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La finanza che imbriglia il meteo: tempo incerto, rendimenti sicuri

Il pezzo riprende i temi principali del capitolo di un libro promosso da EFMD, il network internazionale di scuole e imprese per la formazione di leader e manager socialmente responsabili.

02 marzo 2026/DiStefano Caselli
meteo

Gli operatori finanziari che trattano i future sul gas naturale sono esposti al rischio meteorologico quanto gli agricoltori, ma con una differenza fondamentale: l’agricoltore subisce il meteo; l’operatore finanziario può scegliere se esporsi all’incertezza delle previsioni e quando lo fa, secondo i risultati di una recente ricerca, ottiene un premio per il rischio che frutta rendimenti superiori a quelli dell’indice S&P 500.

Stefano Caselli, Manou Monteux, Maria Cristina Arcuri e Gino Gandolfi osservano che le previsioni di freddo estremo generano un premio per il rischio nei futures sul gas naturale, sfruttabile in modo sistematico. In altre parole, chi è disposto a basare le proprie decisioni su previsioni meteo incerte può, nel lungo periodo, ottenere guadagni extra.

La strategia individuata dagli autori produce rendimenti più elevati dell’S&P 500 sia in termini assoluti, sia corretti per il rischio. Questo significa che, per ogni unità di rischio sopportata, la strategia legata alle previsioni meteo genera più rendimento rispetto a un investimento azionario tradizionale.

Prezzo del gas e prezzo dei future

Il legame tra meteo ed energia è noto da tempo. Il gas naturale è fortemente influenzato dalla temperatura: quando fa freddo, aumenta la domanda per il riscaldamento; quando fa caldo, cresce quella per il raffreddamento. La letteratura economica ha quindi studiato a lungo come il meteo influisca sui prezzi del gas, soprattutto in termini di volatilità.

Meno chiaro, invece, è se e come il meteo influenzi i rendimenti dei future sul gas. In particolare, molti studi non distinguono in modo netto tra il meteo osservato, cioè quello che è già accaduto, e il meteo previsto, cioè ciò che potrebbe accadere nei prossimi giorni o settimane.

Lo studio si inserisce proprio in questo vuoto e ruota attorno a tre domande:

  • I mercati reagiscono alle temperature osservate o alle previsioni?
  • Le previsioni di eventi estremi vengono trattate in modo diverso da quelle “normali”?
  • Il rischio legato all’incertezza delle previsioni viene remunerato dal mercato?

Differenze di valore

I ricercatori hanno costruito un dataset molto ampio, che combina 30 anni di dati (1990–2019) sui prezzi giornalieri dei futures sul gas naturale statunitense (Henry Hub); le temperature osservate a frequenza oraria; le previsioni meteo a 1 giorno, 1 settimana e 2 settimane.

In totale, l’analisi si basa su oltre 7.400 giorni di osservazioni, una base solida per trarre conclusioni robuste. La metodologia principale è quella dell’event study, usata per capire come i mercati reagiscono a eventi ben identificati. In questo caso, gli “eventi” sono le previsioni di temperature molto più fredde del normale, definite come quelle che rientrano nel 10% più estremo rispetto alle medie stagionali.

La strategia analizzata consiste nell’acquistare il future sul gas con scadenza più vicina (NG1) e vendere quello con scadenza leggermente più lontana (NG2) quando le previsioni per le due settimane successive indicano freddo estremo.

La ratio della strategia consiste nel fatto che il freddo fa aumentare soprattutto il valore del gas che serve subito, non di quello che servirà più avanti. Comprando il primo e vendendo il secondo, si sfrutta questa differenza. Se il freddo previsto arriva, si otterrà un guadagno rivendendo NG1 e ricomprando NG2, ma le previsioni potrebbero essere sbagliate e l’operatore si prende perciò un rischio, che il mercato prezza e premia.

In sostanza, non si scommette sul prezzo del gas in generale, ma sulla differenza di valore tra il gas che serve subito e quello che servirà più avanti, una differenza che tende ad aumentare quando il freddo è imminente.

Lavorare sulla differenza espone l’operatore al solo rischio meteorologico. Se, infatti, si limitasse ad acquistare NG1, si esporrebbe anche agli altri rischi (per esempio, geopolitici) che incidono sul prezzo del gas. Poiché tali rischi incidono sia su NG1, sia su NG2, acquistando il primo e vendendo il secondo, l’operatore li annulla.

Un miglior rapporto rischio-rendimento

Le previsioni meteorologiche possono produrre extra rendimenti. In particolare, le previsioni di freddo estremo a una o due settimane provocano forti movimenti nella parte iniziale della curva dei futures, creando un premio per il rischio, che può essere sfruttato.

Nel lungo periodo, questa strategia non solo produce rendimenti elevati, ma li produce con un rapporto rischio–rendimento migliore rispetto all’S&P 500. La strategia non guadagna di più solo “perché rischia di più”, ma usa il rischio in modo più efficiente. Gli economisti dicono che ha un rendimento corretto per il rischio più alto. Lo Sharpe ratio, che misura quanta “ricompensa” si ottiene per ogni unità di rischio accettata, è il triplo per questa strategia rispetto allo Sharp ratio dello S&P 500.

Il paper discute le implicazioni di questi risultati nel contesto del cambiamento climatico. L’aumento atteso della frequenza di eventi meteorologici estremi rende il premio per il rischio meteorologico potenzialmente più rilevante nel tempo, con effetti sia sui costi per i consumatori finali di gas naturale sia sulle strategie di gestione del rischio nel settore energetico. Lo studio contribuisce così a una migliore comprensione dell’interazione tra clima, informazione e mercati finanziari, aprendo nuove prospettive di ricerca sui premi per il rischio legati a variabili esogene e alle loro incertezze previsive.

Manou Monteux, Maria Cristina Arcuri, Gino Gandolfi, Stefano Caselli, “Can extreme weather forecasts lead to a risk premium? Evidence of a non-linear response in U.S. natural gas futures.” The North American Journal of Economics and Finance, Volume 80, 2025, 102494. DOI: https://doi.org/10.1016/j.najef.2025.102494.