

L'inclusione non può essere ottenuta semplicemente offrendo gli stessi servizi a tutti. Le scuole dovrebbero poter personalizzare maggiormente la propria offerta, adattandola ai bisogni dei diversi studenti. Ciò significa, ad esempio, rafforzare i percorsi di apprendimento linguistico per chi arriva da altri Paesi, prevedere attività di potenziamento per gli studenti più preparati, costruire percorsi di orientamento più approfonditi e coinvolgere maggiormente le famiglie, soprattutto quelle che oggi partecipano meno alla vita scolastica.

Le indicazioni raccolte dagli studenti vanno nella stessa direzione. Chiedono una didattica più interattiva, con maggiore uso delle tecnologie, lavori di gruppo e laboratori; un ascolto più autentico da parte degli insegnanti; maggiore coinvolgimento nelle decisioni che riguardano la vita scolastica; più attività pomeridiane e spazi meglio progettati.

Non tutto dipende dalle singole scuole. Alcuni interventi richiedono decisioni di sistema, come investimenti nelle infrastrutture, maggiore continuità dei finanziamenti, più flessibilità nell'organizzazione del tempo scuola, una revisione dei modelli di valutazione e un'organizzazione dei servizi che consenta una reale personalizzazione dei percorsi educativi.

Per manager pubblici e policy maker, il progetto MIRROR offre quindi suggerimenti che vanno oltre il mondo della scuola. Come accade in molti servizi pubblici, trattare tutti allo stesso modo non significa necessariamente garantire pari opportunità. L'equità richiede servizi progettati sulle caratteristiche delle persone che li utilizzano. È questa, secondo i ricercatori, la condizione perché la scuola possa diventare davvero uno strumento di inclusione e di mobilità sociale, anziché limitarsi a riflettere le disuguaglianze già presenti nella società.

Government, Health & Not for Profit (GHNP), SDA Bocconi School of Management, Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche, Università degli Studi di Milano. Making Educational Services Representative to Foster Inclusive Communities (MIRROR). Research project presentation .