12 maggio 2026


Il destino dell’Europa nel mondo di Trump: Bini Smaghi e Gentiloni a confronto per il Book Club di SDA Bocconi Roma

Tra Stati Uniti, Cina e nuove fratture globali: il ruolo dell’Europa e le difficoltà di una risposta comune nel quinto appuntamento di Leggere il presente

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Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha costretto l'Europa a misurare la propria posizione nel mondo. La questione va oltre i dazi e i rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Riguarda la capacità dell'Unione europea di agire come soggetto politico in un ordine internazionale sempre più instabile, segnato dalla competizione tra Stati Uniti e Cina e dall'indebolimento delle vecchie alleanze. È da questa prospettiva che si è sviluppato il quinto appuntamento di Leggere il presente, il book club di SDA Bocconi Roma.

Il confronto tra Lorenzo Bini Smaghi, fellow dell'Institute for European Policymaking at Bocconi University e autore di Da soli – Gli europei alla prova di Trump nelle sfide dell'economia globale (Rizzoli), e Paolo Gentiloni, già presidente del Consiglio italiano e commissario europeo agli Affari economici e monetari, moderato da Teresa Coratella dell'European Council on Foreign Relations, ha fatto emergere due prospettive su uno stesso scenario.

Per Gentiloni, il secondo mandato di Trump segnala qualcosa di più profondo dei dazi. La distinzione tra alleati e avversari si dissolve, e l'Unione europea diventa essa stessa un problema per una parte del nazionalismo americano. L'Europa deve partire dal presente, senza attendere equilibri che non ci sono più, in un contesto che non può più essere letto con gli schemi del passato. Per Bini Smaghi, il vero terreno di scontro è la competizione tecnologica, industriale e finanziaria tra Stati Uniti e Cina, una partita che altri stanno conducendo e rispetto alla quale l'Europa rischia di restare ai margini, finendo per trovarsi fuori dai processi decisionali.

Su un punto le due prospettive coincidono. La questione è politica, prima ancora che istituzionale. L'Unione funziona dove dispone di poteri reali e si blocca dove prevalgono veti e logiche nazionali. La tensione tra capacità decisionale e unanimità ha radici antiche, e oggi è più visibile. Le spinte sovraniste hanno cambiato tattica. Lavorano dall'interno delle istituzioni, spingendo verso la difesa degli interessi nazionali e riducendo la possibilità di costruire posizioni comuni.

Difesa e finanza sono i due ambiti su cui il dibattito si è concentrato. Il disimpegno americano ha radici che precedono Trump e impone all'Europa di rafforzare la propria capacità di azione. Il continente deve costruire strumenti propri, sul piano degli investimenti e dell'industria militare. Sul fronte finanziario, finché i settori chiave restano in mano a operatori americani, l'autonomia resta parziale. Nei momenti di crisi le risorse si spostano e l'Europa resta esposta, con margini limitati di intervento.

La domanda di partenza resta aperta. Trump indebolisce l'Europa o la spinge a completare un percorso di rafforzamento rimasto incompiuto? La risposta dipende da scelte politiche concrete.

Leggere il presente è un ciclo di incontri che usa i libri come punto di partenza per discutere le trasformazioni in corso nel paese. Per scoprire i prossimi appuntamenti, consulta il calendario eventi di SDA Bocconi Roma. 


SDA Bocconi School of Management