
Ignorando la natura, i cinici lasciano un conto che pagheremo tutti

Non esiste prosperità economica duratura senza il rispetto della natura, sostiene Sylvie Goulard nel suo Il costo del cinismo (EGEA, 2026).
Il titolo si riferisce al cinismo di chi continua a ignorare dati scientifici ormai consolidati, rinviando decisioni che diventano ogni anno più costose. La distruzione della biodiversità e il cambiamento climatico sono fattori che incidono direttamente sulla sicurezza economica, sulla salute, sulla disponibilità di acqua e cibo e sulla competitività dei Paesi, ma i cinici li bollano come ideologia. Per l’autrice, attendere significa aumentare il conto che cittadini, imprese e istituzioni dovranno pagare in futuro.
Il libro si sviluppa come un percorso che parte dalla denuncia del negazionismo ambientale e arriva alle possibili soluzioni. Dopo l’introduzione, Goulard invita a “guardare in faccia la realtà,” smontando le argomentazioni di chi minimizza la crisi ecologica. Successivamente affronta il tema della polarizzazione politica, sostenendo che la tutela dell’ambiente non dovrebbe essere né di destra né di sinistra. I capitoli centrali sono dedicati al valore economico del capitale naturale e al ruolo delle istituzioni pubbliche, mentre quelli finali si concentrano sulle responsabilità delle imprese e sul coinvolgimento dei cittadini-consumatori.
Il filo conduttore è l’idea che la transizione richieda l’azione coordinata di tutti gli attori della società.
Il libro è anche critico rispetto a una concezione troppo ristretta della competitività. Goulard osserva che l’Europa rischia di compromettere il proprio futuro se continua a considerare la tutela degli ecosistemi come un vincolo anziché come una condizione dello sviluppo. La biodiversità viene descritta come una forma di capitale indispensabile, al pari di quello finanziario o tecnologico.
Colpisce anche il parallelo tra la dipendenza energetica dagli idrocarburi e la più profonda dipendenza dell’umanità dalla natura.In entrambi i casi, si tratta di una dipendenza invisibile, ma essenziale per il funzionamento dell’economia. L’autrice invita inoltre a superare il conflitto sterile tra crescita e sostenibilità, sostenendo che innovazione, competitività e transizione ecologica possano rafforzarsi a vicenda.
Il volume è utile ai cittadini interessati a comprendere perché le questioni ambientali non siano più un tema specialistico. Chi opera in azienda vi troverà una lettura che collega sostenibilità, rischio e strategia; chi si occupa di politiche pubbliche troverà argomenti a favore di una visione di lungo periodo; chi osserva l’economia da altre prospettive scoprirà quanto il capitale naturale sia ormai una variabile decisiva per la crescita. Con un linguaggio accessibile e numerosi riferimenti a dati, studi e casi concreti, Goulard sostiene che il vero pragmatismo oggi consiste nel riconoscere che l'economia opera all'interno di vincoli fisici ed ecologici che non possono essere aggirati indefinitamente.
- Editore : EGEA
- Data di pubblicazione : 2026
- Pagine : 132
- ISBN/EAN : 9791222982502
- Formato : Carta, e-Pub.
SYLVIE GOULARD è co-presidente di International Advisory Panel on
Biodiversity Credits (IAPB), iniziativa globale indipendente, istituita da Francia
e Regno Unito per promuovere la creazione di prodotti finanziari finalizzati a
proteggere la natura. Già vice-governatrice della Banca centrale francese (dove
ha lavorato sulla finanza verde), ministra della Difesa nel governo francese e
parlamentare europea, attualmente è vice-presidente dell’Institute for European
Policymaking (IEP) dell’Università Bocconi e professor of practice in SDA Bocconi
School of Management.


