

Le imprese migliori sono quelle capaci di combinare in modo sistematico performance economico-finanziarie, innovazione e sostenibilità, in un equilibrio tra dimensioni diverse, che si rafforzano a vicenda e garantiscono risultati nel tempo.
È, questa, la definizione implicita di un “best performer” che emerge dalla metodologia alla base del Best Performance Award diretta dai Direttori Scientifici Maurizio Dallocchio e Leonardo Etro che nel 2026 giunge alla sua decima edizione.
L’edizione più recente aggiunge però un tassello interessante. Accanto ai criteri strutturali del premio, è stato analizzato un hot topic specifico, la resilienza, per capire come le imprese reagiscono a un contesto di crescente incertezza. Si è così osservato che le aziende che risultano più resilienti sono spesso anche quelle che eccellono nei tre pilastri fondamentali. Non è la resilienza a definire il best performer, ma emerge una forte correlazione: chi è già eccellente tende anche a essere più resiliente.
Tre pilastri e un hot topic
Il Best Performance Award nasce per individuare le imprese migliori sulla base dei risultati economici, accompagnati però da una lettura più ampia della performance aziendale. Negli ultimi anni, infatti, il dibattito manageriale ha superato una visione puramente finanziaria per includere dimensioni come sostenibilità e innovazione.
Questo approccio si traduce in tre pilastri chiave:
- solidità economico-finanziaria,
- capacità innovativa,
- attenzione ai fattori ESG.
L’idea di fondo è che la sostenibilità complessiva dell’impresa (economica, ambientale e sociale) sia la vera condizione per competere nel lungo periodo.
Su questo impianto consolidato si innesta, di anno in anno, un approfondimento tematico. Nell’edizione 2025-2026, il focus è sulla resilienza, in risposta a uno scenario macroeconomico caratterizzato da incertezza crescente. Il World Uncertainty Index, ad esempio, mostra un forte aumento negli ultimi anni, con un’accelerazione superiore al +120% tra 2024 e 2026.
Quest’anno, la domanda di ricerca è stata quindi duplice:
- Che cosa definisce un best performer?
- E, in questo contesto, come si comportano le imprese migliori di fronte all’incertezza?
Antecedenti e conseguenze della resilienza
La metodologia del premio segue un processo strutturato e consolidato. Si parte da un universo molto ampio (quest’anno, circa 960.000 aziende), da cui viene selezionato un primo gruppo sulla base di criteri economico-finanziari (crescita, marginalità, investimenti e sostenibilità del debito).
Dopo ulteriori filtri, il campione si restringe a un gruppo di imprese davvero eccellenti (quest’anno sono state 115), che partecipano a una fase approfondita basata su questionari e interviste. Queste aziende rappresentano già un’élite: registrano un margine EBITDA medio del 15,6%, superiore di circa 1,2 volte alla media del settore.
La valutazione si basa su circa 400 indicatori, organizzati in tre pilastri:
- Economico-finanziario (40%).
- Innovazione (30%).
- ESG (30%).
Accanto a questi, l’ultima edizione ha introdotto l’analisi della resilienza come hot topic. Questa è stata misurata attraverso oltre 60 domande suddivise in 7 aree, tra cui gestione del rischio, governance, strategia, innovazione e solidità finanziaria.
Le finaliste del premio sull’hot topic mostrano ricavi medi pari a 1,5 miliardi di euro, forte presenza internazionale (oltre l’80% con fatturato estero significativo) e strutture finanziarie solide.
Come resistere meglio agli shock
Il best performer si definisce sui tre pilastri fondamentali: finanza, innovazione e sostenibilità. È questa combinazione che distingue in modo strutturale le imprese eccellenti.
La resilienza non è indipendente da questi fattori. Al contrario, i dati suggeriscono che è il risultato di un sistema aziendale ben costruito: le imprese solide, innovative e sostenibili sono anche quelle che reagiscono meglio agli shock. Gli investimenti in innovazione, sostenibilità e governance sono sia driver di crescita, sia leve di stabilità. Strumenti come diversificazione, pianificazione per scenari e rapidità decisionale rafforzano ulteriormente questa capacità.
Favorire imprese più solide, innovative e sostenibili significa anche costruire un tessuto economico più resiliente nel suo complesso.





