05 marzo 2026

Percorsi di trasformazione: storie di Executive MBA

General management and strategy
Storie EMBA

Ci sono momenti nella carriera che non coincidono con una promozione, un cambio di azienda o un nuovo incarico. Sono momenti più silenziosi. 

Quando inizi a percepire che l’esperienza accumulata non basta più. Che le competenze sono solide, ma la visione può diventare più ampia. Che per guidare davvero la complessità serve uno sguardo diverso.

Per Carlo Berardi, ingegnere civile, all’epoca nel suo ruolo di Direttore Tecnico, questa consapevolezza era nitida. Si sentiva tecnico, per formazione; bloccato, perché la mancanza di competenze economico-finanziarie gli impediva di ambire a ruoli di vertice; insoddisfatto, perché non riusciva a governare le commesse nella loro interezza strategica.

Il punto di partenza di Ombretta Faggiano, legale di una importante corporate, era invece diverso. Si percepiva specializzata, pragmatica, appassionata. Eppure, anche lei sentiva la necessità di ampliare la propria prospettiva, superando la dimensione verticale del ruolo per abbracciare una visione aziendale complessiva, rafforzando leadership e capacità decisionale in contesti di crescente incertezza.

Due percorsi differenti, una stessa esigenza: evolvere il proprio modo di pensare. Ampliare le competenze e, insieme, trasformare la struttura con cui si interpretano decisioni, responsabilità e scenari.
L’Executive MBA di SDA Bocconi ha rappresentato il luogo organizzativo in cui questa trasformazione ha preso forma.

Una trasformazione che parte dalla prospettiva

Per i nostri due Executive MBA, il percorso formativo è stato ben più di un ampliamento di competenze, un profondo e progressivo cambio di paradigma.

Carlo racconta di aver aggiunto “un mattone alla volta (deformazione professionale)” alla propria formazione. Ogni disciplina, dalla finanza al marketing, dalla supply chain al people management, apriva una nuova finestra interpretativa. La svolta più significativa è stata comprendere il valore di ciò che costruiva non solo dal punto di vista tecnico, ma attraverso la lente dell’investitore, del cliente, degli istituti di credito.

Al termine del percorso, Carlo viene promosso a Direttore Generale, segnando un passaggio chiave nella sua traiettoria professionale.

Anche per Ombretta il cambiamento è stato innanzitutto di approccio. Parla di un radicale spostamento di prospettiva: dalla mentalità settoriale a una autenticamente strategica e olistica. “Ho imparato a vedere l'azienda non come un insieme di funzioni, ma come un ecosistema complesso e interconnesso. Questo mi ha permesso di leggere i problemi non solo attraverso la mia lente professionale, ma considerando l'impatto su finanza, marketing, operations, persone”.

Le conversazioni

Il cambiamento più evidente si è manifestato nella qualità del contributo che oggi portano ai tavoli decisionali. 

Oggi parlo di bilanci, EBITDA, margine, M&A… argomenti che prima osservavo a distanza con ammirazione”, afferma Carlo. Non si tratta solo di un lessico diverso, ma della possibilità di contribuire a decisioni strategiche ai più alti livelli aziendali.

Allo stesso modo, Ombretta racconta di potere oggi sedere al tavolo con C-level e Board e “contribuire attivamente a conversazioni sulla direzione strategica dell'azienda, sulle opportunità di mercato, sulle sfide finanziarie, non solo dalla prospettiva legale, ma con una comprensione profonda delle implicazioni”.

È qui che si misura l’impatto di un nostro Executive MBA: nella qualità del contributo che si è in grado di offrire ai processi decisionali.

Oltre il ruolo: leadership matura

I risultati professionali sono arrivati, ma la vera evoluzione non si misura solo nei ruoli. Per Carlo, al termine del Master, la promozione a Direttore Generale e successivamente l’esperienza da CEO. Per Ombretta, una preparazione trasversale alla leadership strategica, oltre ogni ruolo specifico.

In entrambi i casi l’impatto è più profondo, va oltre il salto di carriera.

Carlo parla del coraggio scoperto lungo il percorso, della capacità di delegare e investire sulle persone, della consapevolezza che l’esperienza è anche la somma degli errori da cui imparare. Ombretta racconta di una resilienza e di una gestione della pressione che non sapeva di possedere.

È qui che si misura davvero la trasformazione, nella profondità dello sguardo con cui si affronta la complessità.

Il momento della decisione

Se potesse tornare indietro, Carlo sarebbe diretto: “Direi a me stesso: fallo prima”. Ombretta descrive l’EMBA come un percorso intenso, impegnativo, ma capace di “ricodificare il tuo modo di pensare”.

La decisione di intraprendere un Executive MBA raramente coincide con un momento perfetto. È una scelta consapevole, che nasce dalla volontà di assumersi la responsabilità della propria crescita.
Perché il cambiamento prende forma prima ancora che nel ruolo, nello sguardo con cui si decide di interpretare il proprio futuro.

Forse allora la domanda non è “È il momento giusto?”, ma: “Siamo pronti a cambiare prospettiva?”

 

SDA Bocconi School of Management