02 ottobre 2026

Il Monitor for Circular Fashion presenta il Manifesto 2026 al Parlamento europeo

Fashion, design and luxury
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Il Monitor for Circular Fashion (M4CF), parte del Sustainability Lab di SDA Bocconi School of Management, ha presentato il Circular Fashion Manifesto 2026 al Parlamento europeo di Bruxelles il 30 settembre, durante un evento organizzato in collaborazione con CNA Federmoda e CNA Bruxelles.

L’iniziativa ha riunito imprese, associazioni di settore, istituzioni, ricercatori e altri stakeholder per riflettere su come la circolarità possa diventare un motore sempre più concreto di competitività e resilienza per il settore della moda.

L’evento ha rappresentato una nuova tappa di un percorso avviato nel 2021 con il primo Pledge all’UNECE, denominato Circular Fashion Manifesto, e progressivamente evolutosi in una piattaforma per la condivisione di conoscenze, l’individuazione di buone pratiche e la promozione di iniziative comuni lungo l’intera filiera della moda. Come nelle precedenti edizioni, il Manifesto nasce dall’impegno dei partner del M4CF a promuovere tracciabilità, trasparenza, sostenibilità e circolarità, formalizzato anche attraverso un Pledge alla DG GROW della Commissione europea e pubblicato sulla EU Textiles Ecosystem Platform.

 

Una prospettiva orientata al futuro

Il programma 2026 ha introdotto una prospettiva orientata all’analisi e all’anticipazione degli scenari futuri, partendo dalla consapevolezza che la transizione verso una moda circolare richiede alle imprese di anticipare i cambiamenti tecnologici, l’evoluzione dei mercati, dei comportamenti dei consumatori e le trasformazioni della filiera.

Il workshop dedicato alla capacità di interpretare gli scenari futuri ha delineato un chiaro percorso di transizione per affrontare il tema dei prodotti invenduti lungo la filiera della moda. I partecipanti hanno individuato diversi ostacoli che oggi ne rendono più difficile la prevenzione e la gestione, tra cui carenze informative, frammentazione delle responsabilità, squilibri di potere e una diffusione ancora limitata delle pratiche di ecodesign.

Allo stesso tempo, innovazione tecnologica, interoperabilità dei dati, partnership più solide lungo la filiera e iniziative mirate di formazione e sensibilizzazione sono emerse come importanti fattori abilitanti.

Guardando all’orizzonte 2030-2035, i partecipanti hanno immaginato un sistema fondato sull’estensione del ciclo di vita dei prodotti, su una maggiore trasparenza e sulla condivisione delle responsabilità, sostenuto da modelli di business circolari e tecnologie digitali.

«Il divieto di distruggere i prodotti invenduti, entrato in vigore il 19 luglio 2026, rappresenta una priorità urgente per il settore. La raccolta e la condivisione dei dati e la collaborazione lungo la filiera sono alla base di qualsiasi strategia efficace di prevenzione e gestione dell’invenduto. Il futuro della moda dipenderà dalla nostra capacità di tradurre queste strategie in modelli di business circolari, capaci di prolungare il ciclo di vita dei prodotti, rafforzare la responsabilità condivisa e favorire la competitività e la resilienza dell’intero settore», ha dichiarato Francesca Romana Rinaldi, Direttrice del Monitor for Circular Fashion.

Il Circular Fashion Manifesto 2026 presenta un framework per la gestione dei prodotti invenduti, articolato in 28 strategie corredate da KPI per definire obiettivi concreti e misurarne l’attuazione.

Il framework analizza come le imprese possano superare un approccio reattivo alla gestione delle scorte invendute e adottare strategie più strutturate di prevenzione, gestione e creazione di valore, coinvolgendo i diversi attori dell’intera filiera circolare della moda: dall’ecodesign e dall’approvvigionamento delle materie prime alla produzione, alla logistica, alla distribuzione e alla gestione del fine vita.

Il modello integra diverse macrostrategie, tra cui la collaborazione lungo la filiera, la raccolta dei dati, la razionalizzazione dell’offerta, la rivendita, la donazione, la riparazione, l’upcycling e il riutilizzo, con strategie specifiche e KPI che consentono alle imprese di monitorare e ridurre le scorte invendute.

Il Monitor ha inoltre contribuito alle consultazioni del JRC, portando il punto di vista del settore della moda nel dibattito europeo in corso.

I risultati dei tavoli di lavoro di M4CF sono stati presentati da Marco Guazzoni, Sustainability Director di Vibram; Dario Casalini, CEO di Maglificio Po/Oscalito 1936; Simon Giuliani, Global Marketing Director di Candiani Denim; Francesca Pilla, Retail & Consumer Goods Manager di BIP; e Silvia Vela, Manager di BIP.Verco Sustainability. I loro interventi hanno illustrato esperienze e approcci alla circolarità sviluppati in diversi ambiti della filiera della moda.

 

Il dialogo con gli stakeholder europei

L’evento di Bruxelles ha offerto anche l’opportunità di discutere questi temi con gli stakeholder europei, inserendo le esperienze delle organizzazioni italiane ed europee nel più ampio dibattito sul futuro dell’ecosistema della moda. Rappresentanti delle istituzioni europee, delle associazioni di settore, delle micro, piccole e medie imprese (MPMI) e del settore pubblico italiano hanno contribuito al confronto da prospettive diverse, sottolineando l’importanza della collaborazione lungo la filiera.

Stefano Soro, Head of Unit for Sustainable Products & Textiles presso la DG GROW della Commissione europea, ha tenuto un keynote speech sull’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR) e sui settori tessile, abbigliamento, pelle e calzature (TCLF), offrendo una prospettiva istituzionale sull’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di prodotti sostenibili.

Alessia Musumarra, Head of Office di CNA Bruxelles, e Antonio Franceschini, Responsabile nazionale di CNA Federmoda, insieme a Caterina Mazzei, Referente Economia Circolare e Sostenibilità di CNA Federmoda, hanno contribuito al dibattito sulle filiere circolari, sulla responsabilità condivisa e sulle alleanze strategiche.

Durante il confronto, sono intervenuti anche Giorgia Di Giovanni, Divisione III della Direzione generale per la politica industriale, la riconversione e la crisi industriale, l’innovazione, le PMI e il Made in Italy del MIMIT; Mauro Scalia, Director Sustainable Businesses di EURATEX; Edoardo De Paola, Secretary General di COTANCE; Mariagrazia Berardi, EEN Project Manager di Enterprise Europe Network-CNA Lombardia; e Catherine Fragnay, Junior Policy Advisor Climate / Energy / Environment Policy di SMEunited, portando il punto di vista delle istituzioni nazionali, delle associazioni industriali europee e delle reti di micro, piccole e medie imprese.

L’evento è stato anche l’occasione per annunciare il prossimo M4CF Multi-Stakeholder Event, che si terrà presso SDA Bocconi il 22 febbraio 2027 e vedrà la presentazione del report di ricerca del M4CF 2026/2027.