21 luglio 2026
Il Private Equity rafforza il suo ruolo nella trasformazione del capitalismo italiano

Negli ultimi vent'anni il Private Equity ha rafforzato il proprio ruolo di motore di sviluppo dell'impresa, adattandosi alle trasformazioni dei mercati, all'evoluzione dei modelli di governance e all'introduzione di nuove soluzioni di finanziamento. L'evento "20 anni di Private Equity in Italia", promosso dal PE Lab – Private Equity e Finanza per la Crescita, ha riunito investitori, professionisti e accademici per fare il punto sulla trasformazione del settore e sulle sfide che accompagneranno la crescita delle imprese.
Il confronto, aperto dai saluti istituzionali di Giampaolo Gabbi, Direttore dell'Area Finanza di SDA Bocconi School of Management, e introdotto da Valter Conca, Direttore del PE Lab – Private Equity e Finanza per la Crescita, si inserisce in un'attività di ricerca che da vent'anni si distingue per focus ed evidenze empiriche e accompagna l'evoluzione del mercato attraverso l'analisi delle sue principali dinamiche.
Nel corso della conversazione è emersa una riflessione su come il Private Equity abbia progressivamente ampliato il proprio contributo alla crescita delle imprese. Accanto all'apporto di capitale, è stato evidenziato il ruolo delle competenze manageriali, dei processi di consolidamento, dell'internazionalizzazione e del supporto alle aziende nelle diverse fasi del loro sviluppo. In questo quadro, i dati presentati hanno mostrato come strategie di buy and build, nuovi modelli di governance e processi di creazione del valore rappresentino oggi alcune direttrici di evoluzione del mercato, in un contesto in cui gli investitori sono chiamati a sostenere percorsi di crescita sempre più complessi.
La discussione ha toccato i temi che stanno ridefinendo il settore, dalla prospettiva degli investitori con gli interventi di A. Cacciapaglia (EY-Parthenon), L. Stanca (Mindful Capital Partners) e M. Piana (Vam Investments), all'introduzione di nuove soluzioni nel mercato del debito con B. Tamburi (Three Hills) e F. Di Trapani (Pemberton), fino all'evoluzione dell'architettura legale e fiscale con A. De Panfilis (Russo De Rosa Associati) e P. Zanoni (ADVANT Nctm). L. De Rosa (Russo De Rosa Associati) ha ripercorso le tappe normative e fiscali che hanno caratterizzato l’ultimo ventennio. È stata sottolineata anche la crescente complementarità tra capitale di rischio e nuove forme di finanziamento, chiamate a sostenere operazioni sempre più articolate e a rispondere alle esigenze di un sistema imprenditoriale in continua trasformazione. Allo stesso tempo, è emerso come la capacità di integrare competenze finanziarie e industriali rappresenti oggi uno dei principali fattori di competitività dell’industria del Private Equity.
La serata si è chiusa con uno sguardo sulle prospettive del settore. Intelligenza artificiale, innovazione tecnologica, scenari geopolitici e nuovi modelli di creazione del valore sono stati indicati tra i fattori destinati a influenzare le future strategie di investimento. In questo scenario, il mercato italiano continua a distinguersi per un tessuto imprenditoriale ricco di opportunità di crescita e consolidamento, confermando il ruolo del Private Equity come leva per lo sviluppo delle imprese e della competitività del Paese.





















