30 luglio 2026
EMF People & Culture Series - Beyond Experience: ripensare la successione dei CEO e la leadership dei consigli di amministrazione

La leadership aziendale sta attraversando una fase di profondo cambiamento. L'accelerazione tecnologica, la volatilità geopolitica e la rapidità con cui evolvono i modelli di business stanno modificando le competenze richieste ai vertici delle organizzazioni. In questo contesto, l'esperienza rimane una risorsa preziosa, ma da sola non è più sufficiente per garantire il successo di un'impresa.
Questi temi sono stati al centro dell'incontro dell'EMF People & Culture Series dell'Executive Master in Finance di SDA Bocconi con Sara Gay, Partner Financial Service, CEO&Board, Leadership Consulting di Heidrick & Struggles, dedicato a una domanda sempre più attuale: come stanno cambiando i criteri con cui vengono selezionati i CEO e costruite le pipeline di leadership?

Aprendo il suo intervento, Sara Gay ha evidenziato un dato particolarmente significativo: circa il 90% dei consigli di amministrazione europei si aspetta di modificare la propria strategia o il modello operativo nei prossimi due o tre anni, mentre oltre un terzo ritiene che esista già oggi un disallineamento tra le competenze richieste dal nuovo contesto competitivo e quelle disponibili ai vertici aziendali. In uno scenario caratterizzato da trasformazioni così rapide, il tema della successione del CEO non può più essere affrontato come un evento straordinario, ma deve diventare un processo continuo di preparazione e sviluppo della leadership.
Uno dei messaggi centrali della presentazione è stato che la diversity deve essere interpretata in un senso molto più ampio rispetto alla sola rappresentanza di genere. Una leadership efficace nasce dalla combinazione di esperienze, percorsi professionali, formazione, età, esposizione internazionale, mobilità tra funzioni aziendali e capacità di affrontare contesti differenti. La diversità, quindi, non è soltanto una questione di rappresentanza, ma uno strumento per ampliare il patrimonio di competenze e prospettive disponibili all'interno del board e del management team.

L'intervento ha anche evidenziato come le imprese europee stiano progressivamente rivalutando il valore delle successioni interne. Se in passato la ricerca di un CEO esterno era spesso considerata la soluzione più efficace per guidare il cambiamento, oggi emerge una maggiore attenzione allo sviluppo dei talenti presenti in azienda. Le evidenze presentate mostrano infatti che i CEO provenienti dall'interno tendono ad assicurare una migliore continuità strategica, una permanenza più lunga nel ruolo e risultati organizzativi più solidi nel medio periodo, a condizione che l'organizzazione abbia investito con continuità nella crescita della propria pipeline manageriale.

Un altro tema affrontato riguarda la pianificazione della successione. Disporre di un piano formale rappresenta certamente un passo importante, ma non è sufficiente. Secondo Sara Gay, la vera differenza risiede nella qualità della pipeline di leadership: la presenza di un numero adeguato di candidati, con esperienze diversificate e un percorso di sviluppo coerente, rende l'organizzazione molto più resiliente nei momenti di transizione. La successione non dovrebbe quindi essere vista come un esercizio di emergenza, bensì come un investimento continuo sul capitale umano dell'impresa.
Particolare attenzione è stata dedicata al caso italiano. I dati mostrano come il nostro Paese continui a presentare alcune caratteristiche distintive rispetto ad altre economie europee: un'età media dei CEO più elevata, una maggiore propensione a ricorrere a nomine esterne e una limitata presenza di profili internazionali e femminili ai vertici delle imprese. Al tempo stesso, cresce la consapevolezza che rafforzare la pipeline interna rappresenti una leva fondamentale per affrontare le sfide future e migliorare la capacità competitiva delle organizzazioni.

Un ultimo spunto di riflessione riguarda il ruolo dei consigli di amministrazione. Sempre più spesso il board è chiamato a svolgere un ruolo attivo non solo nella scelta del futuro CEO, ma anche nel monitoraggio dello sviluppo dei talenti, nella definizione delle competenze strategiche necessarie e nella verifica dell'allineamento tra leadership, strategia e trasformazione del business. La successione del CEO diventa così parte integrante della governance e della capacità dell'impresa di costruire vantaggi competitivi nel lungo periodo.
L'incontro ha offerto agli studenti dell'Executive Master in Finance una prospettiva concreta su un tema spesso meno visibile rispetto ad altre sfide manageriali, ma decisivo per il successo delle organizzazioni. In un contesto caratterizzato da cambiamenti sempre più rapidi, il vantaggio competitivo non dipende soltanto dall'avere il leader giusto oggi, ma dalla capacità di preparare con largo anticipo i leader di domani.




