15 giugno 2026

RunChallenge Europe: in SDA Bocconi il confronto su come scalare l’inclusione sociale attraverso lo sport

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Come trasformare un progetto sportivo inclusivo in un modello capace di generare impatto sociale su scala internazionale? È questa la domanda al centro dell’evento “RunChallenge Europe: scalare l’inclusione sociale attraverso lo sport”, promosso da CERGAS - SDA Bocconi in collaborazione con PlayMore!.

La mattinata ha riunito ricercatori, organizzazioni non profit, imprese e partner internazionali del network RunChallenge per discutere le opportunità, le condizioni abilitanti e le sfide legate alla diffusione di modelli di inclusione sociale attraverso lo sport. Dopo i saluti istituzionali di Amelia Compagni, Direttrice del CeRGAS-SDA Bocconi, e Dino Ruta, Delegato del Rettore per il Movimento Olimpico, Università Bocconi, l’evento è proseguito con la presentazione dei risultati della ricerca dedicata al social franchising come modello di scalabilità dell’impatto sociale.

A presentare lo studio sono stati Giuliana Baldassarre, Lecturer di Government, Health & Not for Profit, e Francesco Vidé, Assistant Professor of Practice in Government, Health & Not for Profit di SDA Bocconi School of Management, componenti del team di ricerca e autori del report scientifico “Social franchising e progetti di inclusione sociale attraverso lo sport: il modello RunChallenge”.

L’evento ha poi approfondito il caso RunChallenge attraverso gli interventi di Luigi De Micco, Fondatore e Presidente di PlayMore!, ed Enrico Petracco, Head of RunChallenge, che hanno illustrato l’evoluzione del progetto e la sua diffusione in Italia e in Europa.

Successivamente, Giuliana Baldassarre e Francesco Vidé hanno presentato le principali evidenze della ricerca relative alle opportunità, alle condizioni abilitanti e alle sfide del social franchising applicato allo sport inclusivo. Il confronto si è arricchito anche del punto di vista dei partner internazionali del network grazie agli interventi di Lubomir Hrcka, Founder and Managing Partner di ŠK Run For Fun, e Paraskevas Alvanos, President di Aetoi Thessalonikis, che hanno condiviso le esperienze di implementazione del modello nei rispettivi contesti territoriali.

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda dedicata ai temi della sostenibilità e dell’impatto di lungo periodo del modello RunChallenge, alla quale hanno partecipato Serena Di Vita, Sustainability & Responsible Gaming Director di Flutter SEA, Gianmarco Gandolfi, CEO e Partner di ALTO Partners, e Luigi De Micco. La discussione è stata moderata da Giuliana Baldassarre.

Il report presentato durante l’evento analizza RunChallenge come caso di social franchising applicato allo sport inclusivo. Nato a Milano nel 2016 su iniziativa di PlayMore!, il progetto promuove allenamenti di corsa, camminata e movimento in carrozzina aperti a persone con e senza fragilità, di ogni età, abilità e provenienza culturale. Nel tempo, il modello si è esteso oltre Milano coinvolgendo sette città italiane — Bologna, Cagliari, Napoli, Palermo, Parma, San Benedetto del Tronto e Verona — e successivamente diverse città europee grazie al supporto dell’Unione Europea, con nuovi punti attivati a Helsinki, Varsavia, Berlino, Bratislava, Madrid, Salonicco, Maiorca.

La ricerca evidenzia come RunChallenge presenti tutte le principali caratteristiche dei modelli di social franchising: una forte missione sociale, la replica di un format condiviso, il supporto continuativo ai partner locali e una rete collaborativa orientata all’inclusione sociale.

Tra i principali risultati emerge l’impatto multidimensionale del progetto. Secondo i partner coinvolti, RunChallenge favorisce empowerment personale, aumento della fiducia in sé stessi e partecipazione attiva, oltre a promuovere stili di vita sani e relazioni sociali inclusive. La rete viene descritta come una vera e propria “famiglia sportiva”, capace di creare connessioni sociali e senso di appartenenza tra persone con caratteristiche, età e abilità differenti.

Lo studio mette inoltre in evidenza alcuni elementi chiave per la replicabilità del modello: continuità degli allenamenti settimanali, apertura a tutti i partecipanti e una forte identità condivisa, rappresentata simbolicamente dalle magliette rosse RunChallenge. Per garantire la sostenibilità della crescita internazionale, i partner indicano come prioritarie attività di formazione degli allenatori, strumenti comuni di comunicazione, coordinamento tra partner, programmi di mentoring e sviluppo di reti territoriali con scuole, associazioni sportive e comunità locali.

Tra i dati emersi dalla ricerca, particolare rilevanza assume anche la valutazione dei servizi offerti da PlayMore! ai partner europei del network. I servizi considerati più utili risultano essere le sessioni formative dedicate al format RunChallenge, alla comunicazione e alla partecipazione a bandi pubblici, che hanno ottenuto il massimo punteggio di rilevanza da parte di tutti i partner coinvolti nell’indagine.

Nelle conclusioni, il report propone un possibile sviluppo futuro del modello attraverso un approccio “freemium”, che preveda un livello base gratuito per garantire accessibilità e inclusione e servizi avanzati a pagamento per sostenere formazione, coordinamento e sviluppo internazionale della rete.

Le evidenze raccolte confermano così il potenziale di RunChallenge come modello europeo di sport inclusivo e come esperienza innovativa capace di coniugare partecipazione, educazione, benessere e impatto sociale duraturo.

SDA Bocconi School of Management