23 giugno 2025

Quattro ragioni per non fermare l’internazionalizzazione

Gianmarco Ottaviano protagonista del secondo incontro del 2025 della serie “Idee per la Crescita”, in collaborazione con Affari&Finanza di Repubblica

Innovation, digital transformation and AI
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Ostacolare l’internalizzazione attraverso “avventurose soluzioni protezionistiche” significa spegnere un potente motore di crescita della produttività per le imprese nazionali, ha spiegato Gianmarco Ottaviano, Professore di Economia e Boroli Chair in European Studies all’Università Bocconi, in un incontro della serie “Idee per la Crescita,” organizzata da Affari&Finanza di Repubblica e SDA Bocconi.

Le imprese esportatrici sono, infatti, più produttive, innovative e profittevoli delle altre perché l’esposizione allo scenario globale promuove la riallocazione delle risorse produttive verso attività più competitive.

In un mondo come quello attuale, attraversato da nuove tensioni geopolitiche e crescenti retoriche di autosufficienza, il rischio maggiore è chiudersi in una visione domestica e rinunciare a competere su scala internazionale”, ha osservato Ottaviano. “Ma la globalizzazione non è finita: si sta semplicemente trasformando. Serve lucidità strategica per affrontare questa evoluzione con strumenti adeguati e una rete di relazioni ben strutturata.

Ottaviano ha illustrato i quattro meccanismi che determinano la maggiore produttività delle aziende esportatrici e le azioni necessarie a farli funzionare.

  • Il primo meccanismo è la riallocazione delle risorse (capitale e lavoro) verso settori con un vantaggio competitivo, portando a una maggiore produttività aggregata. È perciò necessario eliminare le distorsioni che intrappolano lavoro e capitale in attività a bassa produttività.
  • Il secondo meccanismo è la riallocazione delle risorse all’interno del singolo settore. Servirebbero riforme per favorire la concorrenza a livello nazionale e il miglioramento dell'accesso al credito per le PMI ad altro potenziale di crescita.
  • Il terzo meccanismo è la distruzione creativa”, il processo per cui imprese più innovative entrano nel mercato sostituendosi alle imprese preesistenti. È fondamentale ridurre i costi di entrata per le nuove imprese e di uscita per quelle in crisi.
  • L’ultimo meccanismo è l’aggiornamento delle imprese già presenti sul mercato. Per competere con i nuovi arrivati, queste accelerano sull’innovazione. Tra i molti interventi possibili, si contano il miglioramento delle infrastrutture digitali, lo svecchiamento dei programmi scolastici e la promozione di un mercato dei servizi competitivo.

L’incontro, moderato dal vicedirettore di Repubblica, e responsabile dell’inserto Affari&Finanza, Walter Galbiati, ha visto la partecipazione di Davide Vellani, Staff Corporate & Investment Banking di BPER Banca e di Roberto Giovannini, Partner, Head of Consumer Industrial Markets di KPMG.

L’incontro può essere rivisto in streaming nel sito di Repubblica:
https://www.repubblica.it/dossier/economia/affari-e-finanza-idee-per-la-crescita/

SDA Bocconi School of Management

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