

Il trend
La maggior parte dei cittadini esprime (ancora) un sentimento di scarsa fiducia nei confronti del proprio sistema politico ed economico. Questo è il risultato di una recente indagine Ipsos condotta su un campione di oltre 26.000 persone in 28 Paesi.
In media su 28 Paesi, il 64% ritiene che l’economia del proprio Paese sia truccata in favore dei ricchi e dei potenti, mentre il 63% afferma che la propria classe politica non si preoccupa delle persone comuni. Stando al sondaggio online, tra tutti i Paesi presi in esame il sentimento anti-establishment è più alto in Romania, Turchia, Thailandia e Sudafrica, mentre è più basso in Svezia e Germania.
Il dato appare comunque in calo rispetto al 2021, quando Ipsos aveva condotto un sondaggio simile in 24 Paesi. Dal confronto emerge come il sentimento anti-establishment sia diminuito drasticamente in Cile, Colombia, Corea del Sud, Italia, Brasile e Perù, tutti Paesi in cui le elezioni hanno portato a un cambio di governo. Gli unici Paesi in cui si è osservato un aumento significativo del sentimento anti-sistema sono invece Regno Unito e Turchia.
Alcuni punti salienti
Per misurare la portata del sentimento anti-establishment, Ipsos ha sviluppato il «Broken-System Index». Si tratta di una misura composita, sottoposta a peer review, basata sul grado di accordo o disaccordo dell’intervistato con cinque affermazioni.
Circa sei adulti su dieci in 28 Paesi concordano con l’affermazione che l’economia è stata manipolata per favorire le persone ricche e influenti, che i partiti politici tradizionali non si preoccupano dei normali cittadini, che il Paese ha bisogno di un leader forte e che gli esperti sono troppo distanti dalla vita delle persone comuni per comprenderne le istanze. Poco meno della metà ritiene inoltre che il proprio Paese abbia bisogno di un leader disposto anche a infrangere le regole per risolvere il problema.
Tra i 28 Paesi presi in esame dall’indice Broken-System, Romania e Turchia hanno ottenuto il punteggio più alto (3 punti). Seguono Thailandia (2,9), Sudafrica (2,85) e Regno Unito (2,8). I punteggi più bassi si sono invece registrati in Svezia (2,11), Germania (2,26) e Paesi Bassi (2,40). La media per tutti i Paesi è infine di 2,65 punti, valore intorno al quale si colloca anche l’Italia (2,57).
Nei 24 Paesi già oggetto di indagine nel 2021, l’indice Broken-System è sceso in media di 0,12 punti. In solo quattro dei 24 Paesi presi in considerazione dal precedente sondaggio l’indice Broken-System è salito: Belgio e Paesi Bassi registrano un aumento trascurabile, mentre Turchia e Regno Unito (+ 0,19 punti) registrano un aumento sensibile. È interessante rilevare come, dal 2021, in nessuno di questi quattro Paesi si siano tenute elezioni parlamentari o presidenziali.
Dall’altra parte, ben 20 Paesi mostrano un calo nel sentimento anti-sistema, sebbene in alcuni casi molto contenuto. Tutti, tranne tre, hanno avuto un’importante elezione nazionale negli ultimi 18 mesi. Ancor più interessante, tutti e sei i Paesi con un calo superiore a 0,35 punti (Brasile, Cile, Colombia, Corea del Sud, Italia e Perù) hanno visto l’elezione di un nuovo leader appartenente a un partito diverso da quello in carica. Dalla comparazione dei due sondaggi sembra quindi emergere che le elezioni nazionali possano fungere da valvola di sfogo per l’elettorato e aiutare a ricostruire fiducia nel sistema.
Un altro confronto appare interessante, ed è quello con il «Transparency International’s Corruption Perception Index» (CPI): la sovrapposizione dei due indici suggerisce infatti come in ciascuno dei 28 Paesi esaminati da Ipsos il sentimento anti-sistema e la percezione di corruzione diffusa siano fortemente correlati. Tra questi, la Svezia, la Germania e i Paesi Bassi hanno sia i punteggi più alti del CPI (il che significa che hanno i livelli più bassi di corruzione percepita) sia i punteggi più bassi dell’indice Broken-System di Ipsos.
Al contrario, i quattro Paesi con i punteggi più alti dell’indice Broken-System riportano punteggi CPI relativamente bassi. Ciò potrebbe suggerire due ipotesi: da un lato, la percezione di corruzione diffusa potrebbe innescare il sentimento di sfiducia verso il sistema; dall’altro, la sfiducia nel sistema potrebbe incoraggiare le pratiche di corruzione facendole apparire giustificate.


