31 luglio 2026
Dall'AI generativa all'Agentic AI: come l'Intelligenza Artificiale sta ridisegnando la banca
L'EMF Special Seminar Fintech dell'Executive Master in Finance esplora le nuove frontiere dell'innovazione con i manager di Intesa Sanpaolo

Negli ultimi anni l'Intelligenza Artificiale è passata rapidamente dall'essere una tecnologia emergente a diventare uno dei principali motori della trasformazione delle imprese. Dopo una prima fase caratterizzata dalla diffusione dei Large Language Model e dei chatbot conversazionali, il dibattito si sta progressivamente spostando verso una domanda più ambiziosa: come integrare l'AI nei processi aziendali affinché diventi parte integrante del modo in cui un'organizzazione crea valore.
Questa è stata la prospettiva proposta durante l'EMF Special Seminar – Fintech, organizzato nell'ambito dell'Executive Master in Finance di SDA Bocconi School of Management. Il seminario ha riunito manager di Intesa Sanpaolo provenienti da aree differenti del Gruppo – Global Transaction Banking, Cybersecurity, AI Transformation, IMI CIB Strategies & Marketing, Digital Branch e IT Strategy – offrendo agli studenti una visione completa di come una delle principali istituzioni finanziarie europee stia affrontando la trasformazione guidata dall'Intelligenza Artificiale.
Più che una successione di interventi specialistici, la giornata ha delineato un messaggio unitario: l'AI non rappresenta semplicemente una nuova tecnologia, ma una piattaforma destinata a modificare processi, organizzazione, competenze e modelli di business. L'innovazione non consiste soltanto nello sviluppo di algoritmi sempre più sofisticati, ma nella capacità di ripensare il funzionamento stesso della banca.
Dalla tecnologia alla trasformazione del modello operativo
Ad aprire il seminario è stato Stefano Favale, Executive Director, Global Head of Global Transaction Banking, Divisione IMI Corporate & Investment Banking, Intesa Sanpaolo, che ha proposto una lettura dell'Intelligenza Artificiale come leva strategica per la trasformazione dell'intero settore finanziario. L'AI, ha evidenziato, non può essere considerata un semplice progetto tecnologico: rappresenta una nuova infrastruttura destinata a permeare tutti i processi aziendali.
Negli ultimi anni le organizzazioni hanno utilizzato l'AI soprattutto per automatizzare attività ripetitive e migliorare l'efficienza operativa. Oggi il cambiamento è più profondo. L'Intelligenza Artificiale entra progressivamente nei processi decisionali delle aziende, supporta la gestione della conoscenza, accelera la produttività individuale e modifica il modo in cui vengono progettati prodotti e servizi.
In particolare, le società si stanno avvicinando all’AI e trova applicazione nei mondi legati a CFO e tesoreria, sebbene sia ancora necessario fare un percorso di riduzione delle barriere (dalla ricerca del dato perfetto alla mancanza di una strategia chiara).
Il messaggio è stato chiaro: il vantaggio competitivo non nascerà dalla semplice adozione di strumenti di AI, ma dalla capacità di ridisegnare l'organizzazione attorno a queste nuove tecnologie.

Nuovi strumenti, nuovi rischi
Se l'AI amplia enormemente le opportunità, aumenta anche la complessità del contesto nel quale operano le istituzioni finanziarie.
Su questo tema si è concentrato Matteo F. Feraboli, Executive Director, Cybersecurity, Antifraud & Business Continuity Management, Intesa Sanpaolo, illustrando come l'Intelligenza Artificiale stia modificando profondamente il panorama della cybersecurity.
Le tecniche tradizionali di attacco vengono oggi affiancate da strumenti sempre più sofisticati, basati sulla capacità dell'AI di produrre contenuti realistici, simulare identità, automatizzare campagne di social engineering e sfruttare vulnerabilità dei modelli attraverso tecniche quali prompt injection, data poisoning o model extraction.
Parallelamente, la stessa AI rappresenta uno degli strumenti più promettenti per rafforzare la sicurezza. Sistemi intelligenti consentono infatti di identificare anomalie comportamentali, individuare tempestivamente tentativi di frode, ridurre i falsi positivi e supportare gli specialisti nella gestione di eventi sempre più complessi.
L'evoluzione tecnologica richiede quindi un approccio nel quale innovazione e sicurezza procedano insieme, evitando che la velocità dell'adozione superi la capacità di governarne i rischi.

Governare l'AI significa governare il cambiamento
Il tema della governance è stato approfondito da Federico Aguggini, Head of AI Transformation, Intesa Sanpaolo, che ha invitato a considerare l'AI non soltanto come una rivoluzione tecnologica, ma come una trasformazione organizzativa.
L'adozione dell'Intelligenza Artificiale richiede infatti nuove competenze, nuove modalità di collaborazione e una riflessione continua sul rapporto tra capacità delle macchine e responsabilità delle persone.
Nel corso dell'intervento è emersa con forza l'idea che il vero valore dell'AI non risieda nella sostituzione dell'intelligenza umana, bensì nella sua capacità di amplificarla. I sistemi intelligenti possono accelerare analisi, sintesi e produzione di contenuti, ma il giudizio, la responsabilità e la capacità di prendere decisioni rimangono elementi essenziali dell'attività manageriale.
Per questo motivo temi quali AI literacy, governance, etica e cambiamento culturale diventano parte integrante dei progetti di trasformazione.

