27 marzo 2026
Monitor for Circular Fashion: iniziano le attività 2026–2027, con focus su invenduto e partnership di filiera

Il Monitor for Circular Fashion (M4CF) avvia il nuovo ciclo di attività 2026–2027, rafforzando il confronto tra imprese, istituzioni e stakeholder della filiera moda per accelerare la transizione verso modelli circolari.
Il nuovo programma di lavoro si concentrerà in particolare su identificare modelli scalabili di partnership di filiera per ridurre e gestire l’invenduto, una delle principali sfide sistemiche e legislative per il settore. L’obiettivo è analizzare e sviluppare soluzioni collaborative e scalabili tra brand, fornitori, operatori logistici e attori dell’ecosistema, partendo da riparazione e riuso. Questa scelta di focus è coerente con i risultati di ricerca presentati nel recente report del M4CF presentati a febbraio 2026 in SDA Bocconi e con le priorità legislative, considerando che il regolamento ESPR – Ecodesign for Sustainable Products Regulation introduce il divieto di distruggere prodotti invenduti, inclusi quelli tessili, a partire da luglio 2026 per le grandi aziende
“Riparazione e riuso rappresentano leve strategiche per estendere il ciclo di vita dei prodotti, generare nuovo valore economico e sociale, ridurre l’impatto ambientale. È anche nella trasformazione dell’invenduto da problema a risorsa che si gioca la competitività e la transizione verso modelli circolari del settore”, afferma Francesca Romana Rinaldi, Direttrice del M4CF SDA Bocconi.
Durante la riunione plenaria di avvio, tenutosi il 26 marzo 2026 presso la SDA Bocconi a Milano, il Monitor ha riunito i partner industriali e alcuni stakeholder istituzionali per definire le priorità di ricerca e il lavoro dei prossimi mesi. Tra i partecipanti istituzionali e le associazioni di categoria presenti tra cui il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), Confindustria Moda e CNA Federmoda, a testimonianza dell’attenzione crescente delle istituzioni verso le tematiche della circolarità nel settore moda.
La riunione è stata inoltre occasione per dare il benvenuto ad alcuni nuovi partner del M4CF 2026/2027: Reju, Brandart e GS1, che contribuiranno con competenze e prospettive complementari sui temi della tracciabilità, della gestione dei materiali e delle soluzioni di filiera.
“L’economia circolare non può scalare attraverso innovazioni isolate, ma richiede un’azione coordinata lungo tutta la filiera. Con l’ingresso nel Monitor, Reju vuole contribuire a costruire framework e partnership in grado di rendere la rigenerazione tessile realmente scalabile”, afferma Gianluca Pandolfo, Head of Business EMEA Reju.
“Brandart, in qualità di partner integrato per i brand premium e del lusso nel packaging, nelle installazioni retail e nel visual merchandising, entra a far parte di M4CF presso SDA Bocconi per contribuire a una piattaforma multi-stakeholder, basata sulla ricerca, che promuove la circolarità nella moda e lungo tutta la sua catena del valore”, afferma Francesca Bergamaschi, Global Compliance, Sustainability & Excellence Director Brandart
"GS1 Italy aderisce al Monitor for Circular Fashion di SDA Bocconi con la convinzione che, per costruire un approccio di filiera scalabile alla sostenibilità, sia fondamentale il confronto tra tutti gli stakeholder. Il nostro obiettivo è supportare e accelerare la transizione verso una supply chain circolare attraverso modelli di scambio e strutture dati interoperabili ed efficaci, mettendo a disposizione la nostra esperienza e gli standard GS1 per costruire il linguaggio comune della filiera", dichiara Vittorio Giordano, Industry Engagement Senior Specialist.
Parallelamente alle attività di ricerca, il M4CF è impegnato anche nel dialogo con i policy maker europei. Nelle ultime settimane il gruppo di lavoro del M4CF ha collaborato con MASE, MIMIT, Confindustria Moda, CNA Federmoda e altri stakeholder, per partecipare alla consultazione del Joint Research Centre della Commissione europea sull’ecodesign entro il 30 marzo, con l’obiettivo di rappresentare le esigenze e le opportunità del settore moda con una visione armonizzata a livello nazionale per la definizione delle future politiche di sostenibilità sull’ ecodesign.
Nel corso dell’incontro si è inoltre svolto un primo workshop interattivo dedicato alla prevenzione dell’invenduto, in cui i partner hanno condiviso esperienze e prime riflessioni su strumenti e strategie per anticipare e ridurre la formazione di invenduto lungo la filiera.
La gestione efficace si basa su un duplice approccio:
- prevenzione, attraverso l’ottimizzazione dei processi lungo la value chain per ridurre la generazione di stock in eccesso;
- correzione, tramite azioni di smaltimento e valorizzazione delle giacenze esistenti.
Una gestione evoluta delle rimanenze porta benefici rilevanti: miglioramento dell’efficienza operativa e dei costi, rafforzamento della customer experience e della reputazione del brand, oltre a un impatto positivo sulla sostenibilità.
Tra i momenti chiave della riunione anche l’introduzione del strategic foresight workshop, che nell’incontro del M4CF di aprile permetterà di esplorare scenari futuri per il settore e di definire i prossimi step di lavoro del M4CF, con l’obiettivo di tradurre le analisi in proposte concrete per il sistema moda.
I risultati delle attività verranno progressivamente condivisi con i decisori pubblici, con l’intenzione di presentare proposte di policy dopo aver raggiunto un allineamento con le principali trade associations del settore.
Nei prossimi mesi il Monitor presenterà inoltre il Circular Fashion Manifesto 2026 “Best practices update” a settembre, in occasione della Milano Fashion Week, rafforzando il proprio impegno nel promuovere una visione condivisa e concreta per la transizione circolare della moda.

