15 gennaio 2026
Mauro Micillo – Responsabile della Divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo: la formazione ai tempi dell’AI
EMF - Executive Master in Finance Leader Series

La formazione ai tempi dell’Intelligenza Artificiale? È uno strumento importante di gestione delle aziende, e serve ad aiutare le persone a meglio integrarsi in organizzazioni rapide e moderne in tutte le fasi del loro ciclo di vita professionale. A patto di preservare una caratteristica profondamente umana: il pensiero critico. Questi i messaggi principali della parte iniziale dell’intervento del Professor Mauro Micillo, Responsabile della Divisione Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo, alla Graduation Ceremony della classe 2025 dell’EMF - Executive Master in Finance di SDA Bocconi, diretto da Andrea Beltratti, EMF Academic Director e Alessia Bezzecchi, EMF Program Director.
Tecnologia e AI come driver della trasformazione dei modelli operativi e del mercato del lavoro: le economie avanzate non possono più contare soltanto sul lavoro o sul capitale come fonti naturali di crescita, penalizzate dall’invecchiamento della popolazione e da infrastrutture spesso obsolete. Come evidenziato dall’economista premio Nobel Robert Solow a metà degli anni Cinquanta, la crescita di lungo periodo dipende sempre più dalla produttività e quindi dalla capacità di generare e adottare nuove tecnologie. Ed è proprio qui che si innesta anche l’importanza della velocità con cui le innovazioni si diffondono. L’AI sta determinando una trasformazione profonda dei modelli operativi, con un’accelerazione che non ha precedenti nelle rivoluzioni tecnologiche recenti, configurandosi come un fattore chiave di cambiamento in grado di generare un impatto significativo anche nel settore bancario. Il potenziale impatto economico incrementale sull'economia globale da parte dell'AI generativa è stimato tra $2,6 tr e $4,4 tr annui entro il 2028. L’Europa è passata dall’essere un continente tecnologicamente all’avanguardia al mostrare oggi segnali di ritardo significativi: nel settore dell’AI, lo scorso anno gli Stati Uniti hanno prodotto 40 grandi modelli fondamentali, ovvero modelli di base dell’intelligenza artificiale addestrati su grandi quantità di dati per svolgere un’ampia gamma di compiti di carattere generale, la Cina 15, l’UE solo 3. I motivi principali di tali differenze risiedono in un approccio regolatorio che nel vecchio continente ha privilegiato la precauzione nella gestione dei dati personali, anche in assenza di certezza dei rischi, e negli ostacoli incontrati nel tradurre l’ottima ricerca scientifica in vero trasferimento tecnologico e scalabilità industriale. L’UE si trova oggi dinanzi a una congiuntura favorevole che, se opportunamente colta, potrebbe consentirle di assumere un ruolo di primo piano nello sviluppo e nella valorizzazione delle imprese deep-tech, supportando, nei principali mercati mondiali, tramite agenti intelligenti e robotica avanzata, l’automazione delle ore lavorative per una quota compresa tra il 60% e il 70%, riorganizzando processi e attività e richiedendo un ripensamento complessivo dei workflow dei processi produttivi. Questa trasformazione non si configura come una sostituzione lineare del lavoro umano, ma piuttosto come una ridefinizione della collaborazione tra competenze umane, tecnologie autonome e infrastrutture digitali.
Formazione e AI come fattori chiave di vantaggio competitivo: Nel panorama contemporaneo, in cui tecnologia, mercati e organizzazioni evolvono con rapidità crescente, la formazione continua rappresenta una necessità strutturale. L’apprendimento non può più essere confinato ai primi anni di vita o ai percorsi iniziali di istruzione, ma si configura come un processo permanente, integrato nella quotidianità professionale e personale. Puntare sulle competenze e investire nell’educazione significa valorizzare il capitale umano, sostenere la capacità di innovare, rendere il sistema produttivo più dinamico, attrarre investimenti, ridurre i divari territoriali e rafforzare la sicurezza economica. Livelli più elevati di competenze favoriscono, infatti, una maggiore crescita del PIL, rendendo l’istruzione non solo un bene sociale, ma un vero e proprio asset strategico per l’economia.
In una fase segnata dalla competizione internazionale per i talenti e dall’invecchiamento demografico, la capacità dell’Europa di rilanciare la propria posizione dipende dunque sempre più dalla diffusione di competenze orientate al futuro. In questa direzione si muove la strategia europea nell'ambito della Union of Skills, che assegna priorità all’apprendimento degli adulti e al miglioramento costante delle competenze durante tutto l'arco della vita, stabilendo, tra l’altro, che entro il 2030 almeno il 60% degli adulti di età compresa tra i 25 e i 64 anni dovrebbe aver partecipato ad attività di apprendimento negli ultimi 12 mesi.
Competenze digitali di base e avanzate, capacità analitiche, comprensione delle tecnologie emergenti, insieme a conoscenze trasversali come pensiero critico, creatività, adattabilità e resilienza, diventano elementi indispensabili per interpretare scenari complessi e generare valore. Le evidenze lo confermano: il 39% delle competenze attuali potrebbe diventare obsoleto entro il 2030 e oltre un quarto dei ruoli professionali subirà trasformazioni rilevanti nei prossimi cinque anni. Di conseguenza, percorsi di upskilling e reskilling assumono un ruolo centrale per accompagnare la forza lavoro verso funzioni emergenti e specializzate.
Conclusioni: le trasformazioni in atto richiedono non solo competenze, ma anche lucidità di giudizio, senso delle istituzioni e capacità di assumere responsabilità nei momenti decisivi. Le tecnologie evolvono rapidamente, i mercati si ristrutturano e l’Europa deve dotarsi degli strumenti necessari per affrontare un contesto internazionale più competitivo e più complesso. In questo quadro, il contributo di professionisti preparati, capaci di unire rigore analitico e visione strategica, diventa determinante. È alla vostra generazione di professionisti che viene affidato il compito di accompagnare l’innovazione, di trasformarla in opportunità concrete per imprese e cittadini e di contribuire a un sistema economico più dinamico, più aperto e più resiliente. La responsabilità che vi attende è significativa, ma lo è anche il potenziale che avete davanti. Con questo spirito, vi auguro di proseguire il vostro cammino con determinazione, consapevoli che il successo delle vostre scelte professionali si rifletterà anche sulla qualità del nostro sviluppo collettivo.
SDA Bocconi School of Management

