12 ottobre 2026
Il vantaggio dell’incertezza: come si costruisce la capacità di risposta delle organizzazioni

Alla prima edizione dell’Executive Education Forum di SDA Bocconi, i risultati di un’indagine condotta dalla School of Management mostrano dove si gioca oggi la capacità delle organizzazioni di affrontare l’incertezza: leadership adattiva, qualità delle decisioni, collaborazione e governo dell’AI.
L’incertezza è ormai parte del lavoro quotidiano delle organizzazioni. Cambiano i modelli di business, aumentano le pressioni su produttività e costi, evolvono le aspettative delle persone e diventa sempre più frequente dover decidere con informazioni incomplete.
Da questo scenario è nata la prima edizione dell’Executive Education Forum - Il vantaggio dell’incertezza, organizzato da SDA Bocconi School of Management. Al centro della giornata, i risultati dell’indagine condotta dalla School of Management per comprendere come le organizzazioni stiano affrontando l’incertezza e quali capacità possano fare la differenza.
Dall’incertezza alla readiness
L’indagine usa il concetto di readiness per indicare la capacità di adattare le priorità, sperimentare, collaborare e guidare nell’incertezza. Tra chi percepisce un livello elevato di incertezza, un rispondente su due descrive la propria organizzazione come poco preparata.
La readiness incide sul modo di reagire. Nelle organizzazioni meno preparate il 68% dei rispondenti indica una risposta difensiva, fatta di decisioni accentrate e di attesa. In quelle più preparate la quota scende al 17%, e crescono sperimentazione e autonomia dei team. Accanto alle competenze dei singoli, contano le condizioni che permettono alle persone di agire, collaborare e apprendere dall’esperienza.
«Il vantaggio dell’incertezza nasce da due capacità: apprendere mentre gli eventi si svolgono e trasformare ciò che impariamo in patrimonio organizzativo», ha sottolineato Leonardo Caporarello, Associate Dean for Online Learning di SDA Bocconi.
Una responsabilità manageriale
È su questo terreno che il tema dell’incertezza incontra direttamente la responsabilità del management. Aprendo il Forum, Stefano Caselli, Dean di SDA Bocconi, ha ricordato che management significa responsabilità verso le persone, le organizzazioni e la società. Riconoscere i gap che attraversano imprese e comunità e gestirne i rischi è il lavoro quotidiano di ogni organizzazione, il mind the gap. L’ambizione è fill the gap, assumersi la responsabilità di colmarli costruendo risposte e generando valore.
Lo sviluppo delle competenze per decidere nell’incertezza è tra le prime due priorità per il 64% dei rispondenti, il governo dell’impatto dell’AI su ruoli e processi segue al 50%. Le capacità considerate più urgenti sono la leadership adattiva e la gestione del cambiamento (68%), seguite dal pensiero analitico e dal decision making con informazioni incomplete (50%).
Sull’AI l’indagine registra uno scarto. Il 69% del campione è in una fase di curiosità o sperimentazione, con un’integrazione limitata nei processi. L’AI literacy compare tra le competenze prioritarie per il 17% dei rispondenti, circa un terzo di quanti mettono il governo dell’AI tra le prime priorità. Governarla vuol dire ridisegnare ruoli, processi e responsabilità, e curare la qualità del giudizio con cui si prendono le decisioni.
La prospettiva si amplia guardando al rapporto tra imprese e istituzioni. «L’incertezza è inevitabile per le imprese private. Il settore pubblico è chiamato ad affrontarla e a trasformarla in risposte ai bisogni di cittadini e imprese. Guardare questo tema dalla prospettiva del pubblico è importante anche per le imprese, che con il settore pubblico lavorano e devono fare i conti», ha osservato Monica Otto, Direttrice della Formazione Executive in Health, Government and Non Profit di SDA Bocconi.
Mettere le evidenze alla prova delle organizzazioni
I risultati sono stati discussi con Ludovico Callerio, CEO di Testbusters; Simona Introini, Group Chief People Officer di Forgital Group; Marco Siciliano, Country Chief Data Officer di Generali Italia; Lorenzo Diaferia, Adjunct Lecturer di Digital Transformation di SDA Bocconi; Maria Cucciniello, Associate Professor del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università Bocconi; Raffaella Saporito, Associate Professor of Practice di Government, Health and Not for Profit di SDA Bocconi. Dal confronto sono tornati alcuni nodi dell’indagine. Si è parlato di come decidere con certezze parziali e coinvolgere le persone nella costruzione delle risposte. Poi di come fare spazio alla sperimentazione, sviluppare nuove competenze e lasciare alle persone il giudizio nell’uso dell’AI.
A tenere insieme questi elementi è l’idea che prepararsi all’incertezza significhi costruire capacità che permettano alle organizzazioni di orientarsi anche quando la direzione va definita lungo il percorso. «Non possiamo avere la pretesa di cambiare il vento, ma possiamo aiutare a trovare una bussola», ha sintetizzato Emanuela Prandelli, Associate Dean for Open Executive Programs di SDA Bocconi.
È anche il terreno della formazione manageriale di SDA Bocconi: partire da evidenze solide, portarle nel confronto con chi prende decisioni ogni giorno e trasformarle in capacità che possano accompagnare persone e organizzazioni nella crescita.
SDA Bocconi School of Management
















