
Affiliazioni di alto livello e successo degli esordienti: il caso della musica dal vivo

Il contesto
In che modo e in che misura le affiliazioni di status elevato plasmano la carriera di band esordienti? Una nostra recente ricerca ha cercato di fare un po’ chiarezza. Abbiamo analizzato il ruolo che le affiliazioni di status elevato (e cioè l’associazione a realtà musicali già consolidate) giocano nel plasmare la carriera di artisti esordienti, nel nostro caso specifico di gruppi musicali (entrants o newcomers).
Le affiliazioni di rete (network affiliations) sono sicuramente una delle modalità maggiormente studiate tra quelle con cui i newcomers – band o solisti che si affacciano per la prima volta sulla scena musicale – riescono a stabilire un punto di accesso al mercato degli spettacoli dal vivo. Quando si parla di affiliazioni di rete, un meccanismo molto citato è quello della segnalazione, che aumenterebbe la visibilità del nuovo arrivato e migliorerebbe le probabilità di un successo duraturo. In questa ricerca abbiamo messo in evidenza un secondo meccanismo che riteniamo sia particolarmente rilevante nei mercati culturali e che esprime la variazione del carattere distintivo percepito di un nuovo concorrente rispetto alle sue affiliazioni.
Se assumiamo, come fa gran parte della letteratura accademica sull’argomento, che la segnalazione sia il meccanismo più efficace, allora è aprendo concerti di alto livello che gli entrants possono massimizzare la loro posizione sul marcato, in termini sia di legittimità che di esposizione. Tuttavia, è anche possibile che si verifichi una situazione diversa: in quelle stesse condizioni il newcomer può correre il pericolo di fallire nel ricevere sufficiente attenzione e rischia quindi di non essere percepito come sufficientemente distintivo.
Se gli studi precedenti sottolineano in genere il ruolo positivo della segnalazione, i risultati della nostra ricerca supportano con maggior decisione la nozione di «carattere distintivo»: tra le nuove band prese in considerazione, quelle che apparivano frequentemente con artisti di alto rango guadagnavano meno e maggiori erano le probabilità che scomparissero nel giro di breve tempo.
La ricerca
Sfruttando dati biografici e relativi a concerti, interviste a musicisti e informazioni sui differenti generi musicali provenienti da fonti d’archivio, abbiamo indagato gli effetti delle affiliazioni sulla carriera di 1.385 band formatesi tra il 2000 e il 2005, con l’obiettivo di scoprire quante di loro avessero o meno tratto vantaggio da un’apparizione su una scena di rilievo.
Abbiamo ottenuto la maggior parte dei nostri dati da TourIntel, servizio leader di business intelligence rivolto ai promoter dei concerti. Ci siamo iscritti al servizio e abbiamo recuperato dal database le informazioni relative ai concerti che si sono tenuti tra il 2000 e il 2012. Per ciascun concerto il database riportava la scaletta, le informazioni sulla sede, il numero di biglietti venduti e il ricavo lordo associato a ciascun evento. Abbiamo utilizzato questi dati per compilare un elenco di artisti che abbiamo poi confrontato con la directory musicale online AllMusic, eliminando tutti gli artisti per i quali non esisteva una corrispondenza. Questa prima operazione ha ristretto il campione a 19.534 artisti su cui abbiamo ottenuto informazioni che riguardavano dati biografici (per artisti solisti), anno di formazione (per band) e generi. Infine, poiché avevamo deciso di limitare la nostra analisi ai gruppi musicali newcomers, ci siamo concentrati sulle band formatesi tra il 2000 e il 2005. Il nostro campione finale è risultato essere composto da 1.385 band.
Abbiamo deciso di focalizzare la nostra attenzione sulle band perché, per gli artisti solisti, i dati non ci consentivano di determinare in modo univoco l’anno di debutto. Nel caso delle band del campione, invece, avevamo a disposizione l’anno di fondazione, che era riportato da AllMusic per tutte le formazioni prese in considerazione. Questo ci ha permesso di poter contare su un campione di dimensione significativa e di poter osservare ciascuna band per un minimo di sei anni dalla sua fondazione.
Infine, abbiamo affinato la nostra analisi con approfondimenti qualitativi, conducendo diverse interviste a professionisti che operano nel mondo della musica sia negli Stati Uniti sia in Canada, inclusi booking agents e musicisti. Abbiamo utilizzato le interviste principalmente per integrare i risultati quantitativi e per arricchire il processo di sviluppo delle ipotesi.
Conclusions and takeaways
Nell’articolo abbiamo analizzato il ruolo che affiliazioni di alto livello giocano nel plasmare la carriera di band esordienti. Sebbene la letteratura abbia ampiamente evidenziato le modalità con cui tali affiliazioni avvantaggiano i newcomers, abbiamo avanzato l’ipotesi che affiliazioni con artisti già affermati possano in realtà rivelarsi dannose, in contesti in cui il successo è condizionato dalla competizione per l’attenzione del pubblico.
Quello che è emerso dalla nostra ricerca è che affiliazioni di alto livello diluiscono e di fatto riducono la quantità di attenzione assegnata dal pubblico all’entrant. Una ridotta attenzione si traduce quindi in una minore capacità dei newcomers di generare entrate, e finisce per mettere a repentaglio la loro stessa sopravvivenza nel panorama musicale.
D'altra parte, non abbiamo trovato un’interazione significativa nei modelli di reddito: l’effetto delle affiliazioni di alto livello sulle entrate della band non varia durante il ciclo di vita della band stessa. Questo risultato suggerisce che, con il passare del tempo, le band di alto livello continuano a produrre un effetto negativo sui ricavi, un effetto che potrebbe essere dovuto al fatto che, nel nostro contesto, esse probabilmente catturano la maggior parte delle entrate quando compaiono insieme a band di livello inferiore.
Nel complesso, questi risultati danno supporto alla nostra ipotesi principale secondo cui, nel mercato degli spettacoli musicali dal vivo preso in riferimento, il vantaggio che deriva da affiliazioni di rilievo per una band esordiente non può far fronte – per lo meno non completamente – agli effetti di diluizione dell’attenzione causati da quelle stesse affiliazioni.
I nostri risultati possono contribuire allo sviluppo della conoscenza accademica sulle dinamiche aziendali nelle industrie creative. Invitano inoltre ad applicare e incorporare le riflessioni sulle reti sociali ai mercati culturali, definendo meglio in che modo la posizione nella rete influisce sull’opportunità di un nuovo artista di essere riconosciuto come distintivo.


