05 marzo 2026
Management meets purpose
La prima graduation del Master in Sustainability Management come occasione per celebrare una nuova idea di management.

La prima graduation del Master in Sustainability Management (MSM) non ha semplicemente segnato una tappa accademica. Ha riaffermato una visione precisa: la sostenibilità non è una specializzazione accessoria, ma una delle espressioni più autentiche del management.
MSM nasce dall’incontro tra due dimensioni. Da un lato, l’impegno storico di SDA Bocconi per una leadership responsabile, fondata sull’idea che essere manager significhi guidare le organizzazioni con competenza, responsabilità e visione di lungo periodo. Dall’altro, un contesto economico che richiede sempre più profili manageriali capaci di integrare dimensioni diverse in modo coerente.
Oggi le organizzazioni non cercano specialisti di sostenibilità isolati dal resto del business. Cercano decisori in grado di integrare responsabilità ambientale e sociale dentro strategia, finanza, operations e governance. Professionisti che uniscano rigore analitico e chiarezza di direzione. Manager consapevoli che performance e purpose non sono in contrapposizione, ma si rafforzano a vicenda nella creazione di valore nel lungo termine.
Il management è la leva. Il purpose è la direzione.
Durante la cerimonia è emerso con chiarezza un messaggio: il futuro del business richiede una nuova leadership manageriale.
Nel suo discorso, Francesco Starace, Partner di EQT Group, Chair di SEforALL e Chair di SBTi, ha raccontato un percorso professionale segnato dalla trasformazione. Dalla guida di una delle più grandi utility energetiche al mondo in una fase di profondo cambiamento ai ruoli attuali all’incrocio tra investimenti, accesso globale all’energia e obiettivi climatici science-based, la sua esperienza restituisce un’idea precisa di leadership: redditività, responsabilità e impatto di lungo periodo non sono obiettivi alternativi, ma dimensioni che possono, e devono, convergere.
Il punto nevralgico del suo intervento è stato netto: il presunto trade-off tra sostenibilità e competitività economica è in larga parte un’illusione di breve periodo. Nel lungo termine, resilienza, innovazione e posizionamento strategico vengono rafforzati, non indeboliti, da scelte responsabili. È una visione che coincide con l’impianto del Master: non il purpose come dichiarazione di intenti, ma come criterio che orienta le decisioni.
È ciò che gli studenti sperimentano durante tutto il programma. Attraverso casi aziendali, evidenze empiriche e confronto diretto con le imprese, vedono come l’integrazione delle dimensioni ambientali e sociali possa aumentare la competitività, ridurre il rischio e generare valore duraturo. La sostenibilità non è presentata come un vincolo da gestire, ma come una variabile strategica da governare.
MSM è, prima di tutto, un programma di management: solido nelle basi analitiche, forte in finanza e strategia, strettamente connesso ai mercati e alle istituzioni. La sostenibilità non è una specializzazione verticale, ma una lente attraverso cui rileggere le discipline core, dalla corporate finance alle operations, dai mercati energetici alla governance.
Un’idea attraversa tutto il percorso: il purpose senza competenza manageriale resta intenzione. Il management senza purpose rischia di fermarsi al breve termine.
Una nuova generazione di manager
Nel corso dell’ultimo anno, questa prima classe ha affrontato un percorso intenso, tra corsi rigorosi, progetti concreti e dialogo costante con istituzioni e aziende. Ha sviluppato non solo competenze tecniche, ma la capacità di gestire trade-off, guidare il cambiamento e creare valore misurabile.
Le scelte professionali compiute negli ultimi mesi raccontano già questa integrazione. Progetti di consulenza, iniziative aziendali, collaborazioni istituzionali in cui decisioni strategiche e considerazioni di impatto sono strettamente connesse. Molti stanno entrando in organizzazioni dove la sostenibilità è integrata nei modelli di business e nei processi di creazione del valore, non gestita come funzione separata.
Come hanno condiviso i rappresentanti MSM durante la cerimonia, il percorso è stato trasformativo non solo sul piano professionale, ma anche personale. Ha rafforzato la convinzione che l’impresa possa, e debba, generare prosperità di lungo periodo attraverso un management competente e responsabile.
È questo il risultato più concreto del programma: non solo nuove competenze, ma la capacità di operare dove management e responsabilità si incontrano davvero.
Management meets purpose: più di un claim
Il claim di MSM non è uno slogan. È una presa di posizione. Management meets purpose esprime una convinzione chiara: competenza manageriale e responsabilità di lungo periodo non sono binari paralleli, ma dimensioni interdipendenti della leadership.
In un contesto segnato da volatilità, accelerazione regolatoria, incertezza geopolitica e aspettative sociali crescenti, governare la complessità richiede più di una conoscenza tecnica della sostenibilità. Richiede solide fondamenta manageriali: capacità di allocare capitale, valutare i rischi, ripensare le operations, guidare team e prendere decisioni responsabili in condizioni di incertezza.
È qui che management e purpose si incontrano:
- quando le decisioni finanziarie incorporano la creazione di valore nel lungo periodo;
- quando la strategia integra vincoli ambientali e sociali come variabili competitive;
- quando la governance allinea performance e responsabilità;
- quando l’innovazione è guidata non solo dall’efficienza, ma dall’impatto.
L’impegno è chiaro: formare leader capaci di tradurre la complessità in strategia, la responsabilità in azione e il purpose in performance misurabile.
Perché il purpose, da solo, non trasforma le organizzazioni. Lo fa il management. E quando le due dimensioni si incontrano, la trasformazione diventa concreta.
SDA Bocconi School of Management

