13 marzo 2026
Innovare l’agricoltura per affrontare la transizione demografica e sostenibile

In occasione del rinnovo del sostegno quinquennale della Fondazione Invernizzi al laboratorio dedicato allo studio del settore agribusiness, l’evento dell’Invernizzi AGRI Lab ha riunito accademici, imprese e istituzioni per discutere le sfide del settore agroalimentare tra cambiamenti demografici, innovazione tecnologica e nuovi modelli di investimento.
Le grandi trasformazioni demografiche e sociali stanno ridisegnando il futuro dell’agricoltura. L’invecchiamento della popolazione, la diminuzione della forza lavoro e il calo dei giovani nel settore agricolo impongono nuove strategie per garantire sostenibilità economica, innovazione e continuità generazionale. Questi temi sono stati al centro dell’evento organizzato dall’Invernizzi AGRI Lab, che ha riunito ricercatori, imprese e istituzioni per riflettere sulle prospettive di sviluppo del sistema agroalimentare.
I temi trattati saranno alcuni al centro delle attività di ricerca che il Laboratorio porterà avanti nel prossimo quinquennio grazie al rinnovato sostegno della Fondazione Romeo ed Enrica Invernizzi. La fondazione ha infatti deliberato un contributo di € 1.250.000 a favore del Laboratorio per il periodo 2026-2030 in continuità con il sostegno offerto fin dalla sua apertura nel 2019.
Ad aprire i lavori è stato Francesco Billari, Rettore dell'Università Bocconi, che ha delineato i principali trend demografici destinati a influenzare profondamente il settore: una popolazione che vive più a lungo, famiglie sempre più piccole, una crescente urbanizzazione e livelli di istruzione più elevati. Allo stesso tempo, la riduzione della natalità e l’invecchiamento della popolazione comporteranno un progressivo calo della forza lavoro. Nel comparto agricolo questo fenomeno è particolarmente evidente: gli agricoltori diminuiscono, permane uno squilibrio di genere e il tema della successione generazionale diventa sempre più urgente.
Anche dal punto di vista imprenditoriale emergono sfide significative. Come sottolineato da Vitaliano Fiorillo, Direttore dell’Invernizzi AGRI Lab, solo il 9% dei conduttori delle aziende agricole italiane è under 40. Tuttavia, proprio queste imprese più giovani risultano spesso più strutturate dal punto di vista manageriale e registrano performance migliori. La trasformazione del settore richiede quindi un impegno collettivo che favorisca innovazione e nuove competenze. Tra le leve strategiche vi è anche l’utilizzo delle tecnologie digitali: nonostante il grande potenziale, l’adozione di strumenti avanzati – come soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per supportare le decisioni aziendali – è ancora molto limitata nel comparto agricolo.
Nel corso della prima tavola rotonda con i partner di ricerca dell’Invernizzi AGRI Lab hanno partecipato Diana Lenzi, Presidente, Farming for Future Foundation, Barbara Lucini, Responsabile Sustainability e Social Responsibility, Generali Country Italia, Riccardo Preve, Consigliere Delegato, Riso Gallo e Luigi Sala, Presidente, Charme Capital Partners.
Ciò che ne è emerso è innanzitutto la necessità di affrontare in modo integrato alcune delle principali sfide del settore: dalla sostenibilità ambientale alla sicurezza alimentare europea, fino all’accesso ai capitali e alla trasformazione delle filiere. L’esperienza delle imprese coinvolte nel dialogo ha mostrato come la sostenibilità possa diventare una leva di competitività. Progetti di collaborazione tra industria e agricoltori, come quelli avviati nel settore risicolo, dimostrano che pratiche sostenibili non solo riducono l’impatto ambientale ma possono anche migliorare l’efficienza economica lungo tutta la filiera.
Un altro tema centrale riguarda il rapporto tra agricoltura e finanza. Nonostante il crescente interesse verso il settore, gli investitori istituzionali incontrano ancora difficoltà nell’entrare nella fase primaria della produzione agricola, spesso caratterizzata da dimensioni ridotte, orizzonti temporali più lunghi e strutture organizzative poco formalizzate. Per attrarre capitali è quindi necessario favorire processi di aggregazione, rafforzare i modelli di governance e sviluppare sistemi informativi più strutturati. In questo contesto, attori come family office, club deal o investitori con orizzonti temporali più lunghi potrebbero rappresentare un’opportunità per sostenere lo sviluppo del comparto.
Nella seconda tavola rotonda con il Comitato Tecnico Scientifico di IRCAF – Invernizzi Reference Center on Agrifood – hanno partecipato Erminio Trevisi, Direttore del Dipartimento di Scienze Animali, Nutrizione ed Alimenti, Università Cattolica, Lorenzo Morelli, Professore Ordinario di microbiologia, Università Cattolica, Paolo Ajmone Marsan, Direttore della Scuola di Dottorato del Sistema Agroalimentare Agrisystem, Università Cattolica e Guendalina Graffigna, Direttore di Ricerca EngageMinds Hub (Consumer, Food & Health Engagement Research Center), Università Cattolica.
Il dialogo tra i partecipanti ha evidenziato il ruolo chiave dell’interdisciplinarità nello sviluppo del sistema agroalimentare. Le sfide che riguardano l’agricoltura – dalla sostenibilità ambientale alla sicurezza alimentare, fino ai comportamenti dei consumatori – richiedono infatti competenze diverse che spaziano dalle scienze agronomiche alla finanza, dal diritto alla psicologia dei consumi. In questo scenario, la ricerca svolge un ruolo fondamentale nel fornire dati, modelli e strumenti per supportare decisioni più informate e politiche più efficaci.
L’incontro ha quindi confermato come il futuro dell’agricoltura dipenda dalla capacità di mettere in dialogo discipline, imprese e istituzioni, favorendo innovazione tecnologica, nuovi modelli di investimento e una maggiore integrazione lungo la filiera agroalimentare.


















