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Quel tanto atteso successo!

02 febbraio 2022/DiLaura Baruffaldi
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Trascorriamo tutta la vita ponendoci degli obiettivi di breve, medio e lungo termine. Nel costruire la carriera professionale questo è vero più che mai. Infatti quando non abbiamo degli obiettivi chiari in mente ci sentiamo persi, disorientati e solitamente demotivati. Quotidianamente ci ritroviamo alla rincorsa di traguardi tanto ambiti. Li attendiamo e lavoriamo sodo per raggiungerli.

Ma…Cosa succede se troviamo ciò che stavamo cercando? Cosa succede se otteniamo ciò che abbiamo tanto e magari anche a lungo desiderato?

Se ci pensate, una delle più grandi tentazioni è quella di assegnare a questi obiettivi, che giustamente ci poniamo lungo il nostro percorso, un valore e un significato spesso non funzionali ad una crescita sostenibile, nostra e della collettività. Pensiamo a quegli obiettivi che rappresentano per noi una realizzazione personale o professionale. Fatichiamo per raggiungerli. Fatica fisica e psicologica. A volte dobbiamo accettare alcuni compromessi e mandar giù qualche boccone amaro. E poi ecco il fatidico giorno. Quello che non sembrava arrivare più e finalmente è arrivato. Che felicità e che soddisfazione. Che però durano relativamente troppo poco rispetto all’attesa che li ha preceduti. Perché fin da subito, o nel giro di poco, ci si inizia ad accorgere che la vera sfida inizia una volta che si è raggiunto il tanto auspicato successo.

La prova più difficile consiste infatti nel capire cosa facciamo del successo quando l’abbiamo ottenuto. Per cosa lo impiegheremo? Su questo punto due possibili strade si aprono: lo useremo per aumentare il prestigio personale o per far fiorire le persone intorno a noi?

Scrive Simon Sinek:

Mettere al primo posto il nostro interesse personale è un lusso.

Mettere al primo posto l’interesse degli altri è un onore.

Sinek è noto per non usare mezzi termini e per questo lo apprezzo particolarmente. Definisce un onore preoccuparsi per il bene collettivo. Perché mentre è certamente un privilegio poter scegliere di mettere al primo posto il proprio interesse (non sempre si può), mettere al centro il bene collettivo accresce la propria dignità in qualità di essere umano. L’onore è infatti il valore della persona, è solitamente ciò per cui si è stimati. Per cui se il proprio onore si costruisce curando l’interesse della collettività, significa che si realizza se stessi quanto più si realizza (o si contribuisce a realizzare) gli altri. Chi ha mai pensato al proprio successo in questo senso? Brunello Cucinelli certamente sì. La dignità, intesa proprio in questo senso, è il suo ‘marchio di fabbrica’. Nel discorso che ha tenuto il 31 ottobre 2021 in occasione del G20, dice di aver dedicato la sua vita alla dignità morale ed economica dell’uomo.

Ecco la sua idea di successo:

Volevo un’impresa che facesse sani profitti, ma lo facesse con etica, dignità e morale; siamo quotati in borsa, mi piaceva un’impresa che avesse una equilibrata e garbata crescita. Volevo che gli esseri umani lavorassero in luoghi leggermente più belli, guadagnassero qualche cosa in più come salario e si sentissero al lavoro come anime pensanti. Proviamo a non volgere le spalle alla povertà. Desideravo che una piccola parte dei profitti dell’azienda andasse ad abbellire l’umanità tutta e volevo che le persone lavorassero le giuste ore e fossero connesse il giusto tempo, così da armonizzare Tecnologia e Umanesimo e ritrovare un sano equilibrio tra mente, anima e corpo, perché anche l’anima ed il corpo hanno bisogno di nutrirsi ogni giorno. -

Brunello Cucinelli, definito il Re del cachemire e considerato uno degli imprenditori più illuminati nel mondo della moda, non parla di voler viaggiare nello spazio e non sfoggia jet privati. Il suo successo (nel 2021 ha chiuso con un +30% di ricavi rispetto all’anno prima) lo spende per la collettività.

Non resta che sperare che il suo sia un esempio per tanti e che la domanda “come impiego il successo che ho ottenuto?” sia un interrogativo preso sul serio da tanti, se non tutti, i leader che oggi popolano la nostra terra.

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