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Facilitatore invisibile che migliora le decisioni, il Chief of Staff conquista l’Europa

Facilitatore invisibile

C’è una figura che sta rapidamente emergendo ai vertici delle organizzazioni europee, pur restando, per definizione, invisibile. È il Chief of Staff: il braccio destro dell’amministratore delegato, capace di filtrare informazioni, orchestrare processi decisionali e liberare fino al 40% del tempo del top management.

Una ricerca condotta da I.C.E. Innovation and Corporate Entrepreneurship SDA Bocconi in collaborazione con Deloitte mostra che questa figura è sempre più diffusa e sta cambiando il modo in cui le decisioni vengono prese ai vertici. Dove c’è un Chief of Staff, il CEO riesce a concentrarsi sulle scelte ad alto impatto, migliorandone qualità e tempestività.

In un contesto segnato da crescente complessità organizzativa, pressione competitiva e trasformazione tecnologica, questa figura diventa un moltiplicatore di efficacia manageriale.

Un ruolo ancora fluido

Nonostante la diffusione del Chief of Staff nelle grandi organizzazioni internazionali, la letteratura accademica e manageriale sul tema è sorprendentemente limitata, soprattutto nel contesto europeo e italiano. Il ruolo, infatti, è per sua natura fluido, spesso non formalizzato e difficilmente classificabile nelle strutture organizzative tradizionali.

Da qui le domande che guidano lo studio:

  • Quanto è diffuso il Chief of Staff in Europa?
  • Quali caratteristiche ha, in termini di profilo, competenze e carriera?
  • In quali settori è più rilevante?
  • Quale impatto ha sui processi decisionali e sull’efficacia delle organizzazioni?

Un ulteriore livello di analisi riguarda il futuro del ruolo: come sta evolvendo sotto la spinta della tecnologia, e in particolare dell’intelligenza artificiale, e quali competenze saranno necessarie per renderlo sempre più centrale?

Acceleratore di carriera

I ricercatori hanno adottato un approccio misto, combinando analisi quantitativa e qualitativa. Sul piano quantitativo, è stato costruito un database originale che copre 563 aziende quotate in 19 paesi europei, per un totale di 753 Chief of Staff mappati. Il campione rappresenta le principali economie europee e oltre l’80% della capitalizzazione di mercato dell’area.

I risultati mostrano che il fenomeno è già rilevante:

  • Circa il 30% delle aziende analizzate ha almeno un Chief of Staff.
  • Nei principali paesi europei, il tasso di adozione è più alto e in Francia arriva al 78%.
  • In alcune organizzazioni esistono più Chief of Staff contemporaneamente.

La distribuzione per settore mostra che oltre il 50% dei Chief of Staff si concentra nei servizi finanziari, anche se questi rappresentano il 30% delle imprese. Il settore “Industrials” segue a distanza, rappresentando il 12% dei CoS e il 17% del campione.

Anche il profilo dei professionisti è piuttosto definito: più del 50% ha una formazione economico-finanziaria; circa il 28% proviene dalla consulenza; la seniority media è elevata (oltre 15 anni di carriera), ma il tempo nel ruolo è breve: circa 2-3 anni. Questo dato conferma che il Chief of Staff è spesso un ruolo di passaggio, un acceleratore di carriera verso posizioni executive. Non a caso viene definito un vero e proprio “training ground” per il top management.

Professione in cerca di codifica

Accanto ai dati quantitativi, la ricerca include una survey qualitativa su Chief of Staff europei, che permette di entrare nel merito del lavoro quotidiano. Ne emerge un ruolo sempre meno focalizzato sul coordinamento operativo e sempre più orientato al supporto decisionale, alla gestione della complessità e all’allineamento organizzativo.

Tra le evidenze più rilevanti:

  • Il Chief of Staff agisce come facilitatore trasversale, coordinando funzioni e persone.
  • È un advisor del CEO, con accesso privilegiato alle informazioni strategiche.
  • Contribuisce a ridurre tempi e attriti decisionali, migliorando l’esecuzione.

Il Chief of Staff si rivela una leva importante per aumentare l’efficacia del vertice. In aziende complesse e internazionalizzate, questa figura diventa un punto di snodo fondamentale per gestire priorità, flussi informativi e processi decisionali.

In secondo luogo, emerge un tema di professionalizzazione del ruolo. Oggi il Chief of Staff è spesso poco formalizzato (in molti casi nemmeno presente negli organigrammi) e privo di percorsi di carriera codificati. La crescente diffusione rende però necessario definire competenze, responsabilità e traiettorie professionali più chiare.

Infine, la tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale, apre nuove prospettive. I Chief of Staff stessi vedono nell’AI un fattore chiave per aumentare la propria efficacia, automatizzando attività operative e rafforzando il ruolo di “orchestratori” della complessità organizzativa.

Se oggi il Chief of Staff è ancora una figura “invisibile”, i dati indicano che è destinato a diventare una presenza stabile nelle organizzazioni più avanzate.

Per questo SDA Bocconi School of Management e la Chief of Staff Association (CSA) hanno annunciato il lancio di un nuovo programma di executive education: il primo al mondo progettato specificamente per preparare i Chief of Staff alle dimensioni geopolitiche del loro ruolo. Il programma è disponibile esclusivamente attraverso SDA Bocconi e la CSA e rappresenta il terzo pilastro del portfolio formativo internazionale dell’Associazione, che include già programmi all’Università di Oxford e alla Harvard Business School. Clicca qui per saperne di più.