Le persone al centro della trasformazione
Che la tecnologia da sola non sia sufficiente è stato ribadito da Francesca Trolio, Managing Director, Head of GTB Business Planning & Development, Divisione IMI Corporate & Investment Banking, Intesa Sanpaolo.
Uno dei messaggi più efficaci emersi durante il seminario è che adozione non significa semplicemente utilizzo. Introdurre strumenti di AI non produce automaticamente innovazione. Occorre accompagnare il cambiamento con formazione, diffusione della AI literacy e sviluppo di una cultura organizzativa aperta alla sperimentazione. In particolare, i manager dovranno accompagnare i propri team nel percorso di cambiamento adottando strategie di change management coerenti con la propria realtà.
Le organizzazioni che riusciranno a cogliere pienamente il potenziale dell'AI saranno quelle capaci di integrare competenze tecnologiche, manageriali e relazionali, costruendo un ambiente nel quale persone e sistemi intelligenti collaborino in modo naturale.

L'AI come motore della competitività
L'intervento di Silvia Botto, Executive Director, Head of IMI CIB Strategies & Marketing, Divisione IMI Corporate & Investment Banking, Intesa Sanpaolo, ha collocato l'evoluzione dell'AI all'interno dei grandi cambiamenti dell'economia digitale.
Negli ultimi due decenni cloud computing, piattaforme digitali e nuove infrastrutture tecnologiche hanno modificato profondamente la struttura competitiva dei mercati. L'Intelligenza Artificiale rappresenta oggi una nuova fase di questo percorso per tutto il settore del Corporate & Investment Banking.
Per sfruttarne appieno il potenziale, tuttavia, non bastano investimenti tecnologici. Occorrono dati di qualità, processi ben progettati, competenze diffuse e una forte capacità di integrare innovazione e organizzazione.
L'AI diventa così uno strumento capace di potenziare le azioni commerciali, migliorare servizi alle imprese, gestione della liquidità, supporto decisionale e relazione con il cliente, contribuendo alla competitività delle aziende e dell'intero sistema economico.

Una nuova relazione con il cliente
Il tema della customer experience è stato affrontato da Fabio Balderacchi, Executive Director, Digital Branch – Retail & SME Banking Division, Intesa Sanpaolo, che ha mostrato come la trasformazione digitale della banca stia modificando profondamente la relazione con il cliente.
L'AI consente oggi di mettere a disposizione dei gestori strumenti capaci di recuperare rapidamente informazioni, assistere nella preparazione degli incontri, personalizzare il dialogo e semplificare numerose attività operative.
La filiale digitale non rappresenta quindi un'alternativa alla relazione umana, ma un ambiente nel quale tecnologia e competenze professionali si rafforzano reciprocamente, consentendo ai consulenti di dedicare più tempo alle attività a maggior valore aggiunto.

Dall'AI assistant all'Agentic AI
La giornata si è conclusa con l'intervento di Nicolò Lorenzoni, Senior Director e Head of IT Strategy di Intesa Sanpaolo, dedicato all'evoluzione dello sviluppo software nell'era dell'Intelligenza Artificiale.
Se negli ultimi anni il cloud ha rappresentato il principale motore della trasformazione tecnologica, oggi il focus si sta spostando verso l'integrazione dell'AI lungo l'intero Software Development Life Cycle (SDLC).
L'evoluzione, però, non si limita alla generazione automatica del codice: cambia il modo stesso di concepire, progettare e sviluppare il software. Assistenti intelligenti, AI collaborator e sistemi agentici sono in grado di supportare la definizione dei requisiti, orchestrare i workflow, gestire basi di conoscenza condivise, documentare automaticamente i processi e affiancare gli sviluppatori in ogni fase del ciclo di vita del software.
Questa trasformazione è destinata a ridefinire profondamente il ruolo degli sviluppatori, che saranno sempre meno impegnati in attività ripetitive e sempre più focalizzati sulla progettazione, sulla supervisione e sulla definizione dell'architettura delle soluzioni. L'AI, in questa prospettiva, non sostituisce lo sviluppatore, ma ne amplifica le capacità, rendendolo il regista di un processo di sviluppo sempre più collaborativo e intelligente.
La banca del futuro
Il principale insegnamento emerso dal EMF Fintech 2026 è che l'Intelligenza Artificiale non rappresenta un progetto isolato né una semplice innovazione tecnologica. È una trasformazione che coinvolge simultaneamente strategia, organizzazione, competenze, sviluppo software, cybersecurity, relazione con il cliente e modelli di business.
Per gli studenti dell'Executive Master in Finance, il seminario ha rappresentato un'opportunità preziosa per confrontarsi direttamente con manager impegnati quotidianamente nella progettazione di questa trasformazione. Un confronto che ha mostrato come la banca del futuro sarà sempre meno definita dalla sola disponibilità di nuove tecnologie e sempre più dalla capacità di integrarle con competenze, responsabilità e visione strategica.